Cos'è la massoneria ecclesiastica e che azioni svolge?
Quando il Papa Benedetto XVI disse queste parole:
Cari amici - in questo momento io posso dire soltanto: pregate per me,
perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me,
perché io impari ad amare sempre più il suo gregge - voi, la Santa
Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per
me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni
per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci
gli uni gli altri
Per lupi intendeva gli anticlericali o gli uomini di Chiesa malvagi
che non gli obbediscono.
6 mesi fa
Dettagli aggiuntivi
6 mesi fa
Il problema dell'Anticristo, o falso profeta come lo chiama
l'Apocalisse (16,13), è quindi un fatto che riguarda prima di tutto la
vita della Chiesa. Esso non giunge dall'esterno, ma dall'interno. Egli
è il cavallo di ***** del Dragone (il diavolo), della prima e seconda
bestia (cioè della massoneria mondiale e della massoneria infiltrata
nella gerarchia della Chiesa), citati nell'Apocalisse (Ap 13), che
vogliono una chiesa fantoccio, non più al servizio di Dio, ma del
mondo e dei suoi più o meno occulti padroni.
Il suo cavallo di battaglia sarà l'ecumenismo e il rinnovamento della
Chiesa in molti campi, ma in realtà sarà una sorta di neomodernismo.
Alcuni segni già si avvertono in diversi paesi europei dove, i suoi
epigoni, già si battono per il sacerdozio per donne e uomini sposati;
l'abolizione del celibato dei sacerdoti; l'ammissione ai sacramenti
dei divorziati; la democratizzazione del governo della Chiesa, fino ad
arrivare anche alla trasformazione della s. Messa
6 mesi fa
facendo di essa una semplice commemorazione di tipo protestante,
eliminando di fatto l'eucaristia (Mt 24,15).
Sarà il paladino del dialogo, ma non della comunione fraterna; della
filantropia, ma non della carità; della cultura, ma non della sapienza
di Dio; sembrerà saggio per il mondo, ma sarà empio agli occhi di Dio;
sembrerà benedire, ma in realtà le sue saranno maledizioni; forse farà
anche dei prodigi (Mt 24,24), ma questi non verranno da Dio; sembrerà
essere il rinnovatore della Chiesa, ma in realtà sarà uno scismatico e
cercherà di dividere e di demolire la Casa di Dio fra gli uomini,
tuttavia non riuscirà nel suo intento perché il Verbo di Dio
interverrà personalmente (Ap 19,20).
6 mesi fa
Ecco cosa dice una santa in una profezia che fece
...Il demonio cercherà di perseguitare i Ministri del Signore in ogni
maniera possibile e agirà con crudele e sottile astuzia per sviarli
dallo spirito delle loro vocazioni, corrompendo molti di loro. Questi
sacerdoti corrotti, che saranno motivo di scandalo per i cristiani,
faranno sì che l’odio dei cattivi cristiani e dei nemici della Chiesa
Cattolica e Apostolica Romana ricada su tutti i sacerdoti…
6 mesi fa
Venerabile Madre Mariana de Jesus Torres
6 mesi fa
Ecco un altra profezia di suor Agnese di Akita
…L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera
tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi
contro vescovi. I sacerdoti che Mi venerano saranno disprezzati e
ostacolati dai loro confratelli…la Chiesa sarà piena di coloro che
accettano compromessi, e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime
consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà
implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio.
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071026094141AAMDdUy
ARTICOLI E NOTIZIE SULLA MASSONERIA
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martedì 5 maggio 2009
giovedì 23 aprile 2009
Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte prima

Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte prima
di P. Paolo M. SIANO
La Massoneria moderna, sin dalla sua origine (1717) si è caratterizzata di una componente illuminista ed una esoterico–magica. Il suo sforzo è stato, ed è, quello di superare ogni “integralismo dogmatico”, causa di divisione e di assolutizzazione della verità, facendo sì che gli uomini convengano in un religione più ampia, una religione naturale, lasciando all’ambito della soggettività il modo di riconoscere Dio e di dargli culto.
Una Universal Religion, cioè, che abbracci tutti i credi, in cui il Dio supremo è il Grande Architetto del deismo illuminista. Questi, in sede esoterica ed iniziatica, è invocato come il Dio di Luce. Ogni Gran Loggia/Grande Oriente poi, pretende di trasmettere questa luce pro-prio attraverso i riti d’iniziazione alla vita massonica. Lucifero che è simbolo e ricerca della “Vera Luce”, per la legge dell’unione degli op-posti, così cara al pensiero massonico, si confonde e si mescola nel suo contrario, in modo da non più distinguere chi sia Satana e chi Dio, o che cosa sia il Bene e cosa il male… cosa sia la Verità, che per noi Cattolici è inconfondibile: Cristo Signore.
Ecco quanto il padre Siano si propone nel suo studio accurato e ricco di documentazione: la Massoneria nel suo insieme, come ha affer-mato la Chiesa, risulta incompatibile con la fede cattolica.
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Introduzione
La Massoneria moderna, o Libera Muratoria, nasce ufficialmen-te nel 1717, con la fusione di quattro logge che costituiscono la Gran Loggia di Londra. L’identità filosofico–rituale–simbolica della Massoneria moderna è caratterizzata da 2 elementi inscindibili: il-luminismo ed esoterismo. Con il termine esoterismo indichiamo due significati strettamente congiunti: (a) l’arte di trasmettere co-noscenze riservate a pochi iniziati, attraverso riti e simboli; si tratta di conoscenze ritenute capaci di perfezionare/divinizzare (o alme-no guidare al perfezionamento/unione mistica) l’iniziato; (b) dottri-ne riferite al complesso magico della Cabala ebraica, dell’Alchimia, dell’Ermetismo, ecc...
L’esoterismo, così inteso, è di per sé un’arte (o fenomeno) ma-gica (magia=manipolazione del Sacro tramite l’inscindibile intera-zione di riti–simboli–idee). L’esoterismo entra nelle logge della Scozia sin dalla fine del sec. XVI e in quelle inglesi, almeno (dato certo) dalla metà del sec. XVII.
L’illuminismo (movimento filosofico sorto in Inghilterra nel sec. XVII e diffuso in Europa nel sec. XVIII) pone la ragione umana e l’esperienza sensibile al di sopra di dogmi e di autorità religiose. Il razionalismo illuministico chiude la ragione umana alla possibilità di accogliere come verità oggettiva la Rivelazione e i Dogmi cri-stiani, questi ultimi ritenuti (in senso illuministico) imposture o per lo meno tollerati come opinioni. Tale razionalismo è pertanto con-trario alla fede cristiana ed alla retta ragione umana. L’esoterismo seduce e introduce il massone in una atmosfera mistico–spirituale che trascende qualsiasi dogma ed autorità religiosa. In un certo senso, la ragione illuminista trova nell’esoterismo una sorta di sur-rogato della fede e della spiritualità.
Nella Massoneria moderna (anche quella inglese, regolare e tra-dizionale) abbiamo la compresenza di illuminismo ed esoterismo.
In questo mio studio espongo, in modo piuttosto sintetico, alcu-ni punti di incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica. Nel presento testo rimando anche all’estratto della mia tesi di laurea aggiungendo ulteriore documentazione.
Per non appesantire ulteriormente il mio lavoro, ometto l’origine–nascita–sviluppo storico di logge/Grandi Logge/Grandi Orienti/Alti Gradi massonici che si ha a partire dal secolo XVIII (in Inghilterra, in Europa continentale, in America, Asia, Africa) fino ai nostri giorni .
Alcune precisazioni:
Grande Loggia o Grande Oriente=Corpo massonico che ammi-nistra i primi 3 gradi massonici:
1°) Apprendista; 2°) Compagno; 3° e ultimo grado) Maestro Massone.
Il Maestro Massone può far parte di sistemi di Alti Gradi (=Riti), solitamente amministrati da Corpi distinti da Grandi Logge/Grandi Orienti. I membri degli Alti Gradi restano sempre Maestri Massoni e in tale qualità devono continuare a frequentare le logge dove so-no amministrati i primi 3 gradi e perciò sono anche membri di Grandi Logge /Grandi Orienti.
È vero che, da un punto di vista sociologico o fenomenico, esisto-no tante Massonerie (Grandi Orienti, Grandi Logge, Corpi Rituali di Alti Gradi) ma è possibile e doveroso parlare anche di Massoneria al singolare, poiché (per esempio nei primi tre gradi), la Massoneria è sostanzialmente una nelle idee, nei simboli, nei rituali.
1. Illuminismo, soggettivismo religioso e mètadogmatismo della Massoneria
Nelle prime Costituzioni della moderna Massoneria inglese (re-datte dal pastore presbiteriano James Anderson, 1723) è scritto che d’ora in poi i massoni saranno obbligati solo alla religione in cui tutti gli uomini convengono, lasciando a ciascuno le sue opi-nioni . Si tratta di una religiosità naturale o naturalistica (analoga al deismo illuministico) nella quale i dogmi sono ridotti al rango di o-pinioni. Nel testo andersoniano degli Antichi Doveri è scritto che i massoni appartengono alla suddetta «Religione universale» («uni-versal Religion»). Ma si tratta di un universalismo religioso sgan-ciato da dogmi–autorità–rivelazioni religiose che (nella mentalità massonica) sono ridotte al rango di opinioni soggettive del singolo massone. Gli Antichi Doveri di un Libero Muratore rimangono an-cora oggi testo fondamentale e universale nel Corpus legislativo massonico.
Il carattere deistico della religione andersoniana sopra descritta, è stato affermato anche da Giuliano Di Bernardo (ex GM del GOI e poi GM della GLRI) e da un articolo di una rivista massonica in-glese la quale, seppure si proclama indipendente, tuttavia è gestita da massoni legati alla United Grand Lodge of England (UGLE) .
Le Costituzioni della UGLE (1813–2001) precisano che la Masso-neria accoglie uomini di qualsiasi religione purché credano in Dio, qualunque sia il modo in cui lo concepiscono e in cui gli danno culto . Anche negli Antichi Doveri delle Costituzioni UGLE è precisato che i Massoni appartengono alla «summenzionata Religione Universale» («universal religion above mentioned» ), ossia a quella sopra de-scritta.
Desidero osservare che nell’edizione dell’anno 1738 delle Co-stituzioni andersoniane, è scritto che i massoni appartengono a «the oldest Catholic Religion above hinted» ; ovviamente, non si tratta della Religione Cattolica Romana (dogmatica!) ma piuttosto di quella religione universale (cattolico=universale) di stampo dei-stico, ossia quella religione (naturale–razionale) in cui convengono tutti gli uomini lasciando ad essi le loro opinioni , di cui Anderson ha scritto già nella edizione 1723 delle Costituzioni massoniche sopra citate.
La Massoneria tradizionale, professando la «universal religion» (il cui naturalismo è più esplicito nelle Costituzioni andersoniane, che in quelle attuali della UGLE), unisce uomini di ogni fede e reli-gione, lasciandoli liberi di intendere e venerare l’Essere Supremo, ciascuno secondo la propria fede o credenza religiosa. In questa conciliatio oppositorum, tipicamente massonica, riscontriamo un soggettivismo relativistico che riconosce come vera ogni religione soltanto relativamente al singolo che la professa. Di conseguenza, nel contesto culturale massonico, la Missione e la Fede della Chiesa Cattolica, entrambe fondate nella Verità, rischiano oggetti-vamente di essere gravemente soffocate.
Lentamente, e in modo morbido, il massone cristiano impara a considerare l’insegnamento dogmatico e morale della Chiesa Catto-lica come una “pretesa” di verità assoluta nonché un ostacolo al programma massonico di solidarietà, fratellanza, felicità e perfezio-namento umano etico–spirituale. Il massone cristiano considera, di fatto, se stesso e la sua ragione come il principale punto di riferi-mento della propria religiosità, al di sopra del Magistero ecclesiasti-co del quale il massone respinge immediatamente almeno il divieto disciplinare di far parte della Massoneria. Il soggettivismo religioso della Massoneria pone lentamente la fede dogmatica e il sopranna-turale (intesi dalla Chiesa Romana) nell’ambito delle credenze sog-gettive, o opinioni, prive di quella forza assoluta, universale e ogget-tiva, che invece ricopre la «universal religion» massonica.
Il prof. Giuliano Di Bernardo (ex Gran Maestro e Fondatore della GLRI) ha sostenuto un’etica razionale ispirata al «razionalismo kantiano», dunque l’autosufficienza e l’autonomia della ragione umana da qualsiasi teologia e religione. Secondo Di Bernardo, occorre escludere dai Comitati bioetici sia gli scienziati positivisti e sia i teologi e i rappresentanti delle religioni, poiché «scientismo» e «teologismo» causano «ambiguità e contraddi¬zione» nel campo della bioetica» .
In un suo libro, Di Bernardo (GLRI) afferma che il concetto di verità assoluta, a cui è legata la Chiesa Cattolica, fomenta il fondamentalismo ed è perciò ostacolo all’ecumenismo . L’autore auspica la fine delle barriere della religione, fonte di conflitti devastanti, e l’avvento dell’uomo nuovo, espressione di un’unica razza–lingua–cultura .
Fabio Venzi (attuale GM della GLRI) afferma che la Massoneria (dunque la sua GLRI) offre la possibilità di «sperimentare la trascendenza anche a coloro che non la trovano più nei credi rivelati» .
Nella Massoneria anglosassone dei primi tre gradi il mètadog-matismo (cioé l’oltrepassamento o superamento di tutti i dogmi e di tutte le autorità religiose) è morbido e pacifista ma nella Massone-ria latina diviene più apertamente anticlericale. Poi, negli Alti Gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato, riscontriamo una esplicita opposizione alla Chiesa Cattolica, in particolare ai suoi dogmi, alla sua azione sociale didattica ed evangelizzatrice. I Massoni del 30° grado RSAA, in nome della loro “Luce” e “libertà di coscienza”, im-parano a disprezzare ogni tirannia spirituale che, nel loro rito mas-sonico, è simboleggiata dalla tiara pontificia!
2. La questione delle punizioni fisiche cruente in Massoneria
Catechismi massonici inglesi della fine del secolo XVII e inizi del secolo XVIII prevedono pene di morte per i massoni spergiuri e traditori. Nei secoli XVIII–XIX, troviamo nei rituali massonici (in In-ghilterra, Spagna, Italia, Francia, Germania, Austria...) espliciti rife-rimenti alle suddette punizioni fisiche mortali. E ciò anche nella UGLE, fino ai nostri giorni.
I primi catechismi di Muratoria speculativa che menzionano pe-ne cruente e morte violenta per chi viola il giuramento massonico sono i seguenti: il Manoscritto di Edimburgo del 1696 , il Mano-scritto Chetwode Crawley del 1700 , il Manoscritto Dumphries del 1710 , il Manoscritto Kevan del 1714–1720 , il Manoscritto Wil-kinson del 1727 , e i celebri rituali di Samuel Prichard (1730) che presentano per la prima volta le cerimonie di iniziazione ai primi tre gradi massonici.
Prichard fa conoscere al pubblico il giuramento professato al primo grado di Apprendista dal candidato ai misteri massonici, il quale dichiara che in caso di tradimento subirà una pena non mi-nore a quella di avere la gola tagliata, la lingua strappata, il cuore strappato dal petto, il corpo bruciato e le ceneri sparse sulla fac-cia della terra in modo che non resti di lui alcun ricordo tra i Liberi Muratori .
Circa il giuramento massonico con punizioni fisiche, il gesuita p. José A. Ferrer Benimeli (filo–massone, anche dopo gli interventi antimassonici della Santa Sede nel 1983–1985) riconosce che la pena di morte è prevista per chi violava il giuramento massonico, come appunto dimostrano vari catechismi massonici: 1723 (A Ma-son’s Examination, Inghilterra), 1730 (Prichard, Inghilterra), 1745 (Amsterdam, Olanda), 1740 (Berna, Svizzera), 1791 (Roma), inizi sec. XIX (Spagna) . Nonostante tutti questi dati storici autentici, Benimeli, in modo alquanto minimista, scrive che quel giuramento non era altro che il medesimo richiesto dalle leggi inglesi del sec. XVII e XVIII, per cui, in fondo, non c’era motivo di preoccuparsi. Ma tali giuramenti desteranno invece grande impressione proprio tra le autorità ecclesiastiche. Benimeli (d’accordo con il massone Tierce, 1745) afferma che è ridicolo pretendere che il timore della pena di morte sia una salvaguardia al segreto. Egli ritiene anche che è illogico credere che chi sia morto violentemente possa aver (in precedenza) rivelato il segreto, altrimenti tal segreto si dovrebbe conoscere. E se tal segreto è ignorato fino ad oggi, come pensare che qualcuno abbia pagato con la propria vita?
Desidero fare le seguenti osservazioni a quanto afferma il p. Benimeli:
a) la Loggia si configura(va) quasi come uno Stato, riservandosi addirittura la facoltà di obbligare a pene di morte gli eventuali mas-soni spergiuri. Ma con quale autorità (statale? religiosa?... iniziatica–esoterica?) la Loggia obbliga(va) i suoi membri a tali giuramenti?
b) Qualunque cosa dica p. Benimeli, quei giuramenti di morte avevano (hanno) una grande forza sulla mente del massone, che prima di cedere alla tentazione di violare il segreto, avrebbe riflet-tuto molto bene alle pene (solo simboliche?) in cui sarebbe incor-so. Perciò, non è ridicolo credere che quei giuramenti fossero (sia-no) una buona prevenzione contro eventuali infedeltà massoniche. E non è illogico credere che il massone spergiuro potesse venir ucciso. Inoltre, in tre secoli di Massoneria, studiosi cattolici hanno potuto conoscere molti “segreti” sulla ritualità e prassi massonica. Infine: come si può lecitamente invocare il Nome di Dio come te-stimone–vindice–garante di simili giuramenti? Anche nel caso che siano solo pene simboliche, è comunque immorale e blasfemo in-serirle con grande serietà e solennità in un giuramento in cui si in-voca Dio.
Il massone Frederick Smyth (UGLE) afferma che le suddette punizioni mortali («penalties») non sono state mai inflitte , che non c’è alcuna evidenza che esse siano state inflitte, sebbene la Mas-soneria («the Craft») sia accusata del contrario . Ma anche se tali pene siano state inflitte, non possiamo pretendere – è ovvio – che dei massoni ce ne diano notizia.
Il riferimento alle cruente e mortali punizioni fisiche, esplicitato nel momento solenne del giuramento, permane nei successivi ri-tuali massonici, finché nel 1986, la United Grand Lodge of England decreta che la menzione delle physical penalties (punizioni fisi-che), sopra citate, sia estromessa dalle formule di giuramento nel-la iniziazione ai primi tre gradi e nella cerimonia di Installazione del Maestro Venerabile, ma rimanga in altre parti delle suddette ceri-monie iniziatiche . Nel 1987, la UGLE pubblica un opuscolo intito-lato Freemasonry and Religion, in cui si precisa tra l’altro: «The physical penalties which are purely symbolic do not form part of an Obligation. The commitment to follow the principles of Freema-sonry is, however, deep» .
Nel 1992, l’organo della Loggia nazionale di ricerca Villard de Honnecourt N° 81, all’obbedienza della Grande Loge Nationale Française, pubblica un articolo del massone Jean–Pierre Schne-tzler, il quale offre una sintesi storica con alcune considerazioni spirituali sulle punizioni fisiche previste ai primi tre gradi massonici per i massoni traditori (1° grado: gola tagliata e lingua tagliata; 2° grado: cuore strappato; 3° grado: corpo sventrato e incenerito). Secondo Schnetzler, le punizioni sopra menzionate, non hanno un significato fisico–cruento, ma vogliono unicamente ricordare al massone che in caso di tradimento, egli muore spiritualmente alla vita massonica e rischia il distacco da Dio (centro del proprio esse-re) anche nella condizione post–mortem, dunque la propria distru-zione psico–mentale e il vuoto. Schnetzler spiega anche che i tre punti del corpo umano, oggetto delle punizioni massoniche (gola, cuore, alto e basso ventre), sono tre importanti centri sottili di e-nergia divina (chakras), secondo la filosofia e la prassi del Tantri-smo buddhista e induista .
Il massone Ernesto Laudicina [GLDI e 33° grado RSAA] ha spiegato di recente che il «Giuramento» massonico ha una parte «altamente esoterica» che cito qui di seguito:
«prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Libera Muratoria; di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di avere tagliata la gola, strappati il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo ca-davere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria ed infamia eterna» .
Durante la cerimonia di conferimento del 33° ed ultimo grado RSAA, nel Tempio c’è uno scheletro umano che regge nella mano sinistra lo stendardo dell’Ordine, cioé del RSAA, e nella mano de-stra un pugnale in atto di colpire, richiamo evidente (precisa il Ritua-le) alla punizione dei nemici e traditori del RSAA . Dunque il RSAA (simboleggiato dal proprio stendardo) è portato dalla Morte (simbo-leggiata dallo scheletro)!
3. Esoterismo massonico o magia massonica
I riti (azioni rituali) e i simboli massonici (per la maggior parte legati al simbolismo muratorio e religioso) agiscono sul candidato: lo trasformano in massone, lo aiutano ad avanzare nel cammino etico–spirituale–gradualistico, lo collegano al Sacro (ciascun mas-sone libero di concepirlo secondo la propria fede o credenza reli-giosa) chiamato Grande Architetto dell’Universo (GADU). Nel no-me del GADU si radunano in Loggia uomini di diversa fede o cre-denza religiosa (cristiani, ebrei, musulmani, induisti, buddhisti...). La Loggia Massonica vive ed opera ritualmente al di là e al di sopra di tutte le diversità e distinzioni (teologiche, dogmatiche, religiose, morali ecc.). Ci troviamo dinanzi ad un tipo peculiare di magia che merita l’aggettivo di massonica. La religiosità soggettivistica e mè-tadogmatica costituisce il fondamento e la giustificazione filosofica dell’esoterismo massonico, o magia massonica, che trascende tutte le differenze religiose. I Massoni stessi sono il Centro del loro modo di intendere Dio e la Religione. Mediante l’essenziale supporto di riti, simboli e miti (inventati e/o strutturati), i Massoni pretendono di collegarsi al GADU, di ottenere da Lui effluvi spirituali, di cementare o unire gli uomini Iniziati in un cammino di perfezionamento etico–spirituale al di là e al di sopra delle religioni, delle credenze e delle autorità religiose a cui i singoli massoni farebbero riferimento nella loro vita profana (extra–loggia). Ecco perché si può e si deve parla-re di magia massonica (manipolazione del Sacro mediante modalità teorico–operative di Muratoria speculativa) e di carattere intrinse-camente magico dei lavori rituali massonici anche e anzitutto delle Massonerie regolari e tradizionali (esempio UGLE, GLNF...). Per-tanto non condivido quelle tesi (sostenute da massoni e da cattoli-ci) secondo cui la magia sarebbe scoraggiata dal mondo massoni-co regolare e relegata solo nelle cosiddette fringe Masonry, o Massonerie marginali (quelle irregolari, spurie o comunque non ri-conosciute ufficialmente dalla UGLE).
Tra i riti e i simboli massonici vi sono quelli che chiaramente at-tingono da (o almeno risentono dell’influsso di) scienze magico–esoteriche (Cabala ebraica, Alchimia, Ermetismo...). Vi sono vari testi massonici sui significati esoterici di riti e simboli massonici.
La presenza di elementi cabalistico–alchemico–ermetistici è esplicita nel RSAA il quale, nel panorama massonico internazio-nale, non può affatto esser annoverato tra le “fringe–Masonries”.
Ora espongo alcune testimonianze massoniche.
Il prof. Giuliano Di Bernardo 33° (GLRI) ha riconosciuto che l’Ebraismo ha fornito un grande apporto alla Massoneria, come dimostrano i rituali massonici (dei primi tre Gradi) imperniati so-prattutto sulla Leggenda di Hiram, il Tempio di Salomone e la sua ricostruzione . Secondo Di Bernardo il misticismo della Cabala ebraica è il mezzo più adatto per giungere ad una futura rigenera-zione della società, in cui non vi sarà più bisogno delle religioni (Cristianesimo incluso) dato che l’uomo si ricongiungerà a Dio. Di Bernardo afferma che la religione ha distrutto l’unità tra l’uomo e Dio e inoltre prevede una società futura in cui vi sarà unità di raz-za, di cultura, di lingua e di religiosità. L’autore riconosce che il mi-sticismo (ossia la capacità umana di giungere all’unione con l’Assoluto per virtù di poteri e conoscenze misteriose immanenti all’uomo stesso) è presente essenzialmente nel rituale massonico, il quale vuole costruire e perfezionare l’uomo iniziato .
Nell’opuscolo anonimo A Defence of Masonry (pubblicato in appendice alle Costituzioni del 1738 della Gran Loggia di Londra) si afferma che i riti e i princìpi della Massoneria sono affini a quelli praticati nelle antiche società iniziatiche, tra cui sono citati anche i Cabalisti ebrei .
Il misticismo ebraico – e specialmente cabalistico – è più mar-cato nel complesso di simboli e riti iniziatici ed esoterici praticati nell’Holy Royal Arch of Jerusalem, nel quale i Massoni inglesi – sin dalla metà del secolo XVIII – celebrano la scoperta del vero Nome di Dio e così completano il Terzo Grado di Maestro Massone, im-perniato sulla morte di Hiram (l’Architetto del Tempio di Salomone) e sulla conseguente perdita della Parola .
I cherubini, simboli privilegiati della mistica ebraica (in particola-re di quella esoterica) , si trovano sullo stemma della Gran Loggia inglese degli Antients (i primi che praticano il Royal Arch) e quindi anche sullo stemma della futura United Grand Lodge of England (1813) . I cherubini esoterici detengono i segreti divini dell’unione mistica e introducono alla presenza di Dio; in tal modo, la Masso-neria tradizionale inglese, rappresentata dal suo stemma maesto-so, ammantata di esoterismo, misteri e iniziazione, si configura come una Istituzione élitaria che può permettere l’accesso al divi-no a coloro che sono iniziati ai suoi misteri e privilegi .
Lo studioso massone ed ex Maestro Venerabile della Quatuor Coronati Lodge No. 2076, Colin Dyer, ha rilevato l’influsso cabali-stico e anche pitagorico sulla Massoneria inglese dei secoli XVIII e XIX, in particolare per quel che concerne i numeri (elementi molti importanti nella simbologia massonica) a cui la Cabala ebraica e l’esoterimo pitagorico attribuiscono un potere creativo. Dyer osser-va anche che il primo Gran Maestro della UGLE, il Duca di Sussex (reggente la Gran Loggia dal 1813 al 1845) era molto interessato alla lingua e alla Cabala ebraica .
Sin dal 1866, i Maestri Massoni regolari (di fede cristiana e trini-taria) della UGLE, che diventano membri della Societas Rosicru-ciana In Anglia – SRIA (fondata proprio in quell’anno), si dedicano allo studio delle scienze occulte (in particolare l’Ermetismo e la Cabala ebraica) per ricercare l’antica sapienza, risolvere i problemi della vita e diffondere la conoscenza . Il certificato del I° grado della SRIA (Zelator) è sontuosamente ornato di simboli e colori che – come affermano studiosi membri della SRIA – trovano il loro autentico significato nel deposito dottrinale e sapienziale della Ca-bala ebraica, dell’Alchimia, dell’Ermetismo, dell’astrologia e il tutto si presenta come un sistema di misticismo magico–esoterico che vuol conferire all’iniziato poteri spirituali .
Segnalo l’esistenza di circoli massonici di studio riservati a Ma-estri Massoni della UGLE e di Grandi Logge in comunione con la UGLE (esempio il Dormer Masonic Study Circle, e il Masonic Study Society) che approfondiscono l’aspetto esoterico della Mas-soneria tradizionale. Tra gli studiosi di questi prestigiosi circoli di cultura massonica, c’è chi ha interpretato i (primi) Tre gradi mas-sonici della Pure and Ancient Masonry (Entered Apprentice, Fellow Craft, Master Mason, ossia i cosiddetti Craft Degrees o Craft Fre-emasonry) e il suo completamento del Royal Arch, alla luce della Cabala ebraica. Dunque riti e simboli della Craft Freemasonry rac-chiudono idee attribuite al mondo variegato della Cabala ebraica (reintegrazione dell’iniziato nel Divino, congiunzione degli opposti, reincarnazione, morte–rinascita iniziatica, gli Ufficiali di Loggia cor-rispondono alle prime tre emanazioni del Divino...) . Ritengo che tali interpretazioni non siano delle forzature soggettive ma che cor-rispondano molto bene alla realtà e alla dinamica dei simboli e dei riti iniziatici dei rispettivi gradi massonici.
Il massone Coghlan ha esplicitamente affermato che il Cristia-nesimo deriva dal misticismo ebraico, ossia la Cabala, dando pure un’interpretazione cabalistica della croce di Gesù .
Il massone John Paternoster ha fornito una interessante e com-plessa analisi astrologica e cabalistica (servendosi anche dell’albero cabalistico delle Sephiroth) delle date di fondazione della Gran Log-gia di Londra (1717) e della UGLE (1813) . Egli ha anche illustrato i significati esoterici di vari simboli, ruoli e arredi rituali del Royal Arch Chapter (esempio le bandiere raffiguranti l’Uomo, il Leone, il Bue e l’Aquila, i Tre Principali,...) ricorrendo a simboli e concetti della Cabala ebraica (esempio l’unità degli opposti, l’albero sefirotico, i quattro mondi della Manifestazione del Divino, l’ascesa e rigenerazione ini-ziatica dell’uomo nei piani superiori dell’esse¬re...) .
Jacques Chaboseau (GLNF e RSAA) spiega che l’Alchimia rientra in quel complesso di «sciences magico–ésotériques» (tra cui anche la teurgia, la magia cerimoniale, i Tarocchi,...) che costi-tuiscono l’Ermetismo. La tradizione alchemica è collegata ad Er-mete Trismegisto. Essa è stata accolta nella Massoneria operativa medievale, dunque già dai costruttori di cattedrali (segni alchemici in cattedrali medievali). Poi, l’Alchimia è confluita anche nella Mas-soneria moderna–speculativa (formandone il substrato esoterico), particolarmente attraverso i Rosacrociani («Rose–Croix»). L’Al¬chimia spirituale vuol realizzare «la mort initiatique» dell’adepto per condurlo alla rigenerazione spirituale o reintegrazione nel Prin-cipio divino o divinizzazione. Secondo Chaboseau i primi tre gradi del Rite Ecossais Ancien et Accepté corrispondono alchemica-mente alla sigla V.I.T.R.I.O.L. (Visita Interiora Terræ Rectificando Invenies Occultum Lapidem), ossia alla morte iniziatica–discesa agli ìnferi dell’adepto .
I massoni Serge Theakston e Francis Bardot hanno afferma-to l’importante presenza di Ermetismo ed Alchimia nei gradi del Ri-to Scozzese Antico e Accettato.
Gustavo Raffi [attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI)], spiega che la Massoneria, nata nel secolo XVIII, custodisce sia un patrimonio iniziatico ed esoterico («il pitagorismo, l’ermetismo alessandrino del II e del III secolo ..., l’alchimia, la Qabbalah, la gnosi, il templarismo, i Rosa–Croce, la teurgia, la magia rinascimentale e le tradizioni greco–romana ed egizia»), sia un insieme di idee della filosofia liberale inglese del sec. XVII e dell’Illuminismo del sec. XVIII .
In un Convegno su Massoneria e Tradizione esoterica (11 no-vembre 2000), il massone Natale M. Di Luca [GOI] ha presentato alcune riflessioni sul rapporto tra magia e Massoneria. La magia è l’arte di manipolare (presunte) misteriose energie o forze sottili ed opera attraverso riti, elementi, spazi . L’autore considera «i punti di contatto tra la magia e la Massoneria», da un punto di vista soggettivo e oggettivo. L’aspetto soggettivo consiste nell’interpre¬tazione che il singolo massone dà del simbolismo massonico . In-vece, «il profilo oggettivo va identificato con l’apparato simbolico–rituale dei primi tre gradi “azzurri” od universali e più ancora con quello d’alcuni sistemi ad “alti gradi”, ove i riferimenti alla cultura magica tratteggiata nelle precedenti parti di questa esposizione ri-corrono con frequenza [...]» . Di Luca rivolge la sua analisi ai pri-mi tre gradi massonici (Apprendista, Compagno, Maestro) in cui scorge vari punti di contatto con la magia:
– il Tempio:«spazio sacro», simbolo dell’Universo, in cui i massoni lavorano per elevarsi su piani superiori di coscien-za. Anche il mago opera in uno spazio delimitato. I masso-ni, ritualmente costruiscono il Tempio, con la marcia d’ingresso e le deambulazioni rituali. Al termine dei lavori, il Tempio è ritualmente annullato.
– Accensione e spegnimento di luci, invocazione al Grande Architetto Dell’Universo (GADU), gesti rituali, Parole sacre, batterie (colpi)....
Di Luca ha criticato negativamente quelle opere di massoni (e-sempio Oswald Wirth) che interpretano in senso fortemente magi-co–occultistico il patrimonio simbolico rituale della Massoneria . Le proteste del Di Luca non sono però molto convincenti, soprat-tutto perché lo stesso Di Luca (almeno fino al 2003) è direttore del-la Collana Jakin – Massoneria e Tradizione Iniziatica, dell’Editrice Atanòr in cui le opere di Oswald Wirth sono ben presentate. Ad esempio, circa il libro Misteri dell’Arte Reale (di Wirth) leggiamo nel catalogo Atanòr:
«In quest’opera il Wirth, alla luce della tradizione esoterica occidentale, esamina i profondi significati racchiusi nel pen-siero e nella ritualità massonica» .
In quel libro, Wirth elogia il «Serpente della Genesi», il «primo iniziatore», simbolo di libertà, elevazione, cono-scenza, luce. La disobbedienza di Adamo ed Eva: un atto di «emancipazione umana» .
4. Morte iniziatica/simbolica/mistica in Massoneria : ovvero, simbolismo e metafisica del sacrificio umano
Nell’iniziazione al 1° grado di Apprendista, il candidato entra all’interno del piccolo locale detto Gabinetto di Riflessione (stanzi-no tutto nero con simboli mortuari e alchemici), simbolo degli ìnferi, simbolo della discesa nel ventre della terra, morte [alla vita profa-na]–rinascita [alla vita] iniziatica..., passaggio dalle tenebre alla lu-ce, dall’ignoranza alla conoscenza...
Nel Gabinetto di Riflessione, il candidato passa attraverso quel-la che nel gergo iniziatico di dotti massoni è chiamata «morte sim-bolica» , «morte mistica» , «morte iniziatica» , o addirittura «sui-cidio metafisico» .
Il Gabinetto di Riflessione (luogo di simbolica morte–discesa agli ìnferi) si trova al 1° grado delle Massonerie (Grandi Logge o Grandi Orienti) che nella loro ritualità risentono del settecentesco influsso ri-tualistico–massonico francese (esempio GODF, GLDF , GOI , GLvÖ , VGLvD ...) o del RSAA [esempio GOB , varie logge della GLNF ...). Questo Gabinetto è già adoperato in cerimonie iniziati-che presso logge francesi del sec. XVIII e oggi è anche adoperato in Grandi Logge regolari e tradizionali (come la GLNF, o le VGLvD) che praticano al loro interno anche il RSAA. Tale Gabinet-to è invece assente dalla ritualità massonica inglese dei classici 3 gradi.
Invece, in tutti i Grandi Orienti e Grandi Logge del mondo (rego-lari ma anche irregolari, cioé quelle non riconosciute dalla UGLE), la cerimonia iniziatica del 3° grado di Maestro Massone attiva la leggenda di Hiram Abif, l’architetto del Tempio di Salomone che (secondo la leggenda massonica) rimase fedele ai suoi doveri e fu ucciso da 3 cattivi compagni muratori che avevano tentato di e-storcergli i segreti dell’arte muratoria. Il candidato al 3° ed ultimo grado è identificato a Hiram e perciò subisce una morte simbolica. Ucciso (simbolicamente) da 3 cattivi compagni (impersonati dai 3 principali Ufficiali, o Luci, di Loggia: Maestro Venerabile, 1° Sorve-gliante e 2° Sorvegliante), il candidato è poi simbolicamente eleva-to dal sepolcro (dagli stessi 3 Ufficiali di cui sopra) ed è perciò un nuovo Maestro Massone, Hiram...
Vari studiosi sia massoni che non massoni vedono in questa leggenda massonica contenuti naturalistici (riferiti, cioé agli antichi culti misterici pagani), alchemici–ermetistici. Autori inglesi riducono il messaggio del 3° grado al solo contenuto etico (esser fedele al proprio dovere), ma ciò è chiaramente insufficiente. In realtà (ed è ben evidenziato proprio da studiosi massoni), la leggenda masso-nica dell’assassinio di Hiram (ri–attivato in ogni Cerimonia di Ele-vazione al Terzo Grado di MM) richiama gli antichi sacrifici umani compiuti nei riti di fondazione, di completamento o di stabilità di e-difici sacri. Sacrifici muratori per costruire il Tempio a cui lavora la Massoneria, ossia il Tempio dell’Umanità... Il candidato al 3° grado (neo–Hiram) è simbolicamente ucciso, sacrificato dai suoi Maestri di Loggia (con gli stessi strumenti muratori con Hiram fu ucciso) e dopo essere passato per quella «morte simbolica», egli diviene Maestro Muratore. Poi, quando, e se, diventerà una delle 3 Luci di Loggia (= MV, 1° e 2° Sorv.) ecco che sarà anch’egli un simbolico sacrificatore/assassino nel corso dell’attuazione–ripetizione della leggenda hiramitica . La Cerimonia di Elevazione al Terzo Grado di Maestro Massone è davvero un macabro sacrificio iniziatico (u-na Messa nera, iniziatica), una cerimonia di «morte simbolica».
Le 3 Luci di Loggia uniscono in sé gli opposti: ruolo di assassi-ni/ruolo di elevatori del candidato (neo–Hiram) dal sepolcro, di-spensatori simbolici di morte–vita (in senso iniziatico), bene–male...
Un Maestro di Loggia membro del Dormer Masonic Study Circle [UGLE], W. Bro. W. A. Ralph scrive che nella cerimonia iniziatica del Terzo Grado di Maestro, la Massoneria abbatte il candidato–massone («she slays you»), cioé la Massoneria compie su di lui il divino sacrificio («‘divine sacrifice’») proprio come gli antichi culti misterici facevano ai candidati. Con l’iniziazione, il massone supe-ra la dualità bene–male, giusto–sbagliato («good and bad, right and wrong»), raggiunge il Centro divino (che è in noi), l’Unità, gli opposti diventano Uno, Maestro e candidato diventano Uno...
Un anonimo massone della UGLE scrive che Hiram è Ermete Trismegisto ed è «the Christ–principle» che è in ognuno di noi, principio divino universale che muore, è sepolto e risorge. La leg-genda di Hiram insegna questo fatto cosmico: l’unione dell’uomo al Sé superiore. Il massone passa per la «mystical death» o «figura-tive death» . Circa il metafisico carattere sacrificale del Terzo Grado di Maestro, l’anonimo massone spiega che nella ritualità in-duista e cristiana (la Messa) si celebra il volontario sacrificio co-smico della divinità che muore, dà l’esistenza al mondo e risorge. Il rito sacrificale (induista, cristiano, ecc.) deve essere celebrato da un sacerdote a ciò deputato, così come (spiega l’anonimo) in Mas-soneria il Maestro di Loggia («Worshipful Master») dev’essere re-golarmente installato .
Il rev. J. R. Cleland (anglicano e massone, Deputy President del Dormer Masonic Study Circle) afferma che la Massoneria è la migliore espressione di cattolicità ossia universalità. Il vero cattoli-cesimo – spiega Cleland – non vuole discussioni e lotte religiose e perciò (secondo Cleland) esso non si identifica in quello attuale, cioé Romano–dogmatico .
Crocifissione e Resurrezione sono riti iniziatici collegati al mito solare e la Croce (prosegue Cleland) esprime il sacrificio del Lo-gos che scende nella Materia [idee gnostiche]. Cleland interpreta in senso reincarnazionista l’articolo sulla resurrezione dei morti professato dal Credo niceno–costantinopolitano .
In una sua precedente relazione, Cleland spiega che nella Ce-rimonia di Elevazione al Terzo Grado di Maestro (Raising Cere-mony), il massone raggiunge il «Golgotha» o «Place of the Skull», dove compie l’immolazione di sé («self–immolation and sacrifi-ce») . Cleland spiega che il Maestro Massone diventa Uno con Hiram il quale è Uno con il Maestro dei Maestri noto all’umanità con vari nomi, quali ad esempio Krishna, Osiride, Tammuz, Mithra, Messia, Imam Madhi, Boddhisatva Maitreya, Cristo, ecc... Il vero uomo è spirito, il quale è caduto nella materia («incarnation»), per cui l’iniziato deve trascendere e controllare la materia .
Tra gli studiosi massoni c’è chi si chiede se la morte leggenda-ria di Hiram Abif possa in realtà alludere alla morte di Gesù Cristo, per cui sotto le spoglie dell’Hiram tradizionale si nasconderebbe la figura di Cristo Resurrezione e Vita . Si tratta di un’interpretazione davvero attraente, specialmente per quei massoni che si reputano cristiani e che, magari, partecipano anche a cosiddetti Alti Gradi massonici di intonazione cristiana (Christian side degrees). Tutta-via, se davvero nelle intenzioni dei compositori della leggenda hi-ramitica, o per lo meno nelle intenzioni dei Maestri Massoni cri-stiani (partecipi della Cerimonia di Elevazione al Terzo Grado), Hi-ram corrispondesse davvero a Cristo (Hiram=Cristo), ecco che ogni Cerimonia di Elevazione al Terzo Grado di Maestro Muratore svelerebbe alcuni particolari piuttosto inquietanti e sinistri:
– la riattualizzazione del sacrificio/omicidio di Hiram/Cristo;
– il Maestro Venerabile=principale sacrificatore/omicida
di Hiram/Cristo .
Il massone israliano Leon Zeldis sottolinea il significato sacrifi-cale («sacrificial character») della cerimonia iniziatica al 1° grado (Initiation Ceremony) e al 3° grado (Raising Ceremony) della Mas-soneria inglese. Egli ha affermato le seguenti corrispondenze:
– antichi riti di fondazione e stabilità di edifici = sacrifici umani;
– pietra = carne umana;
– pietra angolare («cornerstone») del Tempio massonico =
Apprendista Massone («Entered Apprentice»);
– pietra = Maestro Massone («Master Mason») = vittima
sacrificale («human victim») .
Il carattere sacrificale della morte simbolica del Maestro Mas-sone, è riconosciuto anche nell’ambiente laicistico del Grand O-rient de France. Le Editions Maçonniques de France (GODF) han-no pubblicato uno studio sul simbolismo del Terzo Grado di Mae-stro, scritto dal massone belga Raoul Berteaux.
I tre cattivi compagni, assassini di Hiram («trois Compagnons–meurtrieurs») hanno la duplice funzione di Assassini–Sacrificatori e Guardiani della Porta («leurs fonctions coexistentes de Meur-triers–Sacrificateurs et de “Connaissants–Guardiens de la Por-te”») che controllano l’accesso alla Conoscenza. Al Terzo Grado di Maestro è dunque rappresentato un sacrificio («sacrifice»), un assassinio sacrificale («meurtre sacrificiel») . Il ruolo dei 3 assas-sini di Hiram è svolto dai 2 Sorveglianti e dal Maestro di Loggia che impiegano gli stessi strumenti con cui Hiram è stato ucciso . Il candidato al Terzo Grado sperimenta simbolicamente la discesa sotto–terra, agli ìnferi («l’enfouissement dessous la terre», «de-scente aux enfers») per scoprire coscientemente il centro («le cen-tre») da dove ricevere la luce («illumination», «la lumière») e di-ventare figlio della luce («fils de la lumière») .
Già nel 1965, Jean Tourniac (1919–1995) ha spiegato i signifi-cati esoterici del Labirinto , simbolo della Loggia Villard De Hon-necourt (Loggia nazionale di ricerca della GLNF). Il centro del labi-rinto corrisponde al centro del corpo umano (ombelico), alla Came-ra di Mezzo (ossia la Loggia dei Maestri Massoni), al centro della terra, dunque al centro dell’inferno dantesco, in cui vi è il corpo di Lucifero attraverso il quale Dante deve passare per risalire alla lu-ce... Il centro del Labirinto richiama dunque l’iniziazione massonica che è discesa agli ìnferi («descente aux enfers») necessaria per giungere a «la libération spirituelle» e quindi all’ascesa verso «é-tats supérieurs de l’être». Il Maestro Massone, «fils de la putréfac-tion», rinasce in Hiram, la cui uccisione [precisa Tourniac] era ne-cessaria per la sopravvivenza della vita iniziatica .
A proposito del libro di Tourniac sopracitato, il massone Roland Bermann (GLNF) scrive nel suo Postface che i testi di Tourniac re-stano sempre attuali («demeurent toujours d’acutalité») e che questo libro di Tourniac offre «une juste idée de l’approche symbo-lique telle qu’elle est comprise dans la Franc–Maçonnerie tradi-tionnelle» .
In un altro libro, molto importante, Tourniac presenta il concetto di discesa agli ìnferi («descente aux enfers») legato ai tre gradi massonici (e ovviamente, soprattutto al Terzo Grado di Maestro) del Rito inglese Emulation molto in auge anche nella GLNF.
Reinhold Dosch (Große National Mutterloge “Zu den 3 Weltku-geln”, una delle 5 Grandi Logge che compongono le VGLvD) rico-nosce che la morte di Hiram – al Terzo grado di Maestro Muratore – è una simbolica morte sacrificale («symbolische Opfertod»), sa-crificio muratorio («Bauopfer») in relazione alla costruzione del Tempio di Salomone. Hiram rivive simbolicamente nei Maestri Massoni . Il carattere di sacrificio («Opfertod») e la morte simboli-ca («symbolischen Tod») della Elevazione al 3° grado sono stati evidenziati anche da Klaus Horneffer, ex Gran Maestro della GL AFuAM vD e da alcuni anni eletto Gran Maestro delle VGLvD. I 3 assassini di Hiram sono rappresentati dai 2 Sorveglianti di Loggia e dal Maestro delle Cerimonie. Il Maestro Massone è identificato con Hiram .
5. La Luce Massonica e la conciliatio oppositorum, ovvero Luciferismo iniziatico–esoterico
Attualmente anche studiosi cattolici negano che nella Masso-neria si pratichi il satanismo. Chi osa parlare di satanismo mas-sonico rischia di esser tacciato di taxillismo. Leo Taxil ex masso-ne, si dichiarò convertito al Cattolicesimo e dal 1885 al 1897 scrisse sul satanismo massonico aggiungendovi particolari ro-manzeschi e fantasiosi a cui però molti credettero. Dopo 12 anni di simili storie, Taxil dichiarò (nel 1897) di aver inventato tutto. E molti gli credettero una seconda volta... Ora, se taxilliano è chi ha creduto a tutte le storie di satanismo massonico narrate da Taxil, dovremo logicamente riconoscere che ancor più taxilliano è chi ha creduto e crede che quella del satanismo massonico sia stata una favola taxilliana!
Allo stato attuale delle mie ricerche, pur non avendo prove di-rette di un satanismo massonico inteso come adorazione cultuale rivolta esplicitamente al Diavolo/Lucifero da parte di assemblee massoniche élitarie, tuttavia, posso affermare la presenza di un lu-ciferismo (o satanismo) massonico di carattere iniziatico ed esote-rico. I Maestri Massoni (inclusi quelli regolari, tradizionali) esperti di simbolismo massonico e di teorie esoteriche, possono giunge-re ad apprezzare Satana e/o Lucifero inteso/i come simbo-lo/angelo/spirito/forza occulta/manifestazione del Divino/Dio per-sonale (ecc.), simbolo/Dio/angelo di Luce, di Conoscenza, di Be-ne e/o Male. Il Maestro Massone può inserire o attivare le sue simpatie gnostico–luciferiane nella ritualità massonica, a insaputa di altri massoni presenti. Inoltre, Maestri Massoni convergenti in interessi gnostico–luciferini possono raggrupparsi in logge “specia-li” o circoli culturali “extra–loggia” per coltivare ritualmente e specu-lativamente il loro “Luciferismo”. Tali Maestri Massoni possono pertanto identificare il Grande Architetto dell’Universo (termine massonico per indicare Dio) con Lucifero o Satana inteso come Dio e/o come principio morale e spirituale di “libertà” dai dogmi del-la Chiesa Cattolica ritenuti (nella cultura massonica) “oppressivi” della libertà di coscienza. In ogni caso, il massone “tradizionale” e “credente” non farà fatica a capire che il suo Dio (il GADU) non corrisponde affatto al Dio dei dogmi della Chiesa Cattolica.
Espongo ora due concetti fondamentali della cultura massonica che mi permettono di asserire l’esistenza di un Luciferismo mas-sonico iniziatico–esoterico: la Luce Massonica e l’unione degli op-posti.
Ogni Gran Loggia/Grande Oriente (e anche ogni Corpo masso-nico di Alti Gradi) pretende, attraverso i propri riti iniziatici, di tra-smettere la Luce spirituale (conoscenza, verità, perfezione o al-meno via alla perfezione...). In definitiva, ogni Maestro Massone (meglio ancora se è insignito di gradi superiori al Terzo) è un por-tatore di Luce (in latino: lumen ferens, ossia Lucifer) . La Luce Massonica, (di cui la Massoneria, le varie Massonerie e ogni Mae-stro Massone sono portatori) è incompatibile con la Luce del dog-ma cristiano (vedi i paragrafi N° 1–4 di questo studio).
Al 3° grado di Maestro Massone (ritualità inglese, esempio E-mulation), il MV esorta il nuovo MM a sperare che «il Signore della Vita ci renda capaci di calpestare il Re dei Terrori sotto i nostri pie-di, ed elevare i nostri occhi a quella splendente Stella del Mattino, il cui sorgere porta pace e salvezza a tutti i fedeli ed ubbidienti membri della stirpe umana» . La Stella del Mattino è il pianeta Venere, quella stella che brilla all’alba, stella che è chiamata dagli antichi latini col nome di Lucifer (portatore di luce)... E tale stella, per i Massoni speculativi, ha grande importanza dal punto di vista simbolico–filosofico, poiché essa assurge a simbolo di Luce e Illu-minazione... .
Nell’Inno di Chiusura della Loggia, il Dio–Architetto dei Massoni è invocato come «Dio di Luce» («God of Light» ) il quale è in-dubbiamente avversario di quel «Re dei Terrori» («King of Ter-rors») di cui parla il MV al neo–MM. Chi può essere il «Re dei Ter-rori» avversario dei Massoni e del loro «Dio di Luce»? Forse la personificazione della Morte? Forse il Diavolo? Ma occorre dire che il MV, impersonando il principale Assassino di Hiram, (nella Cerimonia di Terzo Grado) è anche l’Agente simbolico della Morte (e del Diavolo!). O forse il «Re dei Terrori» che i Massoni vogliono calpestare è (secondo la mentalità massonica) quel Dio “terribile” dei dogmi cattolici, o almeno quell’immagine di Dio presentata dai dogmi della Chiesa Cattolica?
Tra gli elementi di conoscenza portati dalla Luce (e tradizione) massonica vi è l’interessante teoria della (Legge della) unio-ne/armonia/equilibrio degli opposti : Bene–Male [e vi sono mas-soni che logicamente ed esplicitamente includono anche Dio–Satana, o Dio–Lucifero, o Lucifero–Satana], Vita–Morte, Attivo–Passivo, Maschile–Femminile, Cielo–Terra [Cielo–Inferi], Spirito–Materia, Verità–Errore... queste coppie di opposti uniti inscindibil-mente costituiscono l’Unica Legge dell’Equilibrio Universale ne-cessario alla manifestazione ed alla vita. Pertanto, se ne deduce che tali opposti, in realtà, sono UNO, due aspetti (apparentemente opposti) della manifestazione dell’UNO, la Realtà Unica, l’Assoluto, DIO ...
Non è difficile concludere che tale monismo bipolaristico (o bi-polarismo monistico) suppone o conduce almeno ad una profonda ammirazione (se non ad un vero e proprio culto esplicito) verso quel personaggio che noi Cattolici chiamiamo indistintamente coi nomi di Lucifero–Satana–Diavolo–Serpente della Genesi... Inoltre nel campo esoterico–massonico, è possibile considerare Satana e Lucifero anche come due entità (simboliche o reali) distinte, per cui si può parlare di satanismo o luciferismo gnostico–esoterico, a se-conda che il singolo massone–esoterico abbia preferenza per il nome Satana o per Lucifero, a prescindere da come li si intenda (persona, simbolo di bene e/o male, ecc.).
Nella letteratura scritta da Massoni ho trovato elogi massonici a: Satana/il Diavolo (inteso come simbolo della ragione libera e della natura, forza occulta, angelo ribelle, manifestazione del Divi-no) , a Lucifero (angelo, principio, simbolo e ricerca di “Vera Lu-ce”) , al Serpente della Genesi (simbolo di progresso, emancipa-zione dell’uomo, manifestazione della Sapienza divina...) .
In ogni caso la Legge dell’Equilibrio Universale permette di ri-solvere–fondere–unire qualsiasi opposizione o contraddizione (e-sempio bene=male e viceversa); ogni termine può rovesciarsi nel suo opposto, per cui, ad esempio, non si distingue più chi sia Sa-tana e chi sia Dio, ecc...
Mi limito a esporre solo alcuni testi relativi a tale luciferismo massonico.
5.1. Nella Massoneria inglese
Nel frontespizio delle Costituzioni del 1784 della Gran Loggia di Londra è raffigurato l’interno della Freemasons’Hall. Al centro dell’illustrazione, si vede un giovane angelo alato che scende dall’alto, ha una fiamma accesa sulla testa, reca nella mano destra una fiaccola accesa e nella sinistra un collare con cui investirà il Gran Maestro della suddetta Gran Loggia. La spiegazione di quella immagine illustra che quell’angelo è «the GENIUS of Masonry» . In effetti si tratta di un angelo portatore di “Luce Massonica” , dun-que si tratta di un “autentico”... Lucifer!
Altri testi e documenti di origine chiaramente massonica recano in appendice canti massonici in cui si inneggia esplicitamente al “the Genius of Masonry” invocandone la presenza (o discesa dal cielo) e la protezione verso i massoni .
Quell’immagine del «Genio» massonico è riportata anche in re-centi testi massonici , forse con l’intenzione di illustrare ulterior-mente ai Massoni il loro compito “luminoso”.
A commento di un’immagine mitologica in cui è raffigurato un angelo («Genius») che porta una torcia, il massone Arthur E. Wai-te (UGLE) scrive che quel «Genius» rappresenta «the Morning Star or Lucifer» («la Stella del Mattino o Lucifero») (in italiano: Lucifero), nome che etimologicamente vuol dire portatore di luce (in inglese: light–bringer, o light–bearer). Così anche il Maestro Ve-nerabile A.J. Colby Tingey, in un articolo pubblicato nel 1953 sulla rivista massonica inglese, The Masonic Record, spiega che «the Morning Star» è il pianeta Venere («Venus») ed è chiamata anche «Lucifer, the light–bringer» , nome che poi è stato dato a Sata-na «Prince of Darkness» . Colby Tingey scrive che nei rituali massonici, la Stella del Mattino si riferisce a «the Divine Media-tor» ... Sì... ma quale? Forse il Cristo? Dal contesto mètadogma-tico ed esoterico della Massoneria inglese regolare e tradizionale (English Craft Freemasonry) si comprende che quella Stella del Mattino (Lucifer) portatrice di pace e salvezza (Stella a cui guarda-no simbolicamente i Maestri Massoni), non può essere in alcun modo il Cristo del dogma cattolico. Infatti la Luce Massonica, per i suoi contenuti di sovraconfessionalità illuministica–mètadogmatica ed esoterica, è inconciliabile con la Luce della Chiesa Cattolica. La massonica Stella del Mattino (menzionata nel Rituale inglese del 3° grado, esempio Emulation Ritual) può essere interpretata non solo come un simbolo di illuminazione iniziatica, ma anche (o so-prattutto) come simbolo di un Essere Portatore di Luce («elevare i nostri occhi a quella splendente Stella del Mattino, il cui sorgere porta pace e salvezza a tutti i fedeli ed ubbidienti membri delle stirpe umana») .
Walter Leslie Wilmshurst (UGLE) spiega che il Maestro Vene-rabile (MV) rappresenta in Loggia il principio spirituale e divino che è nell’uomo («the Divine Principle in man») . Il MV trasmette il fuoco prometeico («the Promethean fire») da cui l’Uomo (la Log-gia) deve lasciarsi accendere e trasmutare . Dunque il MV ha davvero il ruolo di un Portatore di Luce (o Lucifer...). Da un punto di vista massonico–esoterico, il massone pronto per essere eleva-to al Terzo Grado di Maestro, è «Prometheus–Lucifer, the bringer of Fire and Light» e i Maestri Massoni hanno il dovere di illumi-nare gli altri massoni, e perciò la Massoneria li abilita a divenire «Light Bearers», «Spirit of Light» , o, potremmo dire, Lucifer.
In un suo articolo sui principi filosofici della Massoneria, Wilmshurst afferma l’identità di essenza tra Dio e l’anima umana; la Massoneria vuol realizzare tale unità–identità tra Dio e l’Uomo rappresentata dal sorgere di quella stella (mattutina) che porta pace e salvezza, di cui parla il Rituale al Terzo Grado di Maestro Massone .
Wilmshurst spiega che l’iniziazione massonica vuole emancipa-re lo spirito divino che è in noi, il nostro vero sé («the spiritual Es-sence, our true self»), dal carcere della materia corporea. La mas-sonica Stella del Mattino («bright morning star») rappresenta la cosciente unione del massone con l’Essenza–Vita Universale («the Universal Life–Essence»), il sorgere della coscienza cosmi-co–divina nel Maestro Massone .
Sia Hiram (rappresentato da ogni Maestro Massone) e sia Re Salomone (rappresentato da ogni Maestro Venerabile) sono en-trambi simboli dell’Essenza Divina («Divine and Grand Master principle of our being») sopra illustrata. Pertanto:
Unica Essenza Universale (Dio=Uomo)= Stella del Mattino=Re Salomone (MV)=Hiram (MM).
Poiché il MV rappresenta anche l’assassino di Hiram, allora il MV incarna in sé gli opposti... Wilmshurst spiega che la Grande Luce Bianca si manifesta anche attraverso la coppia degli opposti bene–male..., simboleggiati dal pavimento a scacchiera della Log-gia, composto da quadrati bianchi e quadrati neri . Dunque, dalla Luce divina scaturisce anche il male...
Nella mia tesi di laurea ho affermato l’analogia tra il Lucifero decaduto descritto dal poeta Milton (in The Paradise Lost) e il Ma-estro Massone (novello Hiram) disceso simbolicamente agli ìnferi. «La Luce di un Maestro Massone» è «Oscurità visibile» («Dar-kness visible») proprio come la luce che il Lucifero miltoniano vede nell’inferno in cui è precipitato. La Parola di Passo al 3° grado di MM è «Tubalcain» (discendente di Caino), nome che richiama la metallurgia e il fuoco; in effetti nell’inferno miltoniano la «Oscurità visibile» scaturisce dalla fornace infernale. Secondo il Rituale, la Loggia dei Maestri Massoni è in un’atmosfera di malinconia a cau-sa della morte di Hiram e della perdita dei segreti massonici. Nell’inferno miltoniano, Lucifero è immerso nella malinconia per-ché ha perduto la Luce divina del Paradiso . Il Satana miltoniano è «great Lucifer» (The Paradise Lost, Book V, v. 761) o «Lucifer» (VII, v. 181; X, v. 425), ossia la stella del mattino, «that bright star» (X, v. 426). Nel rituale massonico inglese del sec. XIX (fino ad og-gi) il nuovo MM è esortato a guardare «that bright Morning Star». Coloro che vogliono ricevere la Luce di Maestro Massone devono simbolicamente cadere o precipitare agli ìnferi (mediante il rito di «morte simbolica» ), nel «sepolcro del peccato» («tomb of tran-sgression») .
Il massone Bernard Jones afferma che il poeta Milton scrisse The Paradise Lost, nel secolo XVII, un’epoca in cui la Massoneria andava cercando l’ispirazione per parole e frasi . Circa il 2° grado massonico (Compagno d’Arte), in cui Dio è chiamato “Grand Geo-metrician”, Jones scrive che Milton considera Dio come “Supreme Geometer”, pur senza usare esplicitamente tale espressione .
Ritorniamo a Walter L. Wilmshurst. Questi spiega che Isis un-veiled e The Secret Doctrine (opere di Madame Blavatsky) sono grandi opere di istruzione massonica («great mines of instruction in matters of Masonic moment») e Wilmshurst elogia quelle donne scrittrici (esempio: Madame Blavatsky, autrice di Isis unveiled e The Secret Doctrine) che (secondo il giudizio di Wilmshurst) sono esperte di temi della Massoneria ad un grado raramente eviden-ziato dagli stessi massoni .
Madame Blavatsky, nel suo celebre libro The Secret Doctrine, spiega che «Lucifer» è la «stella del mattino», «entità Angelica», il «Redentore» dell’uomo, il «Portatore di Luce», «Mente Divina» «Mente e Autocoscienza» dell’uomo, «emanazione della vera es-senza del puro principio divino» ed è anche «Satan». Blavatsky esalta ovviamente il Serpente della Genesi (Satana o Lucifero) .
Sin dal primo rituale prichardiano (1730), fino al recente Rituale Emulation, è detto che la Loggia si estende dall’alto dei cieli fino al centro della terra (gli inferi o inferno), il che richiama la massima dell’Ermetismo «Ciò che è superiore è come ciò che è inferiore e ciò che è inferiore è come ciò che è superiore per formare il mira-colo della Cosa Una» . Il pavimento della Loggia è a scacchi bianchi e neri, dunque i due colori opposti, il Bianco (Luce, Vita, Bene) e il Nero (Tenebre, Morte, Male) sono uniti dallo stesso ce-mento, racchiusi dallo stesso bordo, e il massone che cammina su di essi è maestro di entrambi. Anche le Tracing Board dei Tre Gradi del Rituale Emulation (in particolare al Primo e al Terzo Grado) suggeriscono l’Unione degli Opposti (bianco–nero, cele-ste–terrestre, vita–morte, luce–tenebre...). Al 3° grado (rituale E-mulation) è detto che la «Luce di un Maestro Massone è l’Oscurità visibile» («Darkness Visible»); il MM è entrato (come Hiram) nelle Tenebre della Morte (in gergo rituale massonico inglese: «morte simbolica», «figurative death») e i Tre Ufficiali Superiori della Log-gia si sono immedesimati nel ruolo dei 3 assassini, agenti delle Tenebre... e poi nel ruolo di coloro che sollevano Hiram (il nuovo MM) dalla morte simbolica. In tal modo le 3 Luci hanno unito in lo-ro stessi la dualità Luce–Tenebre... È soprattutto il MV che rac-chiude e compendia in sé ritualmente e simbolicamente Luce–Tenebre, Bene–Male...
Il MV siede in Loggia, a Oriente, tra i simboli del Sole e della Luna, per cui egli sintetizza in sé e supera qualsiasi dualità/polarità (bianco–nero, sole–luna, maschile–femminile, luce–tenebre...). Dal punto di vista iniziatico ed esoterico, la Loggia è in una continua dualità Luce–Tenebre, dunque è in una continua “Alba” iniziatica. Il MV, poiché trasmette la Luce Massonica e regola il passaggio ri-tuale (della Loggia e del Massone) dalle Tenebre alla Luce, è pro-priamente (in senso massonico) una «splendente Stella del Matti-no» o «Lucifero», «Androgino», «figlio della Luce» .
La Legge degli Opposti (manifestazione duale di un’unica e medesima Forza o Spirito) e, quindi, la riconciliazione degli opposti intesa come mèta dei Massoni, è affermata anche da Maestri Massoni (UGLE) membri dell’esoterico Dormer Masonic Study Cir-cle che custodisce e approfondisce nozioni dell’esoterismo massoni-co illustrato da W. L. Wilmshurst, nonché concetti teosofico–blavatskyiani . In un contesto panteistico–gnostico–reincarnazioni¬stico, un anonimo Maestro Massone del Dormer spiega che la Vita–Unica («One Life») si manifesta nel processo duale di evoluzione–involuzione. I piani inferiori dell’essere (dunque la fase di involuzione della Vita–Unica) prendono anche il nome di «Serpent», «Lucifer» . Dunque Lucifero rappresenterebbe le tappe di involuzione dell’Unica e medesima Vita o forza divina...!
In un recente libro sul simbolismo della Massoneria regolare inglese, il massone W. Kirk Mac Nulty (UGLE e 32° RSAA) ripro-pone la cabalistica ed ermetistica legge dell’unità degli opposti quale spiegazione del simbolismo del pavimento a scacchi della Loggia . Commentando il Secondo Grado massonico (Fello-wcraft) Mac Nulty non accetta che il Diavolo («the Devil») sia un entità o potere separato da Dio ed ostile a Dio, poiché, secondo Mac Nulty, Dio dev’essere illimitato infinito e perciò non può esser-ci nulla all’infuori di Dio . Mac Nulty analizza il ruolo del male nel-la Sacra Scrittura dandone un’interpretazione diversa da quella che lui definisce ordinaria («ordinary view»). Secondo Mac Nulty, l’analisi dell’immaginario antropomorfico della Sacra Scrittura mo-stra, che, in realtà, Lucifero («Lucifer») non è nemico di Dio, ma soltanto avversario degli uomini . Il ruolo del ribelle Lucifero è quello di metter gli uomini alla prova, verificarne le virtù e la fedeltà a Dio. Mac Nulty afferma che Lucifero, forse involontarimente, svolge perciò un ruolo costruttivo nell’universo . Mac Nulty lascia intendere che il ruolo di Lucifero/Satana («the Tester») sarebbe simile a quello dei Wardens (Sorveglianti) di Loggia, esaminatori del candidato in Loggia («testing by the Wardens») . Dunque se Lucifero non è nemico di Dio, allora, deduco, che gli è amico... E allora, diventare amico di Dio, comporterebbe anche tutto somma-to entrar in buoni rapporti con Lucifero... Insomma, le affermazioni di Mac Nulty e le loro logiche conseguenze ci lasciano molto per-plessi...
Mac Nulty interpreta in senso gnostico e cabalistico il racconto biblico sul Peccato Originale. Mac Nulty accenna all’incontro di Eva con Lucifero nel giardino dell’Eden («the encounter with Luci-fer in the form of a snake») . Egli scrive che il peccato di Adamo indica in realtà la capacità della libera volontà dell’uomo. Inoltre, dopo quel peccato, Adamo discende nel mondo fisico e così la co-scienza umana è estesa anche al mondo della materia. Tutto sommato Mac Nulty presenta quel peccato («Adam’s ‘sin’») in mo-do positivo, benefico e necessario, come introduzione della co-scienza umana nel mondo fisico («an event of such scope and im-portance such as the introduction of human consciousness in the physical world») .
A proposito del Pavimento massonico a scacchi bianchi e neri («the chequered pavement»), Mac Nulty afferma che esso simbo-leggia la Divinità percepita dall’uomo quale dualità di bene–male... .
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Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte seconda
Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte seconda
5.2. Albert Pike 33°, Lucifero e la Stella del Mattino
Nel 1897, il celebre Leo Taxil “confessa” di aver inventato tutta la “storia” del “Palladismo” o Luciferismo massonico. Taxil afferma di aver inventato anche quella presunta circolare di Albert Pike 33° (SGC del RSAA – USA Sud dal 1859 al 1891) in cui è scritto che i veri Massoni (dal 30° al 33° grado) adorano Lucifero considerandolo non il Diavolo del dogma cattolico ma il vero “Dio della Luce” in anti-tesi al Dio dei cristiani (ritenuto, dai massoni, un dio malvagio) .
Consideriamo però che nella sua celebre opera Morals and Dogma, Albert Pike 33° mostra di apprezzare molto gli scritti del noto mago francese Elifas Levi, il cui pensiero è stato altamente apprezzato anche all’interno della SRIA (società massonica inglese di cui ho già scritto). Ora, in Morals and Dogma (testo molto importante anche nell’attuale cultura massonica del RSAA) troviamo riferimenti a Lucifero che coincidono letteralmente, o quasi, con brani degli scritti di Elifas Levi, noto mago (e massone) del secolo XIX.
In sintesi, il Lucifero di Morals and Dogma è lo «Spirito delle Tenebre» ed è «Portatore di Luce».
In Storia della magia, Elifas Levi scrive che «Lucifero», non è il Diavolo dei Cattolici ma è «agente naturale e divino», «mediatore plastico universale», «luce astrale», «chiave della magia nera», «serpente edenico», ed è stato creato da Dio all’alba del 1° giorno, con il Fiat Lux . Elifas Levi scrive con ammirazione de «il Lucifero celeste, la stella mattutina dell’intelligenza divina» , «il grande agente magico», «fosforo interiore», «giustamente chiamato Lucifero poiché è il veicolo della luce, [...]; questa luce è della stessa natura del fuoco, e che il suo utilizzo intelligente riscalda e vivifica, mentre al contrario l’eccesso brucia, dissolve e annienta» .
In Morals and Dogma troviamo brani e concetti che riscontriamo anche in Storia della magia di Levi. Nel commento al 19° grado di Gran Pontefice, scrive il Pike: «Lucifero, il Portatore di Luce! Strano e misterioso nome da dare allo Spirito delle Tenebre! Lucifero, il figlio del Mattino! È lui che porta la Luce, e con i suoi insopportabili splendori acceca i deboli, i sensuali e gli egoisti? Non ne dubitate!» . E più avanti, scrivendo sulla credenza umana nell’esistenza del «Demonio»/«Lucifero» avversario di Dio, Pike cita subito dopo il dogma occultistico di Ermete Trismegisto (mitico personaggio divino e magico dell’Antico Egitto) sull’ unità–identità–armonia–equilibrio degli opposti («Ciò che è superiore è come ciò che è Inferiore, e ciò che è Sotto è come ciò che è Sopra, per formare le Meraviglie del Tutto») .
Al 30° grado RSAA (Cavaliere Kadosch), con parole di Elifas Levi, Pike commenta la discesa di Dante all’Inferno in senso anticattolico, gnostico–luciferino. Per Pike, ammiratore dichiarato di Dante, è necessario scendere all’Inferno, accettare l’esatto contrario del dogma cattolico, ascendere alla luce usando il demonio come scala mostruosa .
Albert Pike 33° loda implicitamente il Serpente della Genesi, al-lorché, commentando il 32° grado del RSAA, egli spiega che le «scienze occulte» («magia», «Cabala» ebraica, Ermetismo...) so-no il contenuto degli ultimi e alti gradi della Massoneria ed il segre-to delle scienze occulte consiste nella stessa onnipotenza di Dio. Poi, Pike cita la promessa che il Serpente della Genesi fece ai no-stri progenitori, ossia quella di diventare proprio come Dio . Inol-tre, al 32° grado, Pike rivela il Segreto Reale dei Massoni del RSAA, ossia la Legge dell’Equilibrio e della necessità degli oppo-sti: Luce–Tenebre, Bene–Male... .
Già Elifas Levi spiegava che il segreto della vera iniziazione (il Grande Arcano o Dogma Magico) è quello promesso dallo stesso Serpente genesiaco, ossia divenire divini .
Il massone John J. Robinson ha cercato di scagionare Albert Pike 33° da qualsiasi accusa di luciferismo. Allorché Pike scrive di «Lucifer», egli non si riferirebbe a Satana, ma alla Stella del Matti-no, simbolo di Luce («the morning star, the light bearer, the search of light»), la Luce tanto cercata dai Massoni . In effetti Robinson sostiene che, in senso massonico «Lucifer» è «the Morning Star», cioé con il nome «Lucifero» i massoni non vogliono riferirsi al Dia-volo del dogma cattolico, ma alla Stella del Mattino, portatore di Luce, simbolo della ricerca della Luce. Comunque il Robinson fa capire che per i Massoni i termini Lucifero e Stella del Mattino si equivalgono e sono intercambiabili. Anche Pike scrive: «La Stella del Mattino, alzandosi dall’Est, Giove, chiamata Tsadoc o Tsydik, dagli Ebrei, è per noi un emblema dell’alba della perfezione e della Luce Massonica, che sempre si avvicina» .
Nonostante la buona volontà del Robinson, tuttavia, il Lucifero a cui si riferisce Pike (in Morals and Dogma) è lo stesso Lucifero di Elifas Levi e coincide essenzialmente con il Serpente della Genesi. Inoltre la teoria esoterica dell’Equilibrio–Unità dei Contrari–Opposti, enunciata da Pike, induce ad apprezzare Lucifero/Diavolo in qualunque modo esso sia inteso (divinità, creatura, entità, forza, simbolo..., di bene e/o di male, di libertà, razionalità...).
Anche ammesso che quella circolare luciferiana non sia di Pi-ke , tuttavia il “Dio” di Pike non è il Dio della Chiesa Cattolica e dei dogmi cattolici. Qualsiasi massone del RSAA, specialmente se ha ricevuto la “piena luce” del 33° grado, può comprendere che quel “Dio” invocato nelle assemblee massoniche, il Grande Archi-tetto dell’Universo (GADU), è un «Dio di Luce» (un... «LUCIFER»!) avversario di qualsiasi dogma “chiesiastico”. Il GADU massonico è un “Dio” di “luce” e di “libertà di coscienza”, “luce” e “libertà” intesi però nel senso massonico... Insomma, il GADU, datore di “luce”, non è il Dio Buono e Vero adorato da Noi fedeli della Chiesa Cat-tolica Romana.
È interessante notare che, nel 1977, il massone Felix Bonafé ha sostenuto che Pike professava il “credo luciferiano” e che all’Inno a Satana del Carducci, Pike preferiva il poema Lucifero di Mario Rapisardi, poema in cui, appunto, Lucifero è l’eroe vittorioso contro il “malvagio” Dio dei cattolici . Ho scoperto che Bonafé (senza citarlo esplicitamente) non fa altro che riferirsi a brani di Domenico Margiotta (ex–33°) il quale appunto sosteneva che negli Alti Gradi massonici si adora «Lucifero» (ritenuto «Dio Buono», «Dio della Luce») contro il Dio dei Cristiani («Adonai»). Margiotta difendeva l’autenticità di quella circolare luciferiana di Pike .
5.3. Nella Massoneria italiana
A commento del 3° grado di Maestro Massone, Albert Pike 33° [Maestro di pensiero della Massoneria mondiale di RSAA] scrive: «Per gli Iniziati, il Diavolo non è una “Persona”, ma una “Forza”, creata per il bene che “può” servire per il male. È lo strumento del-la Libertà e del Libero Arbitrio. Essi rappresentano questa Forza, che presiede la generazione fisica, sotto l’immagine mitologica del Dio Pan; da qui venne il caprone del Sabbat, fratello del Serpente Primitivo, e il Portatore di luce o Fosforo, cioé il Lucifero della Leg-genda» . Anche per questo brano, Pike attinge da Elifas Levi .
Francesco Indraccolo (GOI e RSAA) manifesta simpatia per Lucifero, non il Lucifero=diavolo sulfureo (secondo quanto insegna il dogma cattolico), ma il Lucifero=Satana carducciano, «il Lucifero caro ai laici e coloro che tendono a razionalizzare tutti gli stati di coscienza», «il portatore di luce», «la Stella del mattino», simbolo della massonica «ricerca della Luce» .
Le 11 Luci del Tempio del 33° grado RSAA racchiudono simbo-licamente e concettualmente la Legge esoterica dell’Equilibrio–Armonia–Unità degli Opposti Contrari, tra cui Bene e Male, pre-senti in, e provenienti da, la Luce Unica, la Causa Prima. Circa la Luce Unica, osservo che Albert Pike, in una istruzione per il 32° grado RSAA, spiega ai massoni che in Dio c’è il Bene e il Male, la Benevolenza e la Crudeltà e che i Manichei errarono nel separare radicalmente il Princìpio del Bene e il Principio del Male, i quali, in realtà – secondo Pike 33° –, sono armonizzati o equilibrati in una sola unità .
Bonvicini 33° spiega che la Causa Prima corrisponde al Dio Manifesto (dunque il Demiurgo) simboleggiato dal N° 11, che si riduce filosoficamente al 2, ossia gli «Opposti Contrari»: Bene–Male, Luce–Tenebre , per cui la Causa Prima unisce in sé gli Opposti, anche il Male... Satana! Il N° 2 è anche simbolo della Gnosi , la quale è rappresentata anche dall’Uroboros, il Serpente che si morde la coda . Il massone Ruggero Di Castiglione ci informa che il N° 2 rappresenta anche «Lucifero», il «negativo», l’avversario del Dio Creatore .
Circa il n° 2 e la corrispondente «tesi degli Opposti Contrari» («Bene e Male», «Luce e Tenebre», «il Maschile ed il Femminile», «Dualità Divina» ossia «Principio del Bene» e «Principio del Male», «Dio e Demiurgo»...), Bonvicini 33° afferma che «come speranza di elevazione spirituale, si tende al loro superamento armonico ed alla loro congiunzione» . Il n° 3 simboleggia proprio «L’Armonia dei Contrari» .
Abbiamo inoltre recenti testimonianze di massoni del GOI che manifestano ammirazione verso il Serpente della Genesi inten-dendolo come simbolo di “saggezza”, datore di “Conoscenza”, op-pure “volto” di Dio .
5.4. Nella Massoneria francese
Jean Tourniac (1919–1995), membro della GLNF è stato un grande estimatore del pensiero e dell’opera dell’esoterista René Guénon. Tourniac spiega che tra i Nomi divini usati nella Masso-neria per indicare il Grande Architetto dell’Universo (GADU) c’è quello di El Shaddai, nome che [spiega Tourniac] ha una doppia radice etimologica, benefica e malefica, ed indica una duplice atti-vità ossia divina–demoniaca. Secondo Tourniac, il Nome El Shad-dai, riferito al GADU, ben esprime quella che Guénon chiamava la Forza doppia, la Forza unica e universale che si manifesta in 2 poli opposti. Metatron è l’angelo cabalistico portatore del Nome divino (El Shaddai) e anche Metatron congiunge in sé gli opposti, poiché ha 2 facce: quella luminosa (Mikael) e quella tenebrosa (Samael, cioé Satana) .
Al Terzo Grado di Maestro Massone (Rituale Emulation) si af-ferma che il «Centro» è il punto dal quale un «Maestro Massone non può errare». Tourniac spiega che quel «Centro» è il luogo me-tafisico in cui tutte le opposizioni o contrari si risolvono e si con-giungono . Quel Centro del Maestro Massone corrisponde simbolicamente: al Centro del Labirinto iniziatico, alla Camera di Mezzo o Loggia dei Maestri Massoni (luoghi simbolici di morte ini-ziatica), al Centro di una ragnatela (dove sta appunto il ragno, simbolo induista e guénoniano del divino architetto del mondo) e al Centro dell’inferno dantesco in cui è conficcato il corpo di «Luci-fer»... . Dalle idee del Tourniac è possibile rilevare una analo-gia/corrispondenza (o identità?) tra il Lucifero dantesco (interpreta-to in senso esoterico), il Maestro Massone, il ragno–architetto, il processo di morte–rinascita...
Altrove, Tourniac spiega che solo in questa vita terrena, dimen-sione del relativo, ci sono i contrasti (bene–male, luce–ombra, «Christ»–«Lucifer»,...) intesi come manifestazioni bipolari di una medesima forza («cette double force»); ma nella dimensione me-tafisica e assoluta, sussiste solo l’Unità Suprema, le opposizioni diventano complementarismi... . Il simbolo massonico dell’Aquila a 2 teste (30°, 32° e 33° grado RSAA) significa l’unione dei com-plementarismi, l’unità nel centro .
Alcuni anni fa, il massone Yannis Vahlas ha manifestato grande ammirazione per Lucifero. Egli ha chiamato «Lucifer» : «fils de la lumière», «notre astre», «l’étoile du matin», «notre héros» (2 vol-te), «notre pauvre ange», «notre ange» (3 volte), «un bon conseil-ler», «un si bel ange entouré de lumière».Tra l’esplicito e l’implicito, il massone Vahlas presenta «Lucifer» («fils de l’aurore») come l’angelo luminoso e generoso che con la sua ribellione (volu-ta da Dio?) si sarebbe sacrificato (come Prometeo) per permettere all’uomo l’indipendenza, la libertà .
Roger Richard [GODF?] presenta il Serpente della Genesi co-me simbolo dell’Iniziazione (passaggio dalle tenebre alla luce, morte–rinascita iniziatica), dunque primo iniziatore, portatore di li-bertà e conoscenza . Il suddetto Dictionnaire del Richard contie-ne anche una versione più lunga della Leggenda di Hiram (o «A-donhiram») illustrata al neo–Maestro Installato di Loggia (cioé il nuovo Maestro Venerabile) dopo la sua Installazione. Secondo ta-le versione, «Adoniram» (Hiram) è discendente di Tubalcain che è discendente di Caino il quale, a sua volta, è nato dall’unione di Eva con «Eblis», l’angelo di luce («l’ange de lumière»). L’Istruzione del MV precisa che la stirpe cainitica (Caino–Tubalcain–Hiram) è portatrice di luce, progresso, libertà ed è combattuta dal “malva-gio” «Adonai» o «Jehovah». Il regno di Caino è al centro della terra, nel fuoco, dove regna la libertà .
È facile compendere il contenuto luciferino di tale versione della Leggenda di Hiram: «Eblis», capostipite spirituale dei Massoni, è «l’angelo di luce» cioé lucifero!
5.5. Nella Massoneria tedesca
In un manuale per Maestri Massoni, Alfried Lehner [VGLvD] spiega che la stella a 6 punte (o Esagramma) è presente al Terzo Grado di Maestro Massone, quale simbolo dell’unità degli opposti. Questo simbolo del Maestro Massone non conosce più alcun dua-lismo: Bene e Male («Gut und Böse») non sono più inconciliabili, non sono più opposti irriducibili, ma sono ora parti della Totalità («Ganzheit»). La verità – spiega Lehner – è al di là del bene e del male . In precedenza, Lehner [a commento del 1° grado di Ap-prendista] ha scritto nel suo libro qui citato, che il candidato al 1° grado massonico è un cercatore di Luce («Lichtsucher») e che il miglior esempio di «Lichtsucher» è «Luzifer (d.i. Lichtbringer)», nome della Stella del Mattino che segue il Sole e quindi dell’Angelo decaduto che ha perso la Luce . Dunque sembra proprio che Le-hner equipara il candidato del 1° grado massonico al Lucifero che ha perso la Luce, a prescindere se questi sia interpretato come angelo o mito...
Nel simbolismo del 2° grado massonico [Compagno] ha grande importanza la Stella Fiammeggiante («Der Flammende Stern») . Si tratta di una Stella a 5 punte , in cui è possibile iscrivere la figu-ra di un uomo. Con una punta in su, tale stella è simbolo magico della volontà sovrana dell’iniziato («der leuchtende Pentagramm, der Stern der Magier») . Quando invece essa è rovesciata (con 2 punte in su), allora diviene simbolo di Satana . Gottlieb Imhof [GLSA] scrive che la Stella Fiammeggiante simboleggia la duplice manifestazione di un’unica Forza universale (Cielo–Inferno, Dio–Lucifero) . Anche Imhof manifesta simpatia verso il Serpente del-la Genesi considerato come guida della ragione umana .
Jörn Mehnert [VGLvD] scrive che il peccato originale consiste nella caduta dell’uomo nella dualità, pertanto gli opposti sono complementari e necessari l’uno all’altro (Vita–Morte, Bene–Male..). Occorre però riunirli per ritornare all’Unità originaria. Me-hnert sostiene apertamente la necessità (nonché bontà) del Male, quale parte della Totalità–Unità (dunque bene–male, bene+male). Mehnert scrive anche che il Diavolo («der Teufel») è necessario, che senza di lui non ci sarebbe stata la redenzione, e che senza il peccato non ci sarebbe stata la grazia. Come se ciò non bastasse (sempre in virtù della legge esoterico–massonica dell’unità degli opposti), Mehnert scrive che il Diavolo non deve perciò esser ma-ledetto, e addirittura Mehnert auspica che nella Chiesa (cattolica) si celebri al Diavolo una messa (non la messa nera, precisa Me-hnert) poiché senza il Diavolo (precisa Mehnert) non ci sarebbe stata redenzione . La diabolicità delle tesi del Mehnert è davvero evidente.
6. Alti Gradi massonici cristiani. Massoneria cristiana o cri-stianesimo massonico (esoterico)?
Studiosi massoni spiegano che la de–cristianizzazione della mo-derna Massoneria (evidente già con le Costituzioni andersoniane del 1723) e la leggenda di morte del Terzo Grado di MM, hanno reso in-soddisfatti molti massoni cristiani i quali, già nel secolo XVIII, hanno sentito l’esigenza di creare sistemi di Alti Gradi massonici (riservati a Maestri Massoni) di carattere cristiano, tutt’ora esistenti. Certamente il contenuto di tali Riti (Alti Gradi) è cristiano ma nel senso esoterico e non in quello dogmatico caro alla Chiesa Romana.
Espongo alcune dottrine e ritualità della Massoneria cristiana inglese e francese.
6.1. Nella Massoneria inglese
Presso l’Ancient & Accepted Rite (che ammette solo Maestri Mas-soni della UGLE di fede cristiana e trinitaria), il 18° grado di Rose–Croix (Knight of the Pelican and Eagle and Sovereign Prince Rose Croix) costituisce il cuore pulsante del cammino iniziatico massonico.
Questo grado rosacrociano (praticato nella Massoneria inglese sin dalla seconda metà del Settecento) è incentrato sulla Passio-ne–Morte–Resurrezione di Cristo, in un contesto iniziatico ed eso-terico di simboli e riti collegati all’Alchimia esoterica, una delle scienze del movimento culturale seicentesco detto Rosacrociane-simo. La cristologia del 18° grado Rose–Croix racchiude un intrin-seco spiritualismo gnostico ed esoterico con riferimento alla Caba-la e all’Alchimia , dove la ricerca della Parola e la morte iniziatica (due temi già riscontrati nel Terzo Grado) hanno un posto rispetta-bile. Sembra proprio di trovarci dinanzi ad una ripetizione del mito di Hiram, pur se arricchito di riferimenti cristosofici ed esoterici.
Al 18° grado dell’Ancient & Accepted Rite (A&AR) tra i simboli dell’alchimia spirituale o esoterica troviamo: la pietra cubica che suda sangue e acqua, il pellicano che col suo sangue nutre i suoi piccoli, il Serpente che si morde la coda, simbolo di sapienza ed eternità. Il passaggio rituale del candidato (che impersona il ruolo del Maestro, Cristo) dalla Camera Nera (Monte Calvario), attraver-so la Camera della Morte (o Camera Infernale) alla Camera Rossa (Resurrezione), richiama indubbiamente il passaggio dall’Opera al Nero (morte) all’Opera al Rosso (sublimazione/rigenerazione) nel processo della Grande Opera alchemica la quale mira alla rigene-razione spirituale dell’adepto .
Il Rituale prevede che il Capitolo dei Cavalieri Rosacroce accoglie il candidato in grande angoscia a causa della calamità («a dire cala-mity») avvenuta con la morte di Cristo in Croce e con la conseguente Perdita della Parola. L’iniziato entra nella Camera Nera (Black Chamber) arredata con alcuni simboli che (nella mentalità massoni-ca) sarebbero da riferire alla Morte di Cristo (esempio 3 croci, rosa, corona di spine...); poi, l’iniziato entra nella Camera Infernale (o Ca-mera della Morte, Chamber of Death), in cui, secondo i rituali antichi, c’erano immagini di demòni e dannàti (dunque l’Inferno!) in seguito sostituiti semplicemente da simboli di morte. La Camera della Morte rappresenta l’Abisso. Prima dell’inizio del rito del 18° grado Rose–Croix, il massone riceve a voce i gradi dal 4° al 17° e gli vien comuni-cata anche la Parola Sacra del 17° grado che è Abaddon: il nome dell’Angelo dell’Abisso infernale secondo Apocalisse 9,11! Il masso-ne, per divenire Rosacroce («perfected mason»), deve simbolica-mente scendere proprio nell’Abisso rappresentato dalla Camera della Morte... Dopo l’esperienza di morte iniziatica, il candidato entra nella Camera Rossa (Red Chamber), illuminata da 33 luci, tappezzata di rosso, simbolo della Resurrezione di Cristo e del passaggio simbolico dell’iniziato dall’abisso di tenebre alla luce. L’iniziato ha ritrovato la Parola Perduta, INRI (ma non il Cristo Risorto) .
Il colore rosso della Camera Rossa, come pure il simbolo delle rose rosse (del 18° grado) richiamano il sangue... dunque il sacrifi-cio cruento. I Massoni Rosa–Croce si riuniscono nella Camera Rossa; indossano un collare su cui è ricamata la rosa rossa e hanno un gioiello che raffigura un pellicano che col suo sangue nu-tre i suoi piccoli e un «Serpente» che si morde la coda... I Massoni Rose–Croix sono simbolicamente immersi nel sangue; essi stessi assurgono incruentemente a simboli di sacrificio cruento, rosso sangue, pronti a immolarsi e/o ad esser immolati, sacrificati, come il Cristo [massonico], per la custodia e propagazione degli ideali della Massoneria Rose–Croix.
Dunque, il rito iniziatico del 18° grado immerge simbolicamente i nuovi Massoni Rosa–Croce nel rosso sangue (della Camera Rossa) attraverso la disperazione della Camera Nera («through despair», «Black Chamber») e l’Abisso delle tenebre («the Abyss»). Si tratta di un rito sacrificale simbolico... . Il Massone Rose–Croix è un alter Christus, ma un Cristo esoterico...
In un discorso massonico tenuto nel 1862, il massone “cristia-no”, Dr. Leeson 33° grado Rose–Croix (SGC dell’A&AR), ha af-fermato che la Massoneria è l’erede di quella mistica filosofia rice-vuta attraverso la seguente successione: Rosacrociani–Cabalisti–Esseni–Antico Egitto. Per cui – sostiene Leeson 33° – l’Egitto è la culla della Massoneria .
A. C. F. Jackson 33° ha ammesso che negli ultimi gradi dell’A&AR vi sono elementi del misticismo rosacrociano, che – secondo Ja-ckson 33° – consiste nel ricercare la rigenerazione dell’umanità e l’immortalità dell’anima .
Inoltre, in un articolo per la Quatuor Coronati Lodge No. 2076, lo stesso A. C. F. Jackson 33° ha sostenuto che la Massoneria e il Rosacrocianesimo hanno uno stesso mistico sfondo culturale (background) da ricercarsi in quelli che egli definisce scritti mistici cristiani (ma che in realtà, ammette lo stesso Jackson, sono scritti di autori cristiani che riprendono i temi della scienza magico–misterica dell’Ermetismo egiziano), come pure nella Cabala ebrai-ca, nell’alchimia e nella magia .
Circa il 33° grado dell’A&AR (o Rose–Croix) praticato in Inghil-terra e Galles, scrive il massone Bernard E. Jones:
«Il trentratreesimo Grado è quello di Sovrano Grande Ispettore Generale, composto esclusivamente da trentatré membri e da po-chi membri onorari; questo grado trasferisce la “cerca” dalla “Paro-la Perduta” al Monte Calvario» .
La ricerca («quest») della Parola Perduta è uno dei temi essen-ziali del Terzo Grado di MM e anche del Royal Arch. Al 3° Grado di MM, la Parola è ricercata presso la tomba ed il cadavere putrefatto di Hiram. Ora, a proposito del 33° grado, il Jones spiega che la «[ri]cerca» («quest») spirituale [riservata ai membri Rose–Croix] si sposta sul Monte Calvario con chiaro riferimento alla morte, dun-que al sacrificio di Cristo. Insomma, Jones ci lascia intravedere che il 33° grado persegue ritualmente una ricerca esoterica e spiri-tuale, ossia un approccio esoterico al Calvario e al sacrificio di Cri-sto per giungere alla piena realizzazione spirituale...
Il Great Priory for England and Wales amministra i gradi massonici cavallereschi di Knights Templar e Knights of Malta e, dal 1937, riser-va i gradi del RER ai membri più eminenti dei Knights of Malta.
La versione inglese del Rite Ecossass Rectifié – o Scottish Recti-fied Rite – [RER] contiene i seguenti elementi mistico–esoterici: a) la tomba di Hiram, in cui ricercare la Parola Perduta (“the lost word”); b) la sapienza esoterica; c) il dogma unico esotericamente identico per Orfeo, Pitagora e Cristo; d) e, infine, il raggiungimento della vera illu-minazione («the final attainment of the true enlightenment»).
Il RER (o Scottish Rectified Rite) del Great Priory inglese si presenta come un sentiero mistico che guida l’iniziato al perfezio-namento e all’unione con Dio («the perfect path to God») .
Nel mondo cavalleresco massonico–cristiano, il RER occupa un posto prestigioso. Il suo spiritualismo cristianeggiante è in realtà pre-gno di esoterismo magico (willermoziano e martinesista) mediante il quale il massone aspira a mète mistiche. Nella «cima invisibile» della «Grand Profession» il massone RER è istruito intellettualmente sulla missione gnostico–teurgica che ha per oggetto la Reintegrazio-ne in Dio sia dell’Uomo che degli Spiriti ribelli. La parte operativa di questa missione sarà poi eventualmente intrapresa dal gruppo ristret-to di Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo .
Pertanto, come il Rose–Croix (A&AR), anche il RER è intrinse-camente caratterizzato da forte misticismo esoterico congiunto a soggettivismo religioso. Il Cristo di questi sistemi massonici non è il Cristo del dogma cristiano, ma è un Cristo iniziatico–esoterico (Persona? Principio?) al quale i massoni (cerchia ristretta di Inizia-ti) sono ritualmente conformati. Si tratta di un Cristo e di una rituali-tà massonica totalmente relativi alla Massoneria e ai Massoni il cui esoterismo (arte e dottrina) trascende dogmi e autorità ecclesiasti-co–religiose. Alla luce di questi elementi, penso non sia difficile comprendere l’intrinseco carattere gnostico–magico delle ritualità di tali Massonerie cristiane.
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5.2. Albert Pike 33°, Lucifero e la Stella del Mattino
Nel 1897, il celebre Leo Taxil “confessa” di aver inventato tutta la “storia” del “Palladismo” o Luciferismo massonico. Taxil afferma di aver inventato anche quella presunta circolare di Albert Pike 33° (SGC del RSAA – USA Sud dal 1859 al 1891) in cui è scritto che i veri Massoni (dal 30° al 33° grado) adorano Lucifero considerandolo non il Diavolo del dogma cattolico ma il vero “Dio della Luce” in anti-tesi al Dio dei cristiani (ritenuto, dai massoni, un dio malvagio) .
Consideriamo però che nella sua celebre opera Morals and Dogma, Albert Pike 33° mostra di apprezzare molto gli scritti del noto mago francese Elifas Levi, il cui pensiero è stato altamente apprezzato anche all’interno della SRIA (società massonica inglese di cui ho già scritto). Ora, in Morals and Dogma (testo molto importante anche nell’attuale cultura massonica del RSAA) troviamo riferimenti a Lucifero che coincidono letteralmente, o quasi, con brani degli scritti di Elifas Levi, noto mago (e massone) del secolo XIX.
In sintesi, il Lucifero di Morals and Dogma è lo «Spirito delle Tenebre» ed è «Portatore di Luce».
In Storia della magia, Elifas Levi scrive che «Lucifero», non è il Diavolo dei Cattolici ma è «agente naturale e divino», «mediatore plastico universale», «luce astrale», «chiave della magia nera», «serpente edenico», ed è stato creato da Dio all’alba del 1° giorno, con il Fiat Lux . Elifas Levi scrive con ammirazione de «il Lucifero celeste, la stella mattutina dell’intelligenza divina» , «il grande agente magico», «fosforo interiore», «giustamente chiamato Lucifero poiché è il veicolo della luce, [...]; questa luce è della stessa natura del fuoco, e che il suo utilizzo intelligente riscalda e vivifica, mentre al contrario l’eccesso brucia, dissolve e annienta» .
In Morals and Dogma troviamo brani e concetti che riscontriamo anche in Storia della magia di Levi. Nel commento al 19° grado di Gran Pontefice, scrive il Pike: «Lucifero, il Portatore di Luce! Strano e misterioso nome da dare allo Spirito delle Tenebre! Lucifero, il figlio del Mattino! È lui che porta la Luce, e con i suoi insopportabili splendori acceca i deboli, i sensuali e gli egoisti? Non ne dubitate!» . E più avanti, scrivendo sulla credenza umana nell’esistenza del «Demonio»/«Lucifero» avversario di Dio, Pike cita subito dopo il dogma occultistico di Ermete Trismegisto (mitico personaggio divino e magico dell’Antico Egitto) sull’ unità–identità–armonia–equilibrio degli opposti («Ciò che è superiore è come ciò che è Inferiore, e ciò che è Sotto è come ciò che è Sopra, per formare le Meraviglie del Tutto») .
Al 30° grado RSAA (Cavaliere Kadosch), con parole di Elifas Levi, Pike commenta la discesa di Dante all’Inferno in senso anticattolico, gnostico–luciferino. Per Pike, ammiratore dichiarato di Dante, è necessario scendere all’Inferno, accettare l’esatto contrario del dogma cattolico, ascendere alla luce usando il demonio come scala mostruosa .
Albert Pike 33° loda implicitamente il Serpente della Genesi, al-lorché, commentando il 32° grado del RSAA, egli spiega che le «scienze occulte» («magia», «Cabala» ebraica, Ermetismo...) so-no il contenuto degli ultimi e alti gradi della Massoneria ed il segre-to delle scienze occulte consiste nella stessa onnipotenza di Dio. Poi, Pike cita la promessa che il Serpente della Genesi fece ai no-stri progenitori, ossia quella di diventare proprio come Dio . Inol-tre, al 32° grado, Pike rivela il Segreto Reale dei Massoni del RSAA, ossia la Legge dell’Equilibrio e della necessità degli oppo-sti: Luce–Tenebre, Bene–Male... .
Già Elifas Levi spiegava che il segreto della vera iniziazione (il Grande Arcano o Dogma Magico) è quello promesso dallo stesso Serpente genesiaco, ossia divenire divini .
Il massone John J. Robinson ha cercato di scagionare Albert Pike 33° da qualsiasi accusa di luciferismo. Allorché Pike scrive di «Lucifer», egli non si riferirebbe a Satana, ma alla Stella del Matti-no, simbolo di Luce («the morning star, the light bearer, the search of light»), la Luce tanto cercata dai Massoni . In effetti Robinson sostiene che, in senso massonico «Lucifer» è «the Morning Star», cioé con il nome «Lucifero» i massoni non vogliono riferirsi al Dia-volo del dogma cattolico, ma alla Stella del Mattino, portatore di Luce, simbolo della ricerca della Luce. Comunque il Robinson fa capire che per i Massoni i termini Lucifero e Stella del Mattino si equivalgono e sono intercambiabili. Anche Pike scrive: «La Stella del Mattino, alzandosi dall’Est, Giove, chiamata Tsadoc o Tsydik, dagli Ebrei, è per noi un emblema dell’alba della perfezione e della Luce Massonica, che sempre si avvicina» .
Nonostante la buona volontà del Robinson, tuttavia, il Lucifero a cui si riferisce Pike (in Morals and Dogma) è lo stesso Lucifero di Elifas Levi e coincide essenzialmente con il Serpente della Genesi. Inoltre la teoria esoterica dell’Equilibrio–Unità dei Contrari–Opposti, enunciata da Pike, induce ad apprezzare Lucifero/Diavolo in qualunque modo esso sia inteso (divinità, creatura, entità, forza, simbolo..., di bene e/o di male, di libertà, razionalità...).
Anche ammesso che quella circolare luciferiana non sia di Pi-ke , tuttavia il “Dio” di Pike non è il Dio della Chiesa Cattolica e dei dogmi cattolici. Qualsiasi massone del RSAA, specialmente se ha ricevuto la “piena luce” del 33° grado, può comprendere che quel “Dio” invocato nelle assemblee massoniche, il Grande Archi-tetto dell’Universo (GADU), è un «Dio di Luce» (un... «LUCIFER»!) avversario di qualsiasi dogma “chiesiastico”. Il GADU massonico è un “Dio” di “luce” e di “libertà di coscienza”, “luce” e “libertà” intesi però nel senso massonico... Insomma, il GADU, datore di “luce”, non è il Dio Buono e Vero adorato da Noi fedeli della Chiesa Cat-tolica Romana.
È interessante notare che, nel 1977, il massone Felix Bonafé ha sostenuto che Pike professava il “credo luciferiano” e che all’Inno a Satana del Carducci, Pike preferiva il poema Lucifero di Mario Rapisardi, poema in cui, appunto, Lucifero è l’eroe vittorioso contro il “malvagio” Dio dei cattolici . Ho scoperto che Bonafé (senza citarlo esplicitamente) non fa altro che riferirsi a brani di Domenico Margiotta (ex–33°) il quale appunto sosteneva che negli Alti Gradi massonici si adora «Lucifero» (ritenuto «Dio Buono», «Dio della Luce») contro il Dio dei Cristiani («Adonai»). Margiotta difendeva l’autenticità di quella circolare luciferiana di Pike .
5.3. Nella Massoneria italiana
A commento del 3° grado di Maestro Massone, Albert Pike 33° [Maestro di pensiero della Massoneria mondiale di RSAA] scrive: «Per gli Iniziati, il Diavolo non è una “Persona”, ma una “Forza”, creata per il bene che “può” servire per il male. È lo strumento del-la Libertà e del Libero Arbitrio. Essi rappresentano questa Forza, che presiede la generazione fisica, sotto l’immagine mitologica del Dio Pan; da qui venne il caprone del Sabbat, fratello del Serpente Primitivo, e il Portatore di luce o Fosforo, cioé il Lucifero della Leg-genda» . Anche per questo brano, Pike attinge da Elifas Levi .
Francesco Indraccolo (GOI e RSAA) manifesta simpatia per Lucifero, non il Lucifero=diavolo sulfureo (secondo quanto insegna il dogma cattolico), ma il Lucifero=Satana carducciano, «il Lucifero caro ai laici e coloro che tendono a razionalizzare tutti gli stati di coscienza», «il portatore di luce», «la Stella del mattino», simbolo della massonica «ricerca della Luce» .
Le 11 Luci del Tempio del 33° grado RSAA racchiudono simbo-licamente e concettualmente la Legge esoterica dell’Equilibrio–Armonia–Unità degli Opposti Contrari, tra cui Bene e Male, pre-senti in, e provenienti da, la Luce Unica, la Causa Prima. Circa la Luce Unica, osservo che Albert Pike, in una istruzione per il 32° grado RSAA, spiega ai massoni che in Dio c’è il Bene e il Male, la Benevolenza e la Crudeltà e che i Manichei errarono nel separare radicalmente il Princìpio del Bene e il Principio del Male, i quali, in realtà – secondo Pike 33° –, sono armonizzati o equilibrati in una sola unità .
Bonvicini 33° spiega che la Causa Prima corrisponde al Dio Manifesto (dunque il Demiurgo) simboleggiato dal N° 11, che si riduce filosoficamente al 2, ossia gli «Opposti Contrari»: Bene–Male, Luce–Tenebre , per cui la Causa Prima unisce in sé gli Opposti, anche il Male... Satana! Il N° 2 è anche simbolo della Gnosi , la quale è rappresentata anche dall’Uroboros, il Serpente che si morde la coda . Il massone Ruggero Di Castiglione ci informa che il N° 2 rappresenta anche «Lucifero», il «negativo», l’avversario del Dio Creatore .
Circa il n° 2 e la corrispondente «tesi degli Opposti Contrari» («Bene e Male», «Luce e Tenebre», «il Maschile ed il Femminile», «Dualità Divina» ossia «Principio del Bene» e «Principio del Male», «Dio e Demiurgo»...), Bonvicini 33° afferma che «come speranza di elevazione spirituale, si tende al loro superamento armonico ed alla loro congiunzione» . Il n° 3 simboleggia proprio «L’Armonia dei Contrari» .
Abbiamo inoltre recenti testimonianze di massoni del GOI che manifestano ammirazione verso il Serpente della Genesi inten-dendolo come simbolo di “saggezza”, datore di “Conoscenza”, op-pure “volto” di Dio .
5.4. Nella Massoneria francese
Jean Tourniac (1919–1995), membro della GLNF è stato un grande estimatore del pensiero e dell’opera dell’esoterista René Guénon. Tourniac spiega che tra i Nomi divini usati nella Masso-neria per indicare il Grande Architetto dell’Universo (GADU) c’è quello di El Shaddai, nome che [spiega Tourniac] ha una doppia radice etimologica, benefica e malefica, ed indica una duplice atti-vità ossia divina–demoniaca. Secondo Tourniac, il Nome El Shad-dai, riferito al GADU, ben esprime quella che Guénon chiamava la Forza doppia, la Forza unica e universale che si manifesta in 2 poli opposti. Metatron è l’angelo cabalistico portatore del Nome divino (El Shaddai) e anche Metatron congiunge in sé gli opposti, poiché ha 2 facce: quella luminosa (Mikael) e quella tenebrosa (Samael, cioé Satana) .
Al Terzo Grado di Maestro Massone (Rituale Emulation) si af-ferma che il «Centro» è il punto dal quale un «Maestro Massone non può errare». Tourniac spiega che quel «Centro» è il luogo me-tafisico in cui tutte le opposizioni o contrari si risolvono e si con-giungono . Quel Centro del Maestro Massone corrisponde simbolicamente: al Centro del Labirinto iniziatico, alla Camera di Mezzo o Loggia dei Maestri Massoni (luoghi simbolici di morte ini-ziatica), al Centro di una ragnatela (dove sta appunto il ragno, simbolo induista e guénoniano del divino architetto del mondo) e al Centro dell’inferno dantesco in cui è conficcato il corpo di «Luci-fer»... . Dalle idee del Tourniac è possibile rilevare una analo-gia/corrispondenza (o identità?) tra il Lucifero dantesco (interpreta-to in senso esoterico), il Maestro Massone, il ragno–architetto, il processo di morte–rinascita...
Altrove, Tourniac spiega che solo in questa vita terrena, dimen-sione del relativo, ci sono i contrasti (bene–male, luce–ombra, «Christ»–«Lucifer»,...) intesi come manifestazioni bipolari di una medesima forza («cette double force»); ma nella dimensione me-tafisica e assoluta, sussiste solo l’Unità Suprema, le opposizioni diventano complementarismi... . Il simbolo massonico dell’Aquila a 2 teste (30°, 32° e 33° grado RSAA) significa l’unione dei com-plementarismi, l’unità nel centro .
Alcuni anni fa, il massone Yannis Vahlas ha manifestato grande ammirazione per Lucifero. Egli ha chiamato «Lucifer» : «fils de la lumière», «notre astre», «l’étoile du matin», «notre héros» (2 vol-te), «notre pauvre ange», «notre ange» (3 volte), «un bon conseil-ler», «un si bel ange entouré de lumière».Tra l’esplicito e l’implicito, il massone Vahlas presenta «Lucifer» («fils de l’aurore») come l’angelo luminoso e generoso che con la sua ribellione (volu-ta da Dio?) si sarebbe sacrificato (come Prometeo) per permettere all’uomo l’indipendenza, la libertà .
Roger Richard [GODF?] presenta il Serpente della Genesi co-me simbolo dell’Iniziazione (passaggio dalle tenebre alla luce, morte–rinascita iniziatica), dunque primo iniziatore, portatore di li-bertà e conoscenza . Il suddetto Dictionnaire del Richard contie-ne anche una versione più lunga della Leggenda di Hiram (o «A-donhiram») illustrata al neo–Maestro Installato di Loggia (cioé il nuovo Maestro Venerabile) dopo la sua Installazione. Secondo ta-le versione, «Adoniram» (Hiram) è discendente di Tubalcain che è discendente di Caino il quale, a sua volta, è nato dall’unione di Eva con «Eblis», l’angelo di luce («l’ange de lumière»). L’Istruzione del MV precisa che la stirpe cainitica (Caino–Tubalcain–Hiram) è portatrice di luce, progresso, libertà ed è combattuta dal “malva-gio” «Adonai» o «Jehovah». Il regno di Caino è al centro della terra, nel fuoco, dove regna la libertà .
È facile compendere il contenuto luciferino di tale versione della Leggenda di Hiram: «Eblis», capostipite spirituale dei Massoni, è «l’angelo di luce» cioé lucifero!
5.5. Nella Massoneria tedesca
In un manuale per Maestri Massoni, Alfried Lehner [VGLvD] spiega che la stella a 6 punte (o Esagramma) è presente al Terzo Grado di Maestro Massone, quale simbolo dell’unità degli opposti. Questo simbolo del Maestro Massone non conosce più alcun dua-lismo: Bene e Male («Gut und Böse») non sono più inconciliabili, non sono più opposti irriducibili, ma sono ora parti della Totalità («Ganzheit»). La verità – spiega Lehner – è al di là del bene e del male . In precedenza, Lehner [a commento del 1° grado di Ap-prendista] ha scritto nel suo libro qui citato, che il candidato al 1° grado massonico è un cercatore di Luce («Lichtsucher») e che il miglior esempio di «Lichtsucher» è «Luzifer (d.i. Lichtbringer)», nome della Stella del Mattino che segue il Sole e quindi dell’Angelo decaduto che ha perso la Luce . Dunque sembra proprio che Le-hner equipara il candidato del 1° grado massonico al Lucifero che ha perso la Luce, a prescindere se questi sia interpretato come angelo o mito...
Nel simbolismo del 2° grado massonico [Compagno] ha grande importanza la Stella Fiammeggiante («Der Flammende Stern») . Si tratta di una Stella a 5 punte , in cui è possibile iscrivere la figu-ra di un uomo. Con una punta in su, tale stella è simbolo magico della volontà sovrana dell’iniziato («der leuchtende Pentagramm, der Stern der Magier») . Quando invece essa è rovesciata (con 2 punte in su), allora diviene simbolo di Satana . Gottlieb Imhof [GLSA] scrive che la Stella Fiammeggiante simboleggia la duplice manifestazione di un’unica Forza universale (Cielo–Inferno, Dio–Lucifero) . Anche Imhof manifesta simpatia verso il Serpente del-la Genesi considerato come guida della ragione umana .
Jörn Mehnert [VGLvD] scrive che il peccato originale consiste nella caduta dell’uomo nella dualità, pertanto gli opposti sono complementari e necessari l’uno all’altro (Vita–Morte, Bene–Male..). Occorre però riunirli per ritornare all’Unità originaria. Me-hnert sostiene apertamente la necessità (nonché bontà) del Male, quale parte della Totalità–Unità (dunque bene–male, bene+male). Mehnert scrive anche che il Diavolo («der Teufel») è necessario, che senza di lui non ci sarebbe stata la redenzione, e che senza il peccato non ci sarebbe stata la grazia. Come se ciò non bastasse (sempre in virtù della legge esoterico–massonica dell’unità degli opposti), Mehnert scrive che il Diavolo non deve perciò esser ma-ledetto, e addirittura Mehnert auspica che nella Chiesa (cattolica) si celebri al Diavolo una messa (non la messa nera, precisa Me-hnert) poiché senza il Diavolo (precisa Mehnert) non ci sarebbe stata redenzione . La diabolicità delle tesi del Mehnert è davvero evidente.
6. Alti Gradi massonici cristiani. Massoneria cristiana o cri-stianesimo massonico (esoterico)?
Studiosi massoni spiegano che la de–cristianizzazione della mo-derna Massoneria (evidente già con le Costituzioni andersoniane del 1723) e la leggenda di morte del Terzo Grado di MM, hanno reso in-soddisfatti molti massoni cristiani i quali, già nel secolo XVIII, hanno sentito l’esigenza di creare sistemi di Alti Gradi massonici (riservati a Maestri Massoni) di carattere cristiano, tutt’ora esistenti. Certamente il contenuto di tali Riti (Alti Gradi) è cristiano ma nel senso esoterico e non in quello dogmatico caro alla Chiesa Romana.
Espongo alcune dottrine e ritualità della Massoneria cristiana inglese e francese.
6.1. Nella Massoneria inglese
Presso l’Ancient & Accepted Rite (che ammette solo Maestri Mas-soni della UGLE di fede cristiana e trinitaria), il 18° grado di Rose–Croix (Knight of the Pelican and Eagle and Sovereign Prince Rose Croix) costituisce il cuore pulsante del cammino iniziatico massonico.
Questo grado rosacrociano (praticato nella Massoneria inglese sin dalla seconda metà del Settecento) è incentrato sulla Passio-ne–Morte–Resurrezione di Cristo, in un contesto iniziatico ed eso-terico di simboli e riti collegati all’Alchimia esoterica, una delle scienze del movimento culturale seicentesco detto Rosacrociane-simo. La cristologia del 18° grado Rose–Croix racchiude un intrin-seco spiritualismo gnostico ed esoterico con riferimento alla Caba-la e all’Alchimia , dove la ricerca della Parola e la morte iniziatica (due temi già riscontrati nel Terzo Grado) hanno un posto rispetta-bile. Sembra proprio di trovarci dinanzi ad una ripetizione del mito di Hiram, pur se arricchito di riferimenti cristosofici ed esoterici.
Al 18° grado dell’Ancient & Accepted Rite (A&AR) tra i simboli dell’alchimia spirituale o esoterica troviamo: la pietra cubica che suda sangue e acqua, il pellicano che col suo sangue nutre i suoi piccoli, il Serpente che si morde la coda, simbolo di sapienza ed eternità. Il passaggio rituale del candidato (che impersona il ruolo del Maestro, Cristo) dalla Camera Nera (Monte Calvario), attraver-so la Camera della Morte (o Camera Infernale) alla Camera Rossa (Resurrezione), richiama indubbiamente il passaggio dall’Opera al Nero (morte) all’Opera al Rosso (sublimazione/rigenerazione) nel processo della Grande Opera alchemica la quale mira alla rigene-razione spirituale dell’adepto .
Il Rituale prevede che il Capitolo dei Cavalieri Rosacroce accoglie il candidato in grande angoscia a causa della calamità («a dire cala-mity») avvenuta con la morte di Cristo in Croce e con la conseguente Perdita della Parola. L’iniziato entra nella Camera Nera (Black Chamber) arredata con alcuni simboli che (nella mentalità massoni-ca) sarebbero da riferire alla Morte di Cristo (esempio 3 croci, rosa, corona di spine...); poi, l’iniziato entra nella Camera Infernale (o Ca-mera della Morte, Chamber of Death), in cui, secondo i rituali antichi, c’erano immagini di demòni e dannàti (dunque l’Inferno!) in seguito sostituiti semplicemente da simboli di morte. La Camera della Morte rappresenta l’Abisso. Prima dell’inizio del rito del 18° grado Rose–Croix, il massone riceve a voce i gradi dal 4° al 17° e gli vien comuni-cata anche la Parola Sacra del 17° grado che è Abaddon: il nome dell’Angelo dell’Abisso infernale secondo Apocalisse 9,11! Il masso-ne, per divenire Rosacroce («perfected mason»), deve simbolica-mente scendere proprio nell’Abisso rappresentato dalla Camera della Morte... Dopo l’esperienza di morte iniziatica, il candidato entra nella Camera Rossa (Red Chamber), illuminata da 33 luci, tappezzata di rosso, simbolo della Resurrezione di Cristo e del passaggio simbolico dell’iniziato dall’abisso di tenebre alla luce. L’iniziato ha ritrovato la Parola Perduta, INRI (ma non il Cristo Risorto) .
Il colore rosso della Camera Rossa, come pure il simbolo delle rose rosse (del 18° grado) richiamano il sangue... dunque il sacrifi-cio cruento. I Massoni Rosa–Croce si riuniscono nella Camera Rossa; indossano un collare su cui è ricamata la rosa rossa e hanno un gioiello che raffigura un pellicano che col suo sangue nu-tre i suoi piccoli e un «Serpente» che si morde la coda... I Massoni Rose–Croix sono simbolicamente immersi nel sangue; essi stessi assurgono incruentemente a simboli di sacrificio cruento, rosso sangue, pronti a immolarsi e/o ad esser immolati, sacrificati, come il Cristo [massonico], per la custodia e propagazione degli ideali della Massoneria Rose–Croix.
Dunque, il rito iniziatico del 18° grado immerge simbolicamente i nuovi Massoni Rosa–Croce nel rosso sangue (della Camera Rossa) attraverso la disperazione della Camera Nera («through despair», «Black Chamber») e l’Abisso delle tenebre («the Abyss»). Si tratta di un rito sacrificale simbolico... . Il Massone Rose–Croix è un alter Christus, ma un Cristo esoterico...
In un discorso massonico tenuto nel 1862, il massone “cristia-no”, Dr. Leeson 33° grado Rose–Croix (SGC dell’A&AR), ha af-fermato che la Massoneria è l’erede di quella mistica filosofia rice-vuta attraverso la seguente successione: Rosacrociani–Cabalisti–Esseni–Antico Egitto. Per cui – sostiene Leeson 33° – l’Egitto è la culla della Massoneria .
A. C. F. Jackson 33° ha ammesso che negli ultimi gradi dell’A&AR vi sono elementi del misticismo rosacrociano, che – secondo Ja-ckson 33° – consiste nel ricercare la rigenerazione dell’umanità e l’immortalità dell’anima .
Inoltre, in un articolo per la Quatuor Coronati Lodge No. 2076, lo stesso A. C. F. Jackson 33° ha sostenuto che la Massoneria e il Rosacrocianesimo hanno uno stesso mistico sfondo culturale (background) da ricercarsi in quelli che egli definisce scritti mistici cristiani (ma che in realtà, ammette lo stesso Jackson, sono scritti di autori cristiani che riprendono i temi della scienza magico–misterica dell’Ermetismo egiziano), come pure nella Cabala ebrai-ca, nell’alchimia e nella magia .
Circa il 33° grado dell’A&AR (o Rose–Croix) praticato in Inghil-terra e Galles, scrive il massone Bernard E. Jones:
«Il trentratreesimo Grado è quello di Sovrano Grande Ispettore Generale, composto esclusivamente da trentatré membri e da po-chi membri onorari; questo grado trasferisce la “cerca” dalla “Paro-la Perduta” al Monte Calvario» .
La ricerca («quest») della Parola Perduta è uno dei temi essen-ziali del Terzo Grado di MM e anche del Royal Arch. Al 3° Grado di MM, la Parola è ricercata presso la tomba ed il cadavere putrefatto di Hiram. Ora, a proposito del 33° grado, il Jones spiega che la «[ri]cerca» («quest») spirituale [riservata ai membri Rose–Croix] si sposta sul Monte Calvario con chiaro riferimento alla morte, dun-que al sacrificio di Cristo. Insomma, Jones ci lascia intravedere che il 33° grado persegue ritualmente una ricerca esoterica e spiri-tuale, ossia un approccio esoterico al Calvario e al sacrificio di Cri-sto per giungere alla piena realizzazione spirituale...
Il Great Priory for England and Wales amministra i gradi massonici cavallereschi di Knights Templar e Knights of Malta e, dal 1937, riser-va i gradi del RER ai membri più eminenti dei Knights of Malta.
La versione inglese del Rite Ecossass Rectifié – o Scottish Recti-fied Rite – [RER] contiene i seguenti elementi mistico–esoterici: a) la tomba di Hiram, in cui ricercare la Parola Perduta (“the lost word”); b) la sapienza esoterica; c) il dogma unico esotericamente identico per Orfeo, Pitagora e Cristo; d) e, infine, il raggiungimento della vera illu-minazione («the final attainment of the true enlightenment»).
Il RER (o Scottish Rectified Rite) del Great Priory inglese si presenta come un sentiero mistico che guida l’iniziato al perfezio-namento e all’unione con Dio («the perfect path to God») .
Nel mondo cavalleresco massonico–cristiano, il RER occupa un posto prestigioso. Il suo spiritualismo cristianeggiante è in realtà pre-gno di esoterismo magico (willermoziano e martinesista) mediante il quale il massone aspira a mète mistiche. Nella «cima invisibile» della «Grand Profession» il massone RER è istruito intellettualmente sulla missione gnostico–teurgica che ha per oggetto la Reintegrazio-ne in Dio sia dell’Uomo che degli Spiriti ribelli. La parte operativa di questa missione sarà poi eventualmente intrapresa dal gruppo ristret-to di Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo .
Pertanto, come il Rose–Croix (A&AR), anche il RER è intrinse-camente caratterizzato da forte misticismo esoterico congiunto a soggettivismo religioso. Il Cristo di questi sistemi massonici non è il Cristo del dogma cristiano, ma è un Cristo iniziatico–esoterico (Persona? Principio?) al quale i massoni (cerchia ristretta di Inizia-ti) sono ritualmente conformati. Si tratta di un Cristo e di una rituali-tà massonica totalmente relativi alla Massoneria e ai Massoni il cui esoterismo (arte e dottrina) trascende dogmi e autorità ecclesiasti-co–religiose. Alla luce di questi elementi, penso non sia difficile comprendere l’intrinseco carattere gnostico–magico delle ritualità di tali Massonerie cristiane.
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Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte terza
Uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica-parte terza
6.2. Nella Massoneria francese
Circa il 18° grado del Rite Ecossais Ancien et Accepté, Rose–Croix, che richiama il sacrificio del Cristo, Alec Mellor [GLNF] scrive che quel grado ha origine ermetistico–alchemica e in esso l’eterodossia cristiana si coniuga ad una «bellezza emozionante» .
Jean Tourniac (GLNF) assimila la simbolica e massonica «de-scente aux enfers» (del candidato al 1° grado massonico) alla disce-sa agli inferi del Cristo e a quella narrata da Dante Alighieri nella Divi-na Commedia, nonché all’esperienza dell’alchemica fase al nero .
Jean Tourniac racconta di essere anche membro della UGLE e del 18° grado Rose–Croix praticato in Inghilterra . Tourniac (an-che RER) afferma che il RER contiene la dottrina teosofica–teurgica del massone Jean Baptiste Willermoz (1730–1824) miran-te alla ricostruzione del Tempio primitivo, ossia alla reintegrazione dell’Uomo nello stato divino .
In un discorso tenuto nel 1976 nella Loggia Le Centre de Amis N° 1 (loggia della GLNF, praticante il RER), Tourniac ha ricordato al neo Maestro Venerabile che la loggia deve essere fedele allo spirito dei promotori del RER e al simbolismo tradizionale dei riti massonici secondo la prospettiva evidenziata da René Guénon .
In un libro sugli stati postumi (escatologici) e sulla resurrezione cristiana, Tourniac afferma la compatibilità della Chiesa Cattolica con la via iniziatica. Quest’ultima – secondo Tourniac – eleva il contenuto della fede cristiana ad un livello sovra–individuale, cioé permette la realizzazione di stati superiori dell’Essere affrancati da ogni individualità. In parole più semplici, Tourniac nega l’immorta¬lità dell’individuo considerando l’individualità come stato limitativo e negativo della perfezione umana. Tourniac sostiene invece [qua-le mèta di perfezione umana garantita dalla via iniziatica] i concetti induistici (panteistici) e guénoniani di liberazione da ogni stato e condizione limitativa–individuale, fusione–identità suprema con il Principio. La via iniziatica consente, ad un livello superiore, l’armonia dei contrari («l’harmonie des contraires») .
Nonostante la buona volontà di Jean Tourniac (massone cri-stiano di Tradizione, GLNF e RER) comprendiamo che, in realtà, la via iniziatica da lui proposta nega la fede cristiana nella resurre-zione dei corpi e nell’immortalità individuale.
Tourniac scrive che il RER contiene un esoterismo giudeo–cristiano; il RER congiunge Antico e Nuovo Testamento, Israele e Cristianesimo. Il RER è aperto a Ebrei, Cristiani (di qualunque con-fessione) ed Islamici. La Massoneria prefigura e persegue il ritorno all’Unità primordiale del genere umano. Il RER contiene la Gnosi pura ebraico–cristiana, che – secondo Tourniac – non ha nulla a che fare con gli gnosticismi eterodossi. A questa vera gnosi, preci-sa Tourniac, attinge l’insegnamento di Martinez De Pasqually, pre-sente anche nel RER .
La dottrina cabalistica zoharica della futura riconciliazione di Satana con Dio (la quale può indurre ad una pietosa e fraterna simpatia verso l’Angelo Ribelle, futuro compagno di felicità eterna) a cui gli Iniziati devono teurgicamente lavorare, è contenuta – sia pure implicitamente – nel “Traité sur la Réintégration des êtres” del mago e massone Martinez De Pasqually (1710–1774) . La dot-trina gnostica e teurgica di Martinez (o martinesismo) è assorbita dal discepolo e massone Jean Baptiste Willermoz (1730–1824), il quale la impianta nel suo celebre sistema massonico–cristiano di Alti Gradi detto Rite Ecossais Rectifié (RER), in particolare nella classe segreta della Grand Profession .
Jean François Var (GLNF e RER) illustra l’esoterismo cristiano (o, per meglio dire gnostico–magico) del RER. Il RER – fedele agli insegnamenti tradizionali di Willermoz – concepisce l’iniziazione massonica come reintegrazione dell’uomo nella condizione divina precedente la caduta. Var spiega che tale iniziazione massonica ha una efficacia ontologica («efficacité ontologique») .
Roland Bermann (GLNF e RER) illustra l’esoterismo e il simboli-smo del 4° grado del RER (Maestro Scozzese di sant’Andrea) conte-nente idee e mète alchemiche (esempio riconciliare gli opposti–contrari, spirito–materia, Cristo–Satana...) e willermoziane (reintegra-re l’uomo nel Divino, divinizzare l’iniziato) . Lo stesso massone Bermann ha scritto un libro di mariologia esoterica, con la prefazione del sopracitato Jean Tourniac. Tourniac afferma ancora il principio di unità–riconciliazione trascendente degli opposti (bianco–nero, Maria–Eva...): occorre reintegrare l’Ombra nella Luce, occorre conciliare i contrari per restaurare l’uomo nel suo stato primordiale .
Secondo Bermann, le statue di Madonne Nere racchiudono un significato esoterico, legato all’Alchimia spirituale. Quelle statue ed il loro colore Nero significano (secondo Bermann): la Grande Ma-dre, la Terra, il Centro (luogo di Tenebre, Caos, dunque rinascita), la necessaria discesa agli ìnferi (agli ìnferi scompare ogni dualità), l’Ombra con cui confrontarsi per reintegrarla in sé, la congiunzione dei contrari... .
Insomma, la presunta via mariana («la voie mariale») proposta con ammirazione dal massone Bermann è, in realtà, una via iniziati-co–esoterica (dunque impregnata di magia) aperta al demoniaco.
Il superamento esoterico di ogni dualità e la deificazione dell’uomo (reintegrazione iniziatica nella “Gerusalemme Celeste”), sono gli o-biettivi del RER, come ha già affermato Daniel Fontaine (Gran Mae-stro–Gran Priore del RER) in un discorso pubblicato nel 1985 .
Dopo questa breve panoramica sull’esoterismo cristosofico del RER, è utile fermare l’attenzione su un celebre massone del RER vissuto tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo: il conte Joseph De Maistre (1753–1821). Iniziato in una loggia di rito inglese, affi-liata alla Gran Loggia d’Inghilterra, De Maistre, cattolico convinto, entra nel “cristiano” RER e raggiunge il grado supremo della Grand Profession impregnata delle dottrine gnostiche e magico–teurgiche di Martinez De Pasqually recuperate dal massone “catto-lico” Jean Baptiste Willermoz . In una sua lettera al Duca di Brunswick (Chambery, 15 giugno 1782), il massone De Maistre spie-ga che la vera Massoneria è la conoscenza delle origini e del destino dell’uomo. La vera religione, per De Maistre, data più di 18 secoli ed iniziò quando iniziarono i giorni. Nonostante le censure ecclesiasti-che, De Maistre è fiero di appartenere alla Massoneria, e al RER in particolare. De Maistre non condivide il giudizio dei teologi sulla illicei-tà del giuramento massonico. De Maistre suggerisce al Duca di Brunswick gli scopi dei tre gradi massonici del RER. I membri del 1° grado dovrebbero lavorare ad opere di beneficenza e dedicarsi a stu-di sociali e politici; i membri del 2° grado del RER dovrebbero operare segretamente per l’unione delle chiese cristiane («la Grande Ope-ra»). A questo punto De Maistre scrive chiaramente che come un tempo un Padre della Chiesa scrisse che il mondo svegliatosi si ritro-vò improvvisamente ariano, così avverrà che i cristiani si ritroveranno improvvisamente uniti. A tal scopo dovranno lavorare «sacerdoti delle diverse comunioni» (ossia cattolici e protestanti) che saranno iniziati nella Massoneria (del RER). Infine, quelli del 3° grado RER devono dedicarsi al «cristianesimo trascendente», a ricerche erudite ed a contemplazioni mistiche .
Indubbiamente il De Maistre massone fu affascinato dall’esote¬rismo transconfessionale, antiecclesiastico, antidogmatico e gnosti-co–teurgico del RER. De Maistre fu ammesso nella Grande Profes-sion proprio da Willermoz. Sembra che, in seguito, De Maistre abbia abbandonato la Massoneria per diventare un fervido sostenitore del Papato. Al momento non ho alcun elemento per dubitare della since-rità della conversione e devozione cattolica del De Maistre. Quello che però è storicamente certo, è che la esperienza massonica di De Maistre fu oggettivamente incompatibile con la fede cattolica. Sia la Massoneria tradizionale di stampo inglese e sia la cosiddetta Masso-neria cristiana (o cattolica, ecumenica) del RER erano e sono ancora oggi (e finché resteranno tali) incompatibili con la genuina fede catto-lica. Anche l’avvocato parigino Alec Mellor, (cattolico e massone as-sai impegnato nel sostenere la conciliabilità tra Chiesa e Massoneria e la doppia appartenenza catto–massonica, nel periodo del post–Concilio Vaticano II) ha ammesso che «le christianisme transcenden-tal» di Joseph De Maistre, non era quello della Chiesa (Cattolica), bensì quello di J.B. Willermoz .
Conclusioni
Ho cercato di esporre, in modo piuttosto sintetico, alcuni punti di incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica. Forse, questo mio studio “sorprenderà” (o addirittura “infastidirà”) anche alcuni cattolici convinti che la Massoneria (o le Massonerie), soprattutto quella “regolare” e “tradizionale” di area anglossasone, sia un’Isti¬tuzione di solidarietà e filantropia estranea alla magia e al satani-smo. A mio avviso, la ricerca e l’esame accurati di testi massonici provano che la Massoneria (e le Massonerie) sia intrinsecamente dotata di un “quid” che la rende connaturalmente adatta a coltivare simpatie e interessi per l’esoterismo magico e per Lucifero, quest’ultimo inteso non necessariamente come Diavolo ma come angelo, simbolo, forza impersonale, manifestazione del Divino o addirittura come “Dio” di “Luce” e di “Bene”. Tali interessi gnosti-co–luciferini si inseriscono in modo davvero appropriato nel com-plesso rituale–simbolico–culturale della Loggia Massonica. Perso-nalmente, non ritengo credibili quei “comunicati ufficiali” di “Autori-tà Massoniche” che (ovviamente) minimizzano e definiscono mar-ginali quei gruppi massonici o quei Massoni dediti più esplicita-mente ad interessi magici.
Da circa 3 secoli la Massoneria moderna si dichiara compatibile con la fede cattolica, tuttavia, la Santa Sede (nel corso di circa tre secoli) ha più volte verificato la incompatibilità tra Loggia e Chiesa e ciò proprio sulla base dell’analisi di documenti massonici (cate-chismi, statuti, rituali...). Pertanto, la Massoneria non può preten-dere di godere della medesima credibilità che invece la Santa Se-de riconosce ad altre Istituzioni o Associazioni.
Si consideri che, all’interno della Loggia Massonica, il clima illumini-stico–esoterico di “tolleranza dogmatica”,“libertà di coscienza” e “segre-tezza” (o “riservatezza”), permette, anzi facilita e spinge il massone al libero “sfogo” di passioni esoteriche che possono divenire incontrollabili e inverificabili agli occhi di qualsiasi “Autorità Massonica”, la quale non può vietare ad alcun massone di vedere nel GADU il volto di LUCIFERO inteso come “angelo”, “Dio” o “simbolo” di “Luce”.
Pertanto, ritengo che uno studio seriamente critico del fenome-no Massoneria non può accogliere come “oro colato” quei “comu-nicati ufficiali” di Massoni che cercano ad ogni costo di scagionare la Massoneria dalle accuse di magia e satanismo.
Concludo questo mio modesto scritto, esortando a pregare per-ché i Cattolici non si lascino abbagliare dai miraggi della “Luce Massonica” e seguano invece la Vera Luce dispensata integral-mente dalla Chiesa Cattolica Romana, Vera Maestra di Umanità costituita dal Nostro Signore Gesù Cristo, il Dio fatto uomo nel santissimo Tabernacolo del grembo dell’Immacolata Mediatrice e Corredentrice.
Note:
Sigle di alcuni importanti Ordini massonici (italiani ed esteri) e termini massonici (in lingua italica).
GLDF = Grande Loge de France.
GLDI = Gran Loggia d’Italia–Piazza del Gesù–Palazzo Vitelleschi.
GGLL= Grandi Logge.
GLNF = Grande Loge Nationale Française.
GLvÖ = GrossLoge von Österreich.
GLRI = Gran Loggia Regolare d’Italia.
GLSA = Gran Loggia Svizzera Alpina.
GM = Gran Maestro (presiede una Grande Loggia o Grande Oriente).
GOB = Grande Oriente do Brasil.
GODF = Grand Orient de France.
GOI = Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani.
MM = Maestro Massone o Maestro Muratore, o Maestro Libero Muratore.
MV = Maestro Venerabile (presiede una Loggia).
RER = Rite Ecossais Rectifié (Rito Scozzese Rettificato: in Francia, Svizzera, Scandinavia, England).
RSAA = Rito Scozzese Antico Accettato (è in tutto il mondo. Il Supremo Consiglio Madre RSAA è in USA).
SGC = Sovrano Gran Commendatore (presiede il Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado RSAA).
1° Sorv. = 1° Sorvegliante di Loggia.
2° Sorv. = 2° Sorvegliante di Loggia.
UGLE = United Grand Lodge of England (Gran Loggia Unita d’Inghilterra).
VGLvD = Vereinigte Grosslogen von Deutschland (Grandi Logge Unite di Germania).
P. SIANO, San Massimiliano M. Kolbe e la Massoneria, estratto della tesi di dot-torato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana – Roma, Casa Mariana Editrice, Frigento 2003. Citerò il mio lavoro con il mio cognome e il numero di pagina. La mia analisi sulla Massoneria è basata sullo studio diretto di testi massonici che sono riuscito a reperire (Costituzioni, rituali, dizionari, riviste, manuali...).
Ho presentato una sintesi storica della Massoneria dalle origini settecentesche al primo Novecento: P. SIANO, San Massimiliano Kolbe e la Libera Muratoria, in Immaculata Mediatrix, Rivista internazionale di teologia mariana, Istituto Teologi-co «Immacolata Mediatrice», N°2/2001, Castelpetroso, pp. 99–107.
Cf. P. SIANO, pp. 142–143.
Cf. Antichi Doveri, art. I, in J. ANDERSON, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, trad. di Giordano Gamberini, Bastogi Editrice, Foggia 1991, p. 92.
Cf. G. DI BERNARDO, Filosofia della massoneria. L’immagine massonica dell’uomo, Marsilio Editori, Venezia 1996 [19871], pp. 51, 74.
Cf. R. PETER, Freemasonry and Natural Religion, in Freemasonry Today, N° 12, Spring 2000, pp. 40–42.
Ecco il testo: «Let a man’s religion or mode of worship be what it may, he is not excluded from the order, provided he believe in the glorious architect of heaven and earth and practice the sacred duty of morality [...]. Masons [...] they are taught [...] to strive, by the purity of their own conduct the superior excellence of the faith they may profess. Thus masonry is the centre of union between good men and true, and the happy means of conciliating friendship amongst those who must otherwise have remained at a perpetual distance» (The Charges of a Free Mason, I, in UGLE, Constitutions of the Antient Fraternity of the Free and Ac-cepted Masons, Freemasons’ Hall, London 2001, p. 137).
Antichi Doveri, art. VI, 2, in J. ANDERSON, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, p. 92.
«[...] we being only, as masons, of the universal religion above–mentioned» (cf. The Charges of a Free Mason, VI, 2, in UGLE, Constitutions, 2001, p. 143).
The Old Charges VI,1, in J. ANDERSON, The New Book of Constitutions, Ward and Chandler, London 1738, pp. 146–147.
Cf. The Old Charges I, in J. ANDERSON, The New Book of Constitutions, 1738, pp. 143–144.
Cf. G. DI BERNARDO, Bioetica. Una fondazione filosofica, in De Hominis Dignitate, Rivista di Cultura Massonica, Anno I, N° 2 – Gennaio 2002, Gran Loggia Regolare d’Italia, Roma, pp. 11–18. In particolare, pp. 14–17.
Cf. G. DI BERNARDO, La ricostruzione del Tempio. Il progetto massonico per una nuova utopia, Marsilio Editori, Venezia 1996, pp. 50–51.
Cf. ivi, p. 92.
F. VENZI, Mito, Massoneria, Fascismo. Saggi sulla Massoneria, Mirandoliana, Roma 2001, p. 15.
Cf. H.C. CLAUSEN 33° (Sovereign Grand Commander), Clausen’s Commenta-ries on Morals and Dogma, Supreme Council 33°, Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, Southern Jurisdiction, Washington D.C. [USA] 1978, edizio-ne italiana a cura di Grande Oriente d’Italia – Supremo Consiglio del Rito Scoz-zese Antico e Accettato, Giurisdizione Massonica d’Italia, pp. 59–62,183–191; cf. E. BONVICINI 33°, I gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1996, pp. 211–213,220–235; E. SCIUBBA 33°, L’Eco, in L’Incontro delle genti, rivista di scienze, lettere ed arte, anno XXXVIII, n. 1, Gennaio–Marzo 1998, ERA–INCONTRO, Roma, 2a pag. di copertina.
Cf. Manoscritto di Edimburgo, 1696, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi cate-chismi muratori, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, p. 53.
Cf. Manoscritto Chetwode Crawley, 1700 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi catechismi muratori, p. 55.
Cf. Manoscritto Dumphries No. 4, 1710 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi catechismi muratori, p. 79.
Cf. Manoscritto Kevan, 1714–1720, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi cate-chismi muratori, p. 60.
Cf. Manoscritto Wilkinson, 1727 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi ca-techismi muratori, p. 137.
Cf. S. PRICHARD, Masonry Dissected, pp. 11–12. Alec Mellor (massone GLNF) ha osservato che i rituali del Prichard (1730) insegnano agli storici le cerimonie massoniche di quei tempi e che, nei decenni successivi, furono di aiuto ai Maestri Venerabili di poca memoria, i quali, grazie all’opera prichardiana, potevano i-struirsi e ricordare le cerimonie inizatiche (cf. A. MELLOR, Le Rite Emulation, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, tome XIII (1ère série) Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine 1977, p. 16). Inoltre, uno storico massone della UGLE, Harry Carr (1900–1983), ha sottolineato che molto di ciò che è scritto nel Masonry Dissected di Prichard è ancora contenuto nei rituali massonici contemporanei (cf. H. CARR, Harry Carr’s world of Freema-sonry, Lewis Masonic, Shepperton [England] 1985, pp. 105–144).
Cf. S. PRICHARD, Masonry Dissected, J. Wilford, London 1730, pp. 11–12.
Cf. J. A. FERRER BENIMELI, Les Archives Secrètes du Vatican et de la Franc–Maçonnerie, Dervy–Livres, Paris 1989, pp. 46–48.
Cf. ivi, p. 48.
Cf. F. SMYTH, Penalties in the Obligations, in H. CARR, The Freemason at work, Lewis Masonic, Runnymede [England] 1992, p. 37.
Cf. ivi, p. 38.
Cf. F. SMYTH, Penalties in the Obligations, p. 41.
UGLE, Freemasonry and Religion, 1987, in J. HAMILL, History of English Free-masonry, Lewis Masonic, Addlestone [England] 1994, p. 164.
Cf. J. P. SCHNETZLER, Les pénalités dans les serments maçonniques, aspects historiques, symboliques et subtils, in Travaux de la Loge nationale de recher-ches Villard de Honnecourt, N° 24 (2e série), 1er semestre, Grande Loge Natio-nale Française, Neuilly–sur–Seine 1992, pp. 19–50.
E. LAUDICINA, Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, p. 168. Al Terzo Grado (secondo la tradizionale ritualità Emulation) , il massone, giura solennemente di non rivelare i segreti del grado, di esser fedele alla Massoneria, di sostenere e difendere i Maestri Liberi Muratori in difficoltà, ecc.: «[...] Tutti questi articoli giuro solennemente di osservare, senza pretesto, equivoco o riserva mentale di sorta, sotto pena, quand’io ne violassi alcuno di questo, di essere tagliato in due, il mio corpo bruciato e incenerito e quelle ceneri sparse sopra la faccia della terra e disperse ai quattro venti cardinali del cielo af-finché nessuna traccia o ricordo di un così vile e miserabile non si possa più tro-vare tra gli uomini, in particolare tra i Maestri Liberi Muratori. Che l’Altissimo mi aiuti e mi tenga saldo nel mantenere questo mio Solenne Giuramento che ho fat-to come un Maestro Libero Muratore» (GRANDE ORIENTE D’ITALIA – PALAZZO GIU-STINIANI, Emulation Ritual come dimostrato dalla “Emulation Lodge of Improve-ment”, Presentazione e traduzione di Gualberto Ranieri, Edizioni Erasmo, Roma 20042 [19761], p. 115).
Cf. Rituale del Supremo Consiglio dei XXXIII, Supremo Consiglio dei XXXIII per la Giurisdizione Italiana e le sue colonie, Roma 1919, pp. 5,24; cf. U.G. PORCIAT-TI, Simbologia Massonica. Gradi Scozzesi, Atanòr, Roma 1981, pp. 299,306; cf. S. FARINA, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Ro-ma 1946, pp. 455, 459; cf. IDEM, Rituali dei Lavori del Rito Scozzese Antico e Ac-cettato, Arktos, Carmagnola 1992, pp. 213,215–216; cf. E. BONVICINI, I gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1996, p. 258.
Idea esplicitamente espressa in Rituale del Supremo Consiglio dei XXXIII, 1919, p. 24; cf. S. FARINA, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accetta-to, p. 459; cf. IDEM, Rituali dei Lavori del Rito Scozzese Antico e Accettato, p. 216. Luigi Sessa 33° (GOI–RSAA) ha scritto che il rituale del 33° grado RSAA approvato da Ettore Ferrari 33° SGC, ed entrato in vigore nel 1919, «è tuttora vi-gente» (L. SESSA, I Sovrani Gran Commendatori e breve storia del Supremo Con-siglio d’Italia del Rito Scozzese Antico e Accettato Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2004, pp. 66, 189).
P. SIANO, pp. 142–146, 150–153.
Cf. Quinto Seminario R.S.A.A. – “I colori della Massoneria Scozzese e la Gran-de Opera”, in Tempio Scozzese, Collana RSAA – Nuova Serie, Bollettino seme-strale a cura del Supremo Consiglio del RSAA (Palazzo Giustiniani) anno III n° 5 – gennaio–giugno 1992, pp. 32–44; cf. Luglio Scozzese, Tempio Scozzese, Col-lana RSAA – Nuova Serie, Bollettino Semestrale a cura del Supremo Consiglio del RSAA (Palazzo Giustiniani), anno VII, n° 14 – luglio–dicembre 1996, p. 27.
Cf. F. DI PALMA, Il Rito Scozzese e i suoi rituali, in Logos, N° 2/2001, Ispettorato Regionale Lazio RSAA, Roma, p. 12–13.
Cf. G. DI BERNARDO, La ricostruzione del Tempio. Il progetto massonico per una nuova utopia, Marsilio Editori, Venezia 1996, pp. 42–43.
Cf. ivi, pp. 12, 71–94.
Cf. A Defence of Masonry [1730], in J. ANDERSON, The New Book of Constitu-tions of the Antient and Honourable Fraternity of Free and Accepted Masons, C. Ward and R. Chandler, London 1738, p. 221.
Cf. C. R. MANASSEH, The Mysticism of the Royal Arch, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper n. 103, vol. IV, London, s.d., pp. 3–14; cf. K. MACKENZIE, Royal Masonic Encyclopaedia [1877], The Aquarian Pess, Welling-borough [England] 1987, art. Kabbalah, pp. 407, 412.
Cf. G. SCHOLEM, La Cabala, Edizioni Mediterranee, Roma 1992, pp. 16–29, 371–372, 375–378.
Cf. H. CARR, The Freemason at work, pp. 16–18.
I due cherubini che reggono lo stemma della United Grand Lodge of England del 1813 hanno volto e seno femminili. Invece, con la nuova versione del mede-simo stemma (1919) – quella ancora in vigore – i due cherubini accanto allo scu-do hanno solo volto e capelli femminili (cf. W.K. MAC NULTY, Freemasonry. A Journey through Ritual and Symbol, Thames and Hudson, London 1997, p. 71).
Cf. C. F. W. DYER, Symbolism in Craft Freemasonry, Lewis Masonic – Ian Allan Regalia, Shepperton [England] 1991 [19761], pp. 50–57.
Cf. R. W. Frater F. M. RICKARD, 9°, Objects and Aims of the Society, in Trans-actions of the Metropolitan College – Societas Rosicruciana In Anglia, F. M. Rickard, London 1933, pp. 44–48. Il Colonnello Rickard – 9° ed ultimo grado della S.R.I.A. – afferma che la Cabala ebraica è «one of the principle keys, not merely to the sacred writings, but also of other sources of knowledge» (op. cit., p. 48). L’autore, pur disprezzando la magia nera, presenta – a suo dire – la vera scienza magica («Magic science») come scienza che permette l’accesso alla conoscenza della natura dell’uomo interiore, e sapienza arcana che svela l’intima costituzione di ogni realtà, dunque della Natura visibile e invisibile (cf. op. cit., p. 49).
Cf. D. BROOK, IV°, The Zelator Certificate, in Transactions of the Metropolitan Col-lege – Societas Rosicruciana In Anglia, C. W. Cresswell, London 1992, pp. 12–21. Il cuore sapienziale della SRIA è costituito dalla Cabala ebraica: cf. N. HACKNEY, 9°, Rosicrucianism and the Qabalah, in Transactions of the Metropolitan College – So-cietas Rosicruciana In Anglia, C. W. Cresswell, London 1970, pp. 7–9.
Cf. C. G. NICHOLAS, Light in Freemasonry, in Transactions of the Dormer Ma-sonic Study Circle, Paper n. 130, vol. V, London, s.d., p. 9; cf. H. HORMASJEE KASED, The Tree of Life and the Mystical Ladder in Ancient Religions and Myster-ies, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper n. 112, vol. IV, London, s.d., pp. 3–15; cf. G. F. SMITH, The Vault, in Transactions of the Masonic Study Society, H. R. A. Section, vol. II, London 1968–1969, pp. 13–24; cf. IDEM, The Third Degree and Holy Royal Arch, in Transactions of the Masonic Study So-ciety, vol. IV, London 1973–1974–1975, p. 12; cf. R. E. PIKE, The Connection be-tween the Craft and the H. R. A., in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIII, London 1991, pp. 85–103. Pike, membro del Royal Arch, scrive che la Cabala ebraica fu trasmessa da Mosè ed è arrivata fino alla Massoneria. Mosè, a sua volta, ricevette la Cabala dai saggi Egiziani nei cui misteri era stato iniziato (cf. ivi, p. 93).
Cf. A. COGHLAN, The Symbol of the Cross and the Qabalah in the Temple of the Holy Spirit, in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIX, London 1997, pp. 5–9.
Cf. J. PATERNOSTER, The Qabalistic Portents of Grand Lodge, in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIX, London 1997, pp. 16–24. L’interesse di Paternoster per la Cabala ebraica e l’astrologia non è puramente accademico, bensì si rivela come una vera e propria fede o credenza.
Cf. J. PATERNOSTER, The Word and the Stone (Part I), in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXVI, London 1994, pp. 5–10; cf. IDEM, The Word and the Stone (Part II), in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXVI, London 1994, pp. 11–16.
Cf. J. CHABOSEAU, L’Alchimie et ses rapports avec la Franc–Maçonnerie Ecos-saise, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N° 21 (2e série), 2e sémestre 1990, Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine, pp. 161–185. Chaboseau raccomanda la lettura del libro Le symbolisme hermétique dans ses rapports avec l‘alchimie et la Franc–Maçonnerie, scritto da Oswald Wirth che Chaboseau definisce «éminent Maçon et fervent adepte de la voie alchimique» (op. cit., p. 164).
Cf. S. THEAKSTON, Le Rite Ecossais Ancien et Accepté, in Travaux de Villard de Honnecourt, Tome XIII (1e série), Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine 1977, pp. 35–41. Theakston si dichiara membro della GLNF e del Suprême Conseil REAA pour la France (cf. op. cit., p. 40). Dal 1963–64, il REAA (in Fran-cia) è stato riorganizzato, regolarizzato e così è stato diffuso anche tra i Maestri Massoni della GLNF (cf. op. cit., pp. 39–40).
Cf. F. BARDOT, Le Rite Ecossais Ancien et Accepté dans ses rapports avec le Néoplatonisme, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honne-court, N° 40 (2e série), Grande Loge Nationale Française, Paris 1999, pp. 18–19, 31. L’intero articolo è a pp. 17–33.
Cf. G. RAFFI, Prefazione, in M. BIANCA – N. M. DI LUCA (a cura di), Le radici eso-teriche della Massoneria. L’arca vivente dei simboli, Atanòr editrice, Roma 2001, p. 9. Citerò questo libro solo con il titolo Le radici esoteriche della Massoneria.
Cf. N. M. DI LUCA, L’opzione occultistica e magica nell’esoterismo massonico, in Le radici esoteriche della Massoneria, p. 190. L’intero articolo è a pp. 189–207.
Cf. ivi, p. 199.
Ibidem.
Cf. ivi, p. 201.
Cf. Atanòr – Catalogo 1999, Roma, p. 37; cf. Atanòr – Catalogo 1999/2000, Roma, p. 37; cf. Atanòr – Catalogo 2001, Roma, p. 52; cf. Atanòr – Catalogo 2003, Roma, pp. 51–60.
Atanòr – Catalogo 1999, p. 39; Atanòr – Catalogo 1999/2000, p. 39; Atanòr – Catalogo 2001, p. 53; Atanòr – Catalogo 2003, p. 53.
Cf O. WIRTH, I misteri dell’arte reale, Atanòr Editrice, Roma 1996, pp. 11–16. Al-tro elogio wirthiano al Serpente della Genesi è in O. WIRTH, La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti. vol. II. Il Compagno, Atanòr, Roma 1992, pp. 63–65.
Cf. P. SIANO, pp. 110–121, 149–150, 153.
U. BACCI, Il Libro del Massone Italiano, vol. I, Roma, nel Solstizio d’Estate dell’Anno della Luce 0009081 [19081], Edizione riservata ai Liberi Muratori, p. 250; IDEM, Il Libro del Massone Italiano, (volume unico), Editrice Vita Nova, Roma, nel Solstizio d’Estate nell’Anno della Luce 0009222 [19222], Edizione riservata ai Massoni, p. 134; A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, Hermes Edizioni, Roma 2000, p. 49.
A. CORONA, Equinozio d’Autunno, in Hiram, organo del Grande Oriente d’Italia–Palazzo Giustiniani, n. 5–6, ottobre–dicembre 1985, Roma, p. 134; A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, pp. 49, 55; R. CHISSOTTI [GOI], Moderno Dizionario Massonico, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, art. Morte mistica, p. 366.
N. D’ANGLAR, La palingenesi conseguita attraverso la morte mistica, idea cen-trale dei Misteri Massonici, in Lumen Vitæ [Rivista del GOI, 1954–1959], anno I, n. 7, luglio 1954, Roma, p. 20 (18–24); A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, pp. 49–53; L. SESSA [GOI], I simboli massonici. Storia ed evoluzione, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, p. 120, nota n. 214; E. LAUDICINA [GLDI], Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, p. 71; G. RAFFI [GOI], Il diritto alla felicità, in Hiram – Rivista del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, N° 2/2003, Soc. Era-smo, Roma, p. 14.
MASSONERIA ITALIANA – GRANDE ORIENTE D’ITALIA – PALAZZO GIUSTINIANI (a cura di), Quaderni di Simbologia Muratoria, Quaderno N° 3 – Il Gabinetto di Riflessio-ne, [Roma 1977], p. 36 (40–42); V. SERINO [GOI], I viaggiatori del Tempio: simboli e ritualità della loggia massonica, in M. L. BIANCA (a cura di), Il Tempio. I luoghi del sacro, Atanòr Editrice, Roma 1999, p. 139; E. LAUDICINA [GLDI], Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, p. 203.
Cf. J. P. BAYARD, Le symbolisme maçonnique traditionnel. Tome I. Les loges bleues, Edimaf, Paris 19875, p. 241.
A. CORONA [GOI], Equinozio d’Autunno, in Hiram, organo del Grande Oriente d’Italia–Palazzo Giustiniani, n. 5–6, ottobre–dicembre 1985, Roma, p. 134.
Cf. H. SCHULER, Mozart und die Freimaurerei, Noetzal Verlag, Wilhelmshaven [Deutschland] 1992, pp. 39–40, 42–43. Heinz Schuler è membro della loggia Qua-tuor Coronati di Bayreuth e di quella omonima di Vienna (ivi, 4a pag. di copertina). Sul Gabinetto di Riflessione nella Massoneria austriaca settecentesca: cf. H. J. IR-MEN, Mozart: Mitglied geheimer Gesellschaften, Prisca, Zülpich 19912, p. 97.
Cf. A. LEHNER [VGLvD], Die Dunkle Kammer, in Tau, Zeitschrift der Forschun-gsloge Quatuor Coronati Nr. 808 [Vereinigte Grossloge von Deutschland], Ba-yreuth [Deutschland], Nr. II/1990, pp. 86–91.
Cf. N. ASLAN [GOB], Grande Dicionário Enciclopédico de Maçonaria e Simbo-logia, vol. I (A–D), Editora Artenova s.a., Benfica – Rio [Brasil] 1974, art. Câma-ra das Reflexões, pp. 198–200. Il Gabinetto di Riflessione rappresenta «o cen-tro da terra» (ivi, p. 198); W. ALMEIDA DE CARVALHO [GOB], O Rito de iniciaçao: uma abordagem antropológica, in Pietre–Stones Review of Freemasonry, in http://www.freemasons–freemasonry.com/1carvalho.html, 7 pagine A4, p. 4, sito internet da me visitato il 01 ottobre 2003. Il Webmaster di quella rivista te-lematica è il MV Bruno Virgilio Gazzo (GLRI).
J. P. SCHNETZLER [GLNF], La Franc–Maçonnerie comme voie spirituelle de l’Artisan au Grand Architecte, Editions Dervy, Paris 1999, p. 112; cf. J. TOURNIAC [GLNF], Symbolisme Maçonnique et Tradition Chrétienne, Dervy–Livres, Paris 1965, pp. 81–83.
Circa il carattere sacrificale (sacrificio umano simbolico) della Cerimonia di Ele-vazione al Terzo Grado di Maestro Massone (o Maestro Libero Muratore, o Mae-stro Muratore), circa l’equazione Maestro Muratore=vittima sacrificale di un omi-cidio o sacrificio umano (e il ruolo omicida–sacrificatore delle 3 Luci di Loggia) fornisco solo alcune testimonianze massoniche, indicando tra parentesi quadra la sigla dell’Obbedianza massonica a cui appartiene ciascun autore: J.S.M. WARD [UGLE], Who was Hiram Abiff?, The Baskerville Press Ltd, London 1925, pp. VII, 3, 236–240 [riedito nel 1974 da Lewis Masonic, Shepperton – England]; A. PA-NAINO [GOI], La Centralità della Parola tra Rito e Pensiero, in M. BIANCA – A. CAL-DERISI (a cura di), La Massoneria e l’uomo. Incontri culturali della Gran Loggia del 2001, Editrice Atanòr, Roma 2002, pp. 159–160; M. GRAZIANI [GLRI], Massoneria Emulation, Le Luci Editrice, Latina 2001, pp. 73–77; B. E. JONES [UGLE], Guida e compendio per i Liberi Muratori, Atanòr Editrice, Roma 1995 [Harrap Ltd, London 19501], pp. 319–320, 326–327; J. TRESCASES [GLNF], La symbolique de la mort ou herméneutique de la resurrection, Guy Trédaniel Editeur, Paris 1998 [Editions de la Maisnie, 19831], pp. 73, 77, 79–109; R. BERTEAUX, La symbolique au grade de Maître, Editions Maçonniques de France, [Paris] 2002, pp. 60,70–71. [Le EDI-MAF hanno la loro sede a Parigi, in rue de Cadet 16, proprio dove è la sede del Grand Orient de France]; H. BANKL [GLvÖ], Hiram. Biblisches – Sagenhaftes – Historisches, Edition zum rauhen Stein/Studien Verlag, Innsbruck–Wien–München 2000 [Eichstätt 19921], pp. 103, 111–114. R. DOSCH [VGLvD], Deutsche Freimaurer Lexikon, Die Bauhütte Verlag, Bonn 1999, art. Hiram, p. 13; cf. anche ibidem, art. Bauopfer, p. 46; E. LENNHOFF [GLvÖ] – O. POSNER, Internationales Freimaurerlexikon, Amalthea Verlag, Wien–München 1980 [ristampa anastatica del 19321], art. Bauopfer, col. 135, art. Hiram, col. 700.
Cf. W. A. RALPH, The Initiation, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 122, vol. V, London, s.d., p. 17. L’ intera relazione è di pp. 10–18.
Cf. (Anonimo), The True Freemasonry: Exoteric and Esoteric (Part 2), in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 13, vol. I, London, s.d., pp. 6–8.
Cf. op. cit., pp. 9–10.
Cf. J. R. CLELAND, Freemasonry and Catholicity, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 61, vol. III, London, s.d., pp. 4–6.
Cf. ivi, pp. 12–14.
Cf. J. R.CLELAND, The Ceremony of Raising, in Transactions of the Dormer Ma-sonic Study Circle, Paper N° 35, vol. II, London, s.d., p. 4.
Cf. ivi, p. 7.
Cf. B. E. JONES, Guida e compendio per i Liberi Muratori, pp. 318–319. Cir-ca la possibile interpretazione cristiana del mito di Hiram Abif (in particolare per i Massoni cristiani): cf. T. CURTON, Hiram Abiff. Who was he?, in Freema-sonry Today. The Magazine for everyone interested in Freemasonry, Issue 9, Summer 1999, Bury St. Edmunds [England], pp. 29–30. L’intero articolo di Tobias Churton è a pp. 28–30.
Segnalo che alcuni noti ecclesastici (padre Giovanni Caprile S.J., mons. Pier Carlo Landucci, Card. Gagnon) hanno asserito (sulla base di esperienze perso-nali e pastorali) il coinvolgimento di massoni in profanazioni di Ostie consacrate. Il Card. Gagnon ha addirittura affermato che ci sono logge massoniche coinvolte in Messe Nere. Così anche don Gabriele Amorth (noto esorcista italiano) ha affer-mato che gruppi massonici sono dediti al satanismo e commissionano furti di O-stie consacrate (cf. G. CAPRILE S.I., La massoneria di fronte alla persona e al mes-saggio di Gesù, in La Civiltà Cattolica, vol. 108 [1957] III, p. 476; cf. P. C. LAN-DUCCI, Cento problemi di fede, Postulazione della Causa di Canonizzazione, Ro-ma 20037 [19531], p. 237; cf. Bro. C. MADDEN OFM CONV., Why Was Saint Maxi-milian Opposed To Freemasonry, in AA. VV., Kolbe: Saint of the Immaculate, Edi-ted by Bro. Francis M. Kalvelage F.I., Academy of the Immaculate – Franciscan of the Immaculate, New Bedford [MA – USA] 2001, pp. 240–241; cf. G. AMORTH, intervistato da M. TOSATTI, Inchiesta sul demonio, Edizioni Piemme Religio, Casa-le Monferrato 20031, p. 57).
Cf. L. ZELDIS, The Symbolism of Stone, in Ars Quatuor Coronatorum – Transac-tions of the Quatuor Coronati Lodge N° 2076 [UGLE], vol. 106, London 1993, pp. 233–234; cf. IDEM, Masonic Symbols and Signposts, Anchor Communications, Lancaster – USA, 2003, pp. 20–21.
Cf. R. BERTEAUX, La symbolique au grade de Maître, Editions Maçonniques de France, [Paris] 2002, p. 60.
Ivi, p. 70.
Cf. ivi, p. 71.
Cf. ivi, pp. 75–78. Berteaux spiega che il tema della discesa agli ìnferi («descente aux enfers»), ossia ciò che gli alchimisti chiamavano opera al nero («ce que les al-chimistes denommaient “Oeuvre au noir”») è uno degli aspetti più importanti dell’iniziazione («un des aspects les plus importants de l’initiation») a cui si è sot-toposto anche Cristo, scendendo negli ìnferi (cf. ivi, p. 76).
Cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, Dervy–Livres, Paris 19782 [19691], pp. 117–143; cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, Postface de Roland Bermann, Editions Dervy, Pa-ris 20003, pp. 117–143; cf. J. TOURNIAC, Etude sur la figure du labyrinthe, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N° 47 (2e série), année 2001, Grande Loge Nationale Française, Paris, pp. 15–47.
Cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, pp. 118–119, 122–127, 130–134, 138–141; cf. IDEM, Etude sur la figure du labyrinthe, pp. 17–18, 22–27, 31–36, 42–45.
Cf. R. BERMANN, Postface, in J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, 20033, p. 294.
R. BERMANN, op. cit., p. 295.
Cf. J. TOURNIAC, Symbolisme maçonnique et tradition chrétienne. Un itinéraire spirituel au Christ?, Dervy–Livres, Paris 19651, pp. 45–47. In queste pagine sopra citate, Tourniac spiega che i corrispettivi segni rituali (gola–cuore–ventre) dei 3 gradi massonici inglesi Emulation sono collegati a segni astrologici ed esprimono la discesa agli ìnferi e la ascesa spirituale mèta–cosmica e macro–cosmica. Al 3° grado, i Massoni sperimentano «une “mise au tombeau”» (essere messi nel se-polcro) e quindi «une resurrection dans le corps de “Maître Hiram”» (ivi, p. 115).
Cf. R. DOSCH, Deutsche Freimaurer Lexikon, Die Bauhütte Verlag, Bonn 1999, art. Hiram, p. 13; cf. anche ibidem, art. Bauopfer, p. 46. Il Tempio di Salomone è, per i Massoni, il simbolo del Tempio dell’Umanità da costruire. I Massoni lavorano a realizzare questo Tempio. Gli uomini stessi sono le pietre di questo Tempio (cf. ibi-dem, art. Der Salomonischer Temple in der Freimaurerei, pp. 247–248).
Cf. K. HORNEFFER, Der Meistergrad, Die Bauhütte Verlag, Bonn, s.d. (ma non prima del 1992), pp. 5, 9, 11–12.
Cf. P. SIANO, pp. 68–78, 80–108, 132, 138, 147–148.
B. E. JONES, Freemasons’ Guide and Compendium, George G. Harrap Ltd, London 1951, pp. 267–268,359,373.
Sul concetto di Maestro Massone = «porte–lumière» o «Lucifer» prima della ca-duta dal Cielo: cf. G. DE SORVAL, Introduction à l’étude du language symbolique du blason, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N°3 – 2e semetre 1981, Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine, p. 25.
Rituale Emulation, S&C srl, Roma 1999, p. 143.
http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1890
6.2. Nella Massoneria francese
Circa il 18° grado del Rite Ecossais Ancien et Accepté, Rose–Croix, che richiama il sacrificio del Cristo, Alec Mellor [GLNF] scrive che quel grado ha origine ermetistico–alchemica e in esso l’eterodossia cristiana si coniuga ad una «bellezza emozionante» .
Jean Tourniac (GLNF) assimila la simbolica e massonica «de-scente aux enfers» (del candidato al 1° grado massonico) alla disce-sa agli inferi del Cristo e a quella narrata da Dante Alighieri nella Divi-na Commedia, nonché all’esperienza dell’alchemica fase al nero .
Jean Tourniac racconta di essere anche membro della UGLE e del 18° grado Rose–Croix praticato in Inghilterra . Tourniac (an-che RER) afferma che il RER contiene la dottrina teosofica–teurgica del massone Jean Baptiste Willermoz (1730–1824) miran-te alla ricostruzione del Tempio primitivo, ossia alla reintegrazione dell’Uomo nello stato divino .
In un discorso tenuto nel 1976 nella Loggia Le Centre de Amis N° 1 (loggia della GLNF, praticante il RER), Tourniac ha ricordato al neo Maestro Venerabile che la loggia deve essere fedele allo spirito dei promotori del RER e al simbolismo tradizionale dei riti massonici secondo la prospettiva evidenziata da René Guénon .
In un libro sugli stati postumi (escatologici) e sulla resurrezione cristiana, Tourniac afferma la compatibilità della Chiesa Cattolica con la via iniziatica. Quest’ultima – secondo Tourniac – eleva il contenuto della fede cristiana ad un livello sovra–individuale, cioé permette la realizzazione di stati superiori dell’Essere affrancati da ogni individualità. In parole più semplici, Tourniac nega l’immorta¬lità dell’individuo considerando l’individualità come stato limitativo e negativo della perfezione umana. Tourniac sostiene invece [qua-le mèta di perfezione umana garantita dalla via iniziatica] i concetti induistici (panteistici) e guénoniani di liberazione da ogni stato e condizione limitativa–individuale, fusione–identità suprema con il Principio. La via iniziatica consente, ad un livello superiore, l’armonia dei contrari («l’harmonie des contraires») .
Nonostante la buona volontà di Jean Tourniac (massone cri-stiano di Tradizione, GLNF e RER) comprendiamo che, in realtà, la via iniziatica da lui proposta nega la fede cristiana nella resurre-zione dei corpi e nell’immortalità individuale.
Tourniac scrive che il RER contiene un esoterismo giudeo–cristiano; il RER congiunge Antico e Nuovo Testamento, Israele e Cristianesimo. Il RER è aperto a Ebrei, Cristiani (di qualunque con-fessione) ed Islamici. La Massoneria prefigura e persegue il ritorno all’Unità primordiale del genere umano. Il RER contiene la Gnosi pura ebraico–cristiana, che – secondo Tourniac – non ha nulla a che fare con gli gnosticismi eterodossi. A questa vera gnosi, preci-sa Tourniac, attinge l’insegnamento di Martinez De Pasqually, pre-sente anche nel RER .
La dottrina cabalistica zoharica della futura riconciliazione di Satana con Dio (la quale può indurre ad una pietosa e fraterna simpatia verso l’Angelo Ribelle, futuro compagno di felicità eterna) a cui gli Iniziati devono teurgicamente lavorare, è contenuta – sia pure implicitamente – nel “Traité sur la Réintégration des êtres” del mago e massone Martinez De Pasqually (1710–1774) . La dot-trina gnostica e teurgica di Martinez (o martinesismo) è assorbita dal discepolo e massone Jean Baptiste Willermoz (1730–1824), il quale la impianta nel suo celebre sistema massonico–cristiano di Alti Gradi detto Rite Ecossais Rectifié (RER), in particolare nella classe segreta della Grand Profession .
Jean François Var (GLNF e RER) illustra l’esoterismo cristiano (o, per meglio dire gnostico–magico) del RER. Il RER – fedele agli insegnamenti tradizionali di Willermoz – concepisce l’iniziazione massonica come reintegrazione dell’uomo nella condizione divina precedente la caduta. Var spiega che tale iniziazione massonica ha una efficacia ontologica («efficacité ontologique») .
Roland Bermann (GLNF e RER) illustra l’esoterismo e il simboli-smo del 4° grado del RER (Maestro Scozzese di sant’Andrea) conte-nente idee e mète alchemiche (esempio riconciliare gli opposti–contrari, spirito–materia, Cristo–Satana...) e willermoziane (reintegra-re l’uomo nel Divino, divinizzare l’iniziato) . Lo stesso massone Bermann ha scritto un libro di mariologia esoterica, con la prefazione del sopracitato Jean Tourniac. Tourniac afferma ancora il principio di unità–riconciliazione trascendente degli opposti (bianco–nero, Maria–Eva...): occorre reintegrare l’Ombra nella Luce, occorre conciliare i contrari per restaurare l’uomo nel suo stato primordiale .
Secondo Bermann, le statue di Madonne Nere racchiudono un significato esoterico, legato all’Alchimia spirituale. Quelle statue ed il loro colore Nero significano (secondo Bermann): la Grande Ma-dre, la Terra, il Centro (luogo di Tenebre, Caos, dunque rinascita), la necessaria discesa agli ìnferi (agli ìnferi scompare ogni dualità), l’Ombra con cui confrontarsi per reintegrarla in sé, la congiunzione dei contrari... .
Insomma, la presunta via mariana («la voie mariale») proposta con ammirazione dal massone Bermann è, in realtà, una via iniziati-co–esoterica (dunque impregnata di magia) aperta al demoniaco.
Il superamento esoterico di ogni dualità e la deificazione dell’uomo (reintegrazione iniziatica nella “Gerusalemme Celeste”), sono gli o-biettivi del RER, come ha già affermato Daniel Fontaine (Gran Mae-stro–Gran Priore del RER) in un discorso pubblicato nel 1985 .
Dopo questa breve panoramica sull’esoterismo cristosofico del RER, è utile fermare l’attenzione su un celebre massone del RER vissuto tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo: il conte Joseph De Maistre (1753–1821). Iniziato in una loggia di rito inglese, affi-liata alla Gran Loggia d’Inghilterra, De Maistre, cattolico convinto, entra nel “cristiano” RER e raggiunge il grado supremo della Grand Profession impregnata delle dottrine gnostiche e magico–teurgiche di Martinez De Pasqually recuperate dal massone “catto-lico” Jean Baptiste Willermoz . In una sua lettera al Duca di Brunswick (Chambery, 15 giugno 1782), il massone De Maistre spie-ga che la vera Massoneria è la conoscenza delle origini e del destino dell’uomo. La vera religione, per De Maistre, data più di 18 secoli ed iniziò quando iniziarono i giorni. Nonostante le censure ecclesiasti-che, De Maistre è fiero di appartenere alla Massoneria, e al RER in particolare. De Maistre non condivide il giudizio dei teologi sulla illicei-tà del giuramento massonico. De Maistre suggerisce al Duca di Brunswick gli scopi dei tre gradi massonici del RER. I membri del 1° grado dovrebbero lavorare ad opere di beneficenza e dedicarsi a stu-di sociali e politici; i membri del 2° grado del RER dovrebbero operare segretamente per l’unione delle chiese cristiane («la Grande Ope-ra»). A questo punto De Maistre scrive chiaramente che come un tempo un Padre della Chiesa scrisse che il mondo svegliatosi si ritro-vò improvvisamente ariano, così avverrà che i cristiani si ritroveranno improvvisamente uniti. A tal scopo dovranno lavorare «sacerdoti delle diverse comunioni» (ossia cattolici e protestanti) che saranno iniziati nella Massoneria (del RER). Infine, quelli del 3° grado RER devono dedicarsi al «cristianesimo trascendente», a ricerche erudite ed a contemplazioni mistiche .
Indubbiamente il De Maistre massone fu affascinato dall’esote¬rismo transconfessionale, antiecclesiastico, antidogmatico e gnosti-co–teurgico del RER. De Maistre fu ammesso nella Grande Profes-sion proprio da Willermoz. Sembra che, in seguito, De Maistre abbia abbandonato la Massoneria per diventare un fervido sostenitore del Papato. Al momento non ho alcun elemento per dubitare della since-rità della conversione e devozione cattolica del De Maistre. Quello che però è storicamente certo, è che la esperienza massonica di De Maistre fu oggettivamente incompatibile con la fede cattolica. Sia la Massoneria tradizionale di stampo inglese e sia la cosiddetta Masso-neria cristiana (o cattolica, ecumenica) del RER erano e sono ancora oggi (e finché resteranno tali) incompatibili con la genuina fede catto-lica. Anche l’avvocato parigino Alec Mellor, (cattolico e massone as-sai impegnato nel sostenere la conciliabilità tra Chiesa e Massoneria e la doppia appartenenza catto–massonica, nel periodo del post–Concilio Vaticano II) ha ammesso che «le christianisme transcenden-tal» di Joseph De Maistre, non era quello della Chiesa (Cattolica), bensì quello di J.B. Willermoz .
Conclusioni
Ho cercato di esporre, in modo piuttosto sintetico, alcuni punti di incompatibilità tra Massoneria e Chiesa Cattolica. Forse, questo mio studio “sorprenderà” (o addirittura “infastidirà”) anche alcuni cattolici convinti che la Massoneria (o le Massonerie), soprattutto quella “regolare” e “tradizionale” di area anglossasone, sia un’Isti¬tuzione di solidarietà e filantropia estranea alla magia e al satani-smo. A mio avviso, la ricerca e l’esame accurati di testi massonici provano che la Massoneria (e le Massonerie) sia intrinsecamente dotata di un “quid” che la rende connaturalmente adatta a coltivare simpatie e interessi per l’esoterismo magico e per Lucifero, quest’ultimo inteso non necessariamente come Diavolo ma come angelo, simbolo, forza impersonale, manifestazione del Divino o addirittura come “Dio” di “Luce” e di “Bene”. Tali interessi gnosti-co–luciferini si inseriscono in modo davvero appropriato nel com-plesso rituale–simbolico–culturale della Loggia Massonica. Perso-nalmente, non ritengo credibili quei “comunicati ufficiali” di “Autori-tà Massoniche” che (ovviamente) minimizzano e definiscono mar-ginali quei gruppi massonici o quei Massoni dediti più esplicita-mente ad interessi magici.
Da circa 3 secoli la Massoneria moderna si dichiara compatibile con la fede cattolica, tuttavia, la Santa Sede (nel corso di circa tre secoli) ha più volte verificato la incompatibilità tra Loggia e Chiesa e ciò proprio sulla base dell’analisi di documenti massonici (cate-chismi, statuti, rituali...). Pertanto, la Massoneria non può preten-dere di godere della medesima credibilità che invece la Santa Se-de riconosce ad altre Istituzioni o Associazioni.
Si consideri che, all’interno della Loggia Massonica, il clima illumini-stico–esoterico di “tolleranza dogmatica”,“libertà di coscienza” e “segre-tezza” (o “riservatezza”), permette, anzi facilita e spinge il massone al libero “sfogo” di passioni esoteriche che possono divenire incontrollabili e inverificabili agli occhi di qualsiasi “Autorità Massonica”, la quale non può vietare ad alcun massone di vedere nel GADU il volto di LUCIFERO inteso come “angelo”, “Dio” o “simbolo” di “Luce”.
Pertanto, ritengo che uno studio seriamente critico del fenome-no Massoneria non può accogliere come “oro colato” quei “comu-nicati ufficiali” di Massoni che cercano ad ogni costo di scagionare la Massoneria dalle accuse di magia e satanismo.
Concludo questo mio modesto scritto, esortando a pregare per-ché i Cattolici non si lascino abbagliare dai miraggi della “Luce Massonica” e seguano invece la Vera Luce dispensata integral-mente dalla Chiesa Cattolica Romana, Vera Maestra di Umanità costituita dal Nostro Signore Gesù Cristo, il Dio fatto uomo nel santissimo Tabernacolo del grembo dell’Immacolata Mediatrice e Corredentrice.
Note:
Sigle di alcuni importanti Ordini massonici (italiani ed esteri) e termini massonici (in lingua italica).
GLDF = Grande Loge de France.
GLDI = Gran Loggia d’Italia–Piazza del Gesù–Palazzo Vitelleschi.
GGLL= Grandi Logge.
GLNF = Grande Loge Nationale Française.
GLvÖ = GrossLoge von Österreich.
GLRI = Gran Loggia Regolare d’Italia.
GLSA = Gran Loggia Svizzera Alpina.
GM = Gran Maestro (presiede una Grande Loggia o Grande Oriente).
GOB = Grande Oriente do Brasil.
GODF = Grand Orient de France.
GOI = Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani.
MM = Maestro Massone o Maestro Muratore, o Maestro Libero Muratore.
MV = Maestro Venerabile (presiede una Loggia).
RER = Rite Ecossais Rectifié (Rito Scozzese Rettificato: in Francia, Svizzera, Scandinavia, England).
RSAA = Rito Scozzese Antico Accettato (è in tutto il mondo. Il Supremo Consiglio Madre RSAA è in USA).
SGC = Sovrano Gran Commendatore (presiede il Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado RSAA).
1° Sorv. = 1° Sorvegliante di Loggia.
2° Sorv. = 2° Sorvegliante di Loggia.
UGLE = United Grand Lodge of England (Gran Loggia Unita d’Inghilterra).
VGLvD = Vereinigte Grosslogen von Deutschland (Grandi Logge Unite di Germania).
P. SIANO, San Massimiliano M. Kolbe e la Massoneria, estratto della tesi di dot-torato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana – Roma, Casa Mariana Editrice, Frigento 2003. Citerò il mio lavoro con il mio cognome e il numero di pagina. La mia analisi sulla Massoneria è basata sullo studio diretto di testi massonici che sono riuscito a reperire (Costituzioni, rituali, dizionari, riviste, manuali...).
Ho presentato una sintesi storica della Massoneria dalle origini settecentesche al primo Novecento: P. SIANO, San Massimiliano Kolbe e la Libera Muratoria, in Immaculata Mediatrix, Rivista internazionale di teologia mariana, Istituto Teologi-co «Immacolata Mediatrice», N°2/2001, Castelpetroso, pp. 99–107.
Cf. P. SIANO, pp. 142–143.
Cf. Antichi Doveri, art. I, in J. ANDERSON, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, trad. di Giordano Gamberini, Bastogi Editrice, Foggia 1991, p. 92.
Cf. G. DI BERNARDO, Filosofia della massoneria. L’immagine massonica dell’uomo, Marsilio Editori, Venezia 1996 [19871], pp. 51, 74.
Cf. R. PETER, Freemasonry and Natural Religion, in Freemasonry Today, N° 12, Spring 2000, pp. 40–42.
Ecco il testo: «Let a man’s religion or mode of worship be what it may, he is not excluded from the order, provided he believe in the glorious architect of heaven and earth and practice the sacred duty of morality [...]. Masons [...] they are taught [...] to strive, by the purity of their own conduct the superior excellence of the faith they may profess. Thus masonry is the centre of union between good men and true, and the happy means of conciliating friendship amongst those who must otherwise have remained at a perpetual distance» (The Charges of a Free Mason, I, in UGLE, Constitutions of the Antient Fraternity of the Free and Ac-cepted Masons, Freemasons’ Hall, London 2001, p. 137).
Antichi Doveri, art. VI, 2, in J. ANDERSON, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, p. 92.
«[...] we being only, as masons, of the universal religion above–mentioned» (cf. The Charges of a Free Mason, VI, 2, in UGLE, Constitutions, 2001, p. 143).
The Old Charges VI,1, in J. ANDERSON, The New Book of Constitutions, Ward and Chandler, London 1738, pp. 146–147.
Cf. The Old Charges I, in J. ANDERSON, The New Book of Constitutions, 1738, pp. 143–144.
Cf. G. DI BERNARDO, Bioetica. Una fondazione filosofica, in De Hominis Dignitate, Rivista di Cultura Massonica, Anno I, N° 2 – Gennaio 2002, Gran Loggia Regolare d’Italia, Roma, pp. 11–18. In particolare, pp. 14–17.
Cf. G. DI BERNARDO, La ricostruzione del Tempio. Il progetto massonico per una nuova utopia, Marsilio Editori, Venezia 1996, pp. 50–51.
Cf. ivi, p. 92.
F. VENZI, Mito, Massoneria, Fascismo. Saggi sulla Massoneria, Mirandoliana, Roma 2001, p. 15.
Cf. H.C. CLAUSEN 33° (Sovereign Grand Commander), Clausen’s Commenta-ries on Morals and Dogma, Supreme Council 33°, Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, Southern Jurisdiction, Washington D.C. [USA] 1978, edizio-ne italiana a cura di Grande Oriente d’Italia – Supremo Consiglio del Rito Scoz-zese Antico e Accettato, Giurisdizione Massonica d’Italia, pp. 59–62,183–191; cf. E. BONVICINI 33°, I gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1996, pp. 211–213,220–235; E. SCIUBBA 33°, L’Eco, in L’Incontro delle genti, rivista di scienze, lettere ed arte, anno XXXVIII, n. 1, Gennaio–Marzo 1998, ERA–INCONTRO, Roma, 2a pag. di copertina.
Cf. Manoscritto di Edimburgo, 1696, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi cate-chismi muratori, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, p. 53.
Cf. Manoscritto Chetwode Crawley, 1700 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi catechismi muratori, p. 55.
Cf. Manoscritto Dumphries No. 4, 1710 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi catechismi muratori, p. 79.
Cf. Manoscritto Kevan, 1714–1720, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi cate-chismi muratori, p. 60.
Cf. Manoscritto Wilkinson, 1727 circa, in W. DE DONATIS (a cura di), I primi ca-techismi muratori, p. 137.
Cf. S. PRICHARD, Masonry Dissected, pp. 11–12. Alec Mellor (massone GLNF) ha osservato che i rituali del Prichard (1730) insegnano agli storici le cerimonie massoniche di quei tempi e che, nei decenni successivi, furono di aiuto ai Maestri Venerabili di poca memoria, i quali, grazie all’opera prichardiana, potevano i-struirsi e ricordare le cerimonie inizatiche (cf. A. MELLOR, Le Rite Emulation, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, tome XIII (1ère série) Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine 1977, p. 16). Inoltre, uno storico massone della UGLE, Harry Carr (1900–1983), ha sottolineato che molto di ciò che è scritto nel Masonry Dissected di Prichard è ancora contenuto nei rituali massonici contemporanei (cf. H. CARR, Harry Carr’s world of Freema-sonry, Lewis Masonic, Shepperton [England] 1985, pp. 105–144).
Cf. S. PRICHARD, Masonry Dissected, J. Wilford, London 1730, pp. 11–12.
Cf. J. A. FERRER BENIMELI, Les Archives Secrètes du Vatican et de la Franc–Maçonnerie, Dervy–Livres, Paris 1989, pp. 46–48.
Cf. ivi, p. 48.
Cf. F. SMYTH, Penalties in the Obligations, in H. CARR, The Freemason at work, Lewis Masonic, Runnymede [England] 1992, p. 37.
Cf. ivi, p. 38.
Cf. F. SMYTH, Penalties in the Obligations, p. 41.
UGLE, Freemasonry and Religion, 1987, in J. HAMILL, History of English Free-masonry, Lewis Masonic, Addlestone [England] 1994, p. 164.
Cf. J. P. SCHNETZLER, Les pénalités dans les serments maçonniques, aspects historiques, symboliques et subtils, in Travaux de la Loge nationale de recher-ches Villard de Honnecourt, N° 24 (2e série), 1er semestre, Grande Loge Natio-nale Française, Neuilly–sur–Seine 1992, pp. 19–50.
E. LAUDICINA, Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, p. 168. Al Terzo Grado (secondo la tradizionale ritualità Emulation) , il massone, giura solennemente di non rivelare i segreti del grado, di esser fedele alla Massoneria, di sostenere e difendere i Maestri Liberi Muratori in difficoltà, ecc.: «[...] Tutti questi articoli giuro solennemente di osservare, senza pretesto, equivoco o riserva mentale di sorta, sotto pena, quand’io ne violassi alcuno di questo, di essere tagliato in due, il mio corpo bruciato e incenerito e quelle ceneri sparse sopra la faccia della terra e disperse ai quattro venti cardinali del cielo af-finché nessuna traccia o ricordo di un così vile e miserabile non si possa più tro-vare tra gli uomini, in particolare tra i Maestri Liberi Muratori. Che l’Altissimo mi aiuti e mi tenga saldo nel mantenere questo mio Solenne Giuramento che ho fat-to come un Maestro Libero Muratore» (GRANDE ORIENTE D’ITALIA – PALAZZO GIU-STINIANI, Emulation Ritual come dimostrato dalla “Emulation Lodge of Improve-ment”, Presentazione e traduzione di Gualberto Ranieri, Edizioni Erasmo, Roma 20042 [19761], p. 115).
Cf. Rituale del Supremo Consiglio dei XXXIII, Supremo Consiglio dei XXXIII per la Giurisdizione Italiana e le sue colonie, Roma 1919, pp. 5,24; cf. U.G. PORCIAT-TI, Simbologia Massonica. Gradi Scozzesi, Atanòr, Roma 1981, pp. 299,306; cf. S. FARINA, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Ro-ma 1946, pp. 455, 459; cf. IDEM, Rituali dei Lavori del Rito Scozzese Antico e Ac-cettato, Arktos, Carmagnola 1992, pp. 213,215–216; cf. E. BONVICINI, I gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1996, p. 258.
Idea esplicitamente espressa in Rituale del Supremo Consiglio dei XXXIII, 1919, p. 24; cf. S. FARINA, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accetta-to, p. 459; cf. IDEM, Rituali dei Lavori del Rito Scozzese Antico e Accettato, p. 216. Luigi Sessa 33° (GOI–RSAA) ha scritto che il rituale del 33° grado RSAA approvato da Ettore Ferrari 33° SGC, ed entrato in vigore nel 1919, «è tuttora vi-gente» (L. SESSA, I Sovrani Gran Commendatori e breve storia del Supremo Con-siglio d’Italia del Rito Scozzese Antico e Accettato Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2004, pp. 66, 189).
P. SIANO, pp. 142–146, 150–153.
Cf. Quinto Seminario R.S.A.A. – “I colori della Massoneria Scozzese e la Gran-de Opera”, in Tempio Scozzese, Collana RSAA – Nuova Serie, Bollettino seme-strale a cura del Supremo Consiglio del RSAA (Palazzo Giustiniani) anno III n° 5 – gennaio–giugno 1992, pp. 32–44; cf. Luglio Scozzese, Tempio Scozzese, Col-lana RSAA – Nuova Serie, Bollettino Semestrale a cura del Supremo Consiglio del RSAA (Palazzo Giustiniani), anno VII, n° 14 – luglio–dicembre 1996, p. 27.
Cf. F. DI PALMA, Il Rito Scozzese e i suoi rituali, in Logos, N° 2/2001, Ispettorato Regionale Lazio RSAA, Roma, p. 12–13.
Cf. G. DI BERNARDO, La ricostruzione del Tempio. Il progetto massonico per una nuova utopia, Marsilio Editori, Venezia 1996, pp. 42–43.
Cf. ivi, pp. 12, 71–94.
Cf. A Defence of Masonry [1730], in J. ANDERSON, The New Book of Constitu-tions of the Antient and Honourable Fraternity of Free and Accepted Masons, C. Ward and R. Chandler, London 1738, p. 221.
Cf. C. R. MANASSEH, The Mysticism of the Royal Arch, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper n. 103, vol. IV, London, s.d., pp. 3–14; cf. K. MACKENZIE, Royal Masonic Encyclopaedia [1877], The Aquarian Pess, Welling-borough [England] 1987, art. Kabbalah, pp. 407, 412.
Cf. G. SCHOLEM, La Cabala, Edizioni Mediterranee, Roma 1992, pp. 16–29, 371–372, 375–378.
Cf. H. CARR, The Freemason at work, pp. 16–18.
I due cherubini che reggono lo stemma della United Grand Lodge of England del 1813 hanno volto e seno femminili. Invece, con la nuova versione del mede-simo stemma (1919) – quella ancora in vigore – i due cherubini accanto allo scu-do hanno solo volto e capelli femminili (cf. W.K. MAC NULTY, Freemasonry. A Journey through Ritual and Symbol, Thames and Hudson, London 1997, p. 71).
Cf. C. F. W. DYER, Symbolism in Craft Freemasonry, Lewis Masonic – Ian Allan Regalia, Shepperton [England] 1991 [19761], pp. 50–57.
Cf. R. W. Frater F. M. RICKARD, 9°, Objects and Aims of the Society, in Trans-actions of the Metropolitan College – Societas Rosicruciana In Anglia, F. M. Rickard, London 1933, pp. 44–48. Il Colonnello Rickard – 9° ed ultimo grado della S.R.I.A. – afferma che la Cabala ebraica è «one of the principle keys, not merely to the sacred writings, but also of other sources of knowledge» (op. cit., p. 48). L’autore, pur disprezzando la magia nera, presenta – a suo dire – la vera scienza magica («Magic science») come scienza che permette l’accesso alla conoscenza della natura dell’uomo interiore, e sapienza arcana che svela l’intima costituzione di ogni realtà, dunque della Natura visibile e invisibile (cf. op. cit., p. 49).
Cf. D. BROOK, IV°, The Zelator Certificate, in Transactions of the Metropolitan Col-lege – Societas Rosicruciana In Anglia, C. W. Cresswell, London 1992, pp. 12–21. Il cuore sapienziale della SRIA è costituito dalla Cabala ebraica: cf. N. HACKNEY, 9°, Rosicrucianism and the Qabalah, in Transactions of the Metropolitan College – So-cietas Rosicruciana In Anglia, C. W. Cresswell, London 1970, pp. 7–9.
Cf. C. G. NICHOLAS, Light in Freemasonry, in Transactions of the Dormer Ma-sonic Study Circle, Paper n. 130, vol. V, London, s.d., p. 9; cf. H. HORMASJEE KASED, The Tree of Life and the Mystical Ladder in Ancient Religions and Myster-ies, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper n. 112, vol. IV, London, s.d., pp. 3–15; cf. G. F. SMITH, The Vault, in Transactions of the Masonic Study Society, H. R. A. Section, vol. II, London 1968–1969, pp. 13–24; cf. IDEM, The Third Degree and Holy Royal Arch, in Transactions of the Masonic Study So-ciety, vol. IV, London 1973–1974–1975, p. 12; cf. R. E. PIKE, The Connection be-tween the Craft and the H. R. A., in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIII, London 1991, pp. 85–103. Pike, membro del Royal Arch, scrive che la Cabala ebraica fu trasmessa da Mosè ed è arrivata fino alla Massoneria. Mosè, a sua volta, ricevette la Cabala dai saggi Egiziani nei cui misteri era stato iniziato (cf. ivi, p. 93).
Cf. A. COGHLAN, The Symbol of the Cross and the Qabalah in the Temple of the Holy Spirit, in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIX, London 1997, pp. 5–9.
Cf. J. PATERNOSTER, The Qabalistic Portents of Grand Lodge, in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXIX, London 1997, pp. 16–24. L’interesse di Paternoster per la Cabala ebraica e l’astrologia non è puramente accademico, bensì si rivela come una vera e propria fede o credenza.
Cf. J. PATERNOSTER, The Word and the Stone (Part I), in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXVI, London 1994, pp. 5–10; cf. IDEM, The Word and the Stone (Part II), in Transactions of the Masonic Study Society, vol. LXVI, London 1994, pp. 11–16.
Cf. J. CHABOSEAU, L’Alchimie et ses rapports avec la Franc–Maçonnerie Ecos-saise, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N° 21 (2e série), 2e sémestre 1990, Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine, pp. 161–185. Chaboseau raccomanda la lettura del libro Le symbolisme hermétique dans ses rapports avec l‘alchimie et la Franc–Maçonnerie, scritto da Oswald Wirth che Chaboseau definisce «éminent Maçon et fervent adepte de la voie alchimique» (op. cit., p. 164).
Cf. S. THEAKSTON, Le Rite Ecossais Ancien et Accepté, in Travaux de Villard de Honnecourt, Tome XIII (1e série), Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine 1977, pp. 35–41. Theakston si dichiara membro della GLNF e del Suprême Conseil REAA pour la France (cf. op. cit., p. 40). Dal 1963–64, il REAA (in Fran-cia) è stato riorganizzato, regolarizzato e così è stato diffuso anche tra i Maestri Massoni della GLNF (cf. op. cit., pp. 39–40).
Cf. F. BARDOT, Le Rite Ecossais Ancien et Accepté dans ses rapports avec le Néoplatonisme, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honne-court, N° 40 (2e série), Grande Loge Nationale Française, Paris 1999, pp. 18–19, 31. L’intero articolo è a pp. 17–33.
Cf. G. RAFFI, Prefazione, in M. BIANCA – N. M. DI LUCA (a cura di), Le radici eso-teriche della Massoneria. L’arca vivente dei simboli, Atanòr editrice, Roma 2001, p. 9. Citerò questo libro solo con il titolo Le radici esoteriche della Massoneria.
Cf. N. M. DI LUCA, L’opzione occultistica e magica nell’esoterismo massonico, in Le radici esoteriche della Massoneria, p. 190. L’intero articolo è a pp. 189–207.
Cf. ivi, p. 199.
Ibidem.
Cf. ivi, p. 201.
Cf. Atanòr – Catalogo 1999, Roma, p. 37; cf. Atanòr – Catalogo 1999/2000, Roma, p. 37; cf. Atanòr – Catalogo 2001, Roma, p. 52; cf. Atanòr – Catalogo 2003, Roma, pp. 51–60.
Atanòr – Catalogo 1999, p. 39; Atanòr – Catalogo 1999/2000, p. 39; Atanòr – Catalogo 2001, p. 53; Atanòr – Catalogo 2003, p. 53.
Cf O. WIRTH, I misteri dell’arte reale, Atanòr Editrice, Roma 1996, pp. 11–16. Al-tro elogio wirthiano al Serpente della Genesi è in O. WIRTH, La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti. vol. II. Il Compagno, Atanòr, Roma 1992, pp. 63–65.
Cf. P. SIANO, pp. 110–121, 149–150, 153.
U. BACCI, Il Libro del Massone Italiano, vol. I, Roma, nel Solstizio d’Estate dell’Anno della Luce 0009081 [19081], Edizione riservata ai Liberi Muratori, p. 250; IDEM, Il Libro del Massone Italiano, (volume unico), Editrice Vita Nova, Roma, nel Solstizio d’Estate nell’Anno della Luce 0009222 [19222], Edizione riservata ai Massoni, p. 134; A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, Hermes Edizioni, Roma 2000, p. 49.
A. CORONA, Equinozio d’Autunno, in Hiram, organo del Grande Oriente d’Italia–Palazzo Giustiniani, n. 5–6, ottobre–dicembre 1985, Roma, p. 134; A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, pp. 49, 55; R. CHISSOTTI [GOI], Moderno Dizionario Massonico, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, art. Morte mistica, p. 366.
N. D’ANGLAR, La palingenesi conseguita attraverso la morte mistica, idea cen-trale dei Misteri Massonici, in Lumen Vitæ [Rivista del GOI, 1954–1959], anno I, n. 7, luglio 1954, Roma, p. 20 (18–24); A. SEBASTIANI [GOI], La Pietra Grezza. L’esperienza iniziatica nella Massoneria, pp. 49–53; L. SESSA [GOI], I simboli massonici. Storia ed evoluzione, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2001, p. 120, nota n. 214; E. LAUDICINA [GLDI], Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, p. 71; G. RAFFI [GOI], Il diritto alla felicità, in Hiram – Rivista del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, N° 2/2003, Soc. Era-smo, Roma, p. 14.
MASSONERIA ITALIANA – GRANDE ORIENTE D’ITALIA – PALAZZO GIUSTINIANI (a cura di), Quaderni di Simbologia Muratoria, Quaderno N° 3 – Il Gabinetto di Riflessio-ne, [Roma 1977], p. 36 (40–42); V. SERINO [GOI], I viaggiatori del Tempio: simboli e ritualità della loggia massonica, in M. L. BIANCA (a cura di), Il Tempio. I luoghi del sacro, Atanòr Editrice, Roma 1999, p. 139; E. LAUDICINA [GLDI], Uno sguardo dall’alto – La Massoneria, p. 203.
Cf. J. P. BAYARD, Le symbolisme maçonnique traditionnel. Tome I. Les loges bleues, Edimaf, Paris 19875, p. 241.
A. CORONA [GOI], Equinozio d’Autunno, in Hiram, organo del Grande Oriente d’Italia–Palazzo Giustiniani, n. 5–6, ottobre–dicembre 1985, Roma, p. 134.
Cf. H. SCHULER, Mozart und die Freimaurerei, Noetzal Verlag, Wilhelmshaven [Deutschland] 1992, pp. 39–40, 42–43. Heinz Schuler è membro della loggia Qua-tuor Coronati di Bayreuth e di quella omonima di Vienna (ivi, 4a pag. di copertina). Sul Gabinetto di Riflessione nella Massoneria austriaca settecentesca: cf. H. J. IR-MEN, Mozart: Mitglied geheimer Gesellschaften, Prisca, Zülpich 19912, p. 97.
Cf. A. LEHNER [VGLvD], Die Dunkle Kammer, in Tau, Zeitschrift der Forschun-gsloge Quatuor Coronati Nr. 808 [Vereinigte Grossloge von Deutschland], Ba-yreuth [Deutschland], Nr. II/1990, pp. 86–91.
Cf. N. ASLAN [GOB], Grande Dicionário Enciclopédico de Maçonaria e Simbo-logia, vol. I (A–D), Editora Artenova s.a., Benfica – Rio [Brasil] 1974, art. Câma-ra das Reflexões, pp. 198–200. Il Gabinetto di Riflessione rappresenta «o cen-tro da terra» (ivi, p. 198); W. ALMEIDA DE CARVALHO [GOB], O Rito de iniciaçao: uma abordagem antropológica, in Pietre–Stones Review of Freemasonry, in http://www.freemasons–freemasonry.com/1carvalho.html, 7 pagine A4, p. 4, sito internet da me visitato il 01 ottobre 2003. Il Webmaster di quella rivista te-lematica è il MV Bruno Virgilio Gazzo (GLRI).
J. P. SCHNETZLER [GLNF], La Franc–Maçonnerie comme voie spirituelle de l’Artisan au Grand Architecte, Editions Dervy, Paris 1999, p. 112; cf. J. TOURNIAC [GLNF], Symbolisme Maçonnique et Tradition Chrétienne, Dervy–Livres, Paris 1965, pp. 81–83.
Circa il carattere sacrificale (sacrificio umano simbolico) della Cerimonia di Ele-vazione al Terzo Grado di Maestro Massone (o Maestro Libero Muratore, o Mae-stro Muratore), circa l’equazione Maestro Muratore=vittima sacrificale di un omi-cidio o sacrificio umano (e il ruolo omicida–sacrificatore delle 3 Luci di Loggia) fornisco solo alcune testimonianze massoniche, indicando tra parentesi quadra la sigla dell’Obbedianza massonica a cui appartiene ciascun autore: J.S.M. WARD [UGLE], Who was Hiram Abiff?, The Baskerville Press Ltd, London 1925, pp. VII, 3, 236–240 [riedito nel 1974 da Lewis Masonic, Shepperton – England]; A. PA-NAINO [GOI], La Centralità della Parola tra Rito e Pensiero, in M. BIANCA – A. CAL-DERISI (a cura di), La Massoneria e l’uomo. Incontri culturali della Gran Loggia del 2001, Editrice Atanòr, Roma 2002, pp. 159–160; M. GRAZIANI [GLRI], Massoneria Emulation, Le Luci Editrice, Latina 2001, pp. 73–77; B. E. JONES [UGLE], Guida e compendio per i Liberi Muratori, Atanòr Editrice, Roma 1995 [Harrap Ltd, London 19501], pp. 319–320, 326–327; J. TRESCASES [GLNF], La symbolique de la mort ou herméneutique de la resurrection, Guy Trédaniel Editeur, Paris 1998 [Editions de la Maisnie, 19831], pp. 73, 77, 79–109; R. BERTEAUX, La symbolique au grade de Maître, Editions Maçonniques de France, [Paris] 2002, pp. 60,70–71. [Le EDI-MAF hanno la loro sede a Parigi, in rue de Cadet 16, proprio dove è la sede del Grand Orient de France]; H. BANKL [GLvÖ], Hiram. Biblisches – Sagenhaftes – Historisches, Edition zum rauhen Stein/Studien Verlag, Innsbruck–Wien–München 2000 [Eichstätt 19921], pp. 103, 111–114. R. DOSCH [VGLvD], Deutsche Freimaurer Lexikon, Die Bauhütte Verlag, Bonn 1999, art. Hiram, p. 13; cf. anche ibidem, art. Bauopfer, p. 46; E. LENNHOFF [GLvÖ] – O. POSNER, Internationales Freimaurerlexikon, Amalthea Verlag, Wien–München 1980 [ristampa anastatica del 19321], art. Bauopfer, col. 135, art. Hiram, col. 700.
Cf. W. A. RALPH, The Initiation, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 122, vol. V, London, s.d., p. 17. L’ intera relazione è di pp. 10–18.
Cf. (Anonimo), The True Freemasonry: Exoteric and Esoteric (Part 2), in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 13, vol. I, London, s.d., pp. 6–8.
Cf. op. cit., pp. 9–10.
Cf. J. R. CLELAND, Freemasonry and Catholicity, in Transactions of the Dormer Masonic Study Circle, Paper N° 61, vol. III, London, s.d., pp. 4–6.
Cf. ivi, pp. 12–14.
Cf. J. R.CLELAND, The Ceremony of Raising, in Transactions of the Dormer Ma-sonic Study Circle, Paper N° 35, vol. II, London, s.d., p. 4.
Cf. ivi, p. 7.
Cf. B. E. JONES, Guida e compendio per i Liberi Muratori, pp. 318–319. Cir-ca la possibile interpretazione cristiana del mito di Hiram Abif (in particolare per i Massoni cristiani): cf. T. CURTON, Hiram Abiff. Who was he?, in Freema-sonry Today. The Magazine for everyone interested in Freemasonry, Issue 9, Summer 1999, Bury St. Edmunds [England], pp. 29–30. L’intero articolo di Tobias Churton è a pp. 28–30.
Segnalo che alcuni noti ecclesastici (padre Giovanni Caprile S.J., mons. Pier Carlo Landucci, Card. Gagnon) hanno asserito (sulla base di esperienze perso-nali e pastorali) il coinvolgimento di massoni in profanazioni di Ostie consacrate. Il Card. Gagnon ha addirittura affermato che ci sono logge massoniche coinvolte in Messe Nere. Così anche don Gabriele Amorth (noto esorcista italiano) ha affer-mato che gruppi massonici sono dediti al satanismo e commissionano furti di O-stie consacrate (cf. G. CAPRILE S.I., La massoneria di fronte alla persona e al mes-saggio di Gesù, in La Civiltà Cattolica, vol. 108 [1957] III, p. 476; cf. P. C. LAN-DUCCI, Cento problemi di fede, Postulazione della Causa di Canonizzazione, Ro-ma 20037 [19531], p. 237; cf. Bro. C. MADDEN OFM CONV., Why Was Saint Maxi-milian Opposed To Freemasonry, in AA. VV., Kolbe: Saint of the Immaculate, Edi-ted by Bro. Francis M. Kalvelage F.I., Academy of the Immaculate – Franciscan of the Immaculate, New Bedford [MA – USA] 2001, pp. 240–241; cf. G. AMORTH, intervistato da M. TOSATTI, Inchiesta sul demonio, Edizioni Piemme Religio, Casa-le Monferrato 20031, p. 57).
Cf. L. ZELDIS, The Symbolism of Stone, in Ars Quatuor Coronatorum – Transac-tions of the Quatuor Coronati Lodge N° 2076 [UGLE], vol. 106, London 1993, pp. 233–234; cf. IDEM, Masonic Symbols and Signposts, Anchor Communications, Lancaster – USA, 2003, pp. 20–21.
Cf. R. BERTEAUX, La symbolique au grade de Maître, Editions Maçonniques de France, [Paris] 2002, p. 60.
Ivi, p. 70.
Cf. ivi, p. 71.
Cf. ivi, pp. 75–78. Berteaux spiega che il tema della discesa agli ìnferi («descente aux enfers»), ossia ciò che gli alchimisti chiamavano opera al nero («ce que les al-chimistes denommaient “Oeuvre au noir”») è uno degli aspetti più importanti dell’iniziazione («un des aspects les plus importants de l’initiation») a cui si è sot-toposto anche Cristo, scendendo negli ìnferi (cf. ivi, p. 76).
Cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, Dervy–Livres, Paris 19782 [19691], pp. 117–143; cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, Postface de Roland Bermann, Editions Dervy, Pa-ris 20003, pp. 117–143; cf. J. TOURNIAC, Etude sur la figure du labyrinthe, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N° 47 (2e série), année 2001, Grande Loge Nationale Française, Paris, pp. 15–47.
Cf. J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, pp. 118–119, 122–127, 130–134, 138–141; cf. IDEM, Etude sur la figure du labyrinthe, pp. 17–18, 22–27, 31–36, 42–45.
Cf. R. BERMANN, Postface, in J. TOURNIAC, Vie et perspectives de la Franc–Maçonnerie Traditionnelle, 20033, p. 294.
R. BERMANN, op. cit., p. 295.
Cf. J. TOURNIAC, Symbolisme maçonnique et tradition chrétienne. Un itinéraire spirituel au Christ?, Dervy–Livres, Paris 19651, pp. 45–47. In queste pagine sopra citate, Tourniac spiega che i corrispettivi segni rituali (gola–cuore–ventre) dei 3 gradi massonici inglesi Emulation sono collegati a segni astrologici ed esprimono la discesa agli ìnferi e la ascesa spirituale mèta–cosmica e macro–cosmica. Al 3° grado, i Massoni sperimentano «une “mise au tombeau”» (essere messi nel se-polcro) e quindi «une resurrection dans le corps de “Maître Hiram”» (ivi, p. 115).
Cf. R. DOSCH, Deutsche Freimaurer Lexikon, Die Bauhütte Verlag, Bonn 1999, art. Hiram, p. 13; cf. anche ibidem, art. Bauopfer, p. 46. Il Tempio di Salomone è, per i Massoni, il simbolo del Tempio dell’Umanità da costruire. I Massoni lavorano a realizzare questo Tempio. Gli uomini stessi sono le pietre di questo Tempio (cf. ibi-dem, art. Der Salomonischer Temple in der Freimaurerei, pp. 247–248).
Cf. K. HORNEFFER, Der Meistergrad, Die Bauhütte Verlag, Bonn, s.d. (ma non prima del 1992), pp. 5, 9, 11–12.
Cf. P. SIANO, pp. 68–78, 80–108, 132, 138, 147–148.
B. E. JONES, Freemasons’ Guide and Compendium, George G. Harrap Ltd, London 1951, pp. 267–268,359,373.
Sul concetto di Maestro Massone = «porte–lumière» o «Lucifer» prima della ca-duta dal Cielo: cf. G. DE SORVAL, Introduction à l’étude du language symbolique du blason, in Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt, N°3 – 2e semetre 1981, Grande Loge Nationale Française, Neuilly–sur–Seine, p. 25.
Rituale Emulation, S&C srl, Roma 1999, p. 143.
http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1890
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